>>>ANSA/ Terremerse: annullata condanna, per Errani appello bis

mercoledì 17 giugno 2015



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Cassazione rinvia a Bologna. Ex presidente, 'ristabilita verità'
   (di Tommaso Romanin)
   (ANSA) - BOLOGNA, 17 GIU - Il destino giudiziario e politico
dell'ex presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani
ripartirà da un nuovo processo di appello. In serata la Corte di
Cassazione ha infatti annullato con rinvio la condanna ad un
anno per falso ideologico per la vicenda di Terremerse, la
cooperativa di Bagnacavallo (Ravenna) presieduta per anni dal
fratello Giovanni, che Errani è accusato di aver favorito. Alla
condanna, l'8 luglio 2014, fecero seguito le dimissioni di
Errani dopo quasi 15 anni di presidenza della Regione, ora
guidata da Stefano Bonaccini, anche lui del Pd.
   "Oggi è un bel giorno per me. Si è ristabilita la verità che
aveva pronunciato il giudizio di primo grado e si ricomincia da
lì con serenità e fiducia. Ringrazio le tante persone che in
questi mesi mi sono state vicine confermandomi la loro stima.
Ora passerò qualche giornata tranquilla con la mia famiglia", è
stato il primo commento affidato da Errani a Facebook.
   Processo bis anche per i coimputati Filomena Terzini e
Valtiero Mazzotti, dirigenti regionali. Il Pg in mattinata aveva
chiesto l'assoluzione per tutti e tre. Ora bisognerà attendere
le motivazioni della Cassazione per cogliere il ragionamento dei
giudici.
   Le grane giudiziarie per Errani nacquero per colpa di una
lettera allegata ad una relazione, entrambe inviate alla Procura
a ottobre 2009, per attestare la correttezza dell'operato della
Regione nell'erogazione del finanziamento da un milione a
Terremerse, contributi che servivano per la costruzione di una
cantina a Imola. Errani decise di muoversi in questo modo,
rivolgendosi ai Pm per chiarire, in risposta alle polemiche
sollevate sul caso da un articolo de Il Giornale.   
   Dalle indagini emerse però che dietro alla concessione dei
fondi c'erano effettivamente dei falsi e una truffa. Per questi
reati Giovanni Errani è stato processato e prima condannato, poi
assolto in appello ma con buona parte delle accuse ritenute
sussistenti seppur prescritte, in entrambi i gradi di giudizio.
   La conclusione dei Pm di Bologna fu che il Governatore aveva
scritto e istigato i due dirigenti a compilare la relazione per
'coprire' il fratello. E fu così che il presidente in carica
finì indagato per falso, i due dirigenti anche per
favoreggiamento.
   L'impostazione non resse però al vaglio del Gup Bruno
Giangiacomo, che pronunciò tre assoluzioni al termine del
processo in abbreviato, a novembre 2012. Per il giudice l'accusa
era rimasta niente più che "uno spunto di indagine". Ma la
Procura non si arrese, impugnò e la scorsa estate davanti alla
Corte di appello arrivarono le tre condanne. Nelle motivazioni
la Corte parlò di un comportamento dolosamente omissivo.
   Un'interpretazione contestata in mattinata, con la
requisitoria del Pg della Cassazione Aurelio Galasso, che ha
chiesto l'assoluzione. Il verdetto di appello, ha detto il
rappresentante della Procura, "faceva una lettura 'politica'
degli atti e poggia su argomenti del tutto fallaci". I giudici
"hanno interpretato tutta la vicenda attribuendo a Errani un
dolo che non c'è stato, determinando così un cortocircuito
logico motivazionale".
   Soddisfazione dal difensore di Errani, avvocato Alessandro
Gamberini: "Ho sempre sostenuto che questa vicenda non meritava
un giudizio. L'assoluzione in primo grado poteva essere
ribaltata solamente con delle motivazioni incoerenti e
illogiche, come in effetti è stato".(ANSA).

     Y9C-GIO
17-GIU-15 21:57 NNN