ANSA/ Umbria-Marche-Toscana, Patto del Sagrantino fra presidenti

sabato 21 novembre 2015



ZCZC4961/SXR
OPG35997_SXR_QBXX
R REG S57 QBXX

Confronto a Perugia su ipotesi macroregione,"vantaggi immediati"
(ANSA) - PERUGIA, 21 NOV - Gli stessi protagonisti lo hanno
scherzosamente definito il "Patto del Sagrantino". Ma a parte il
brindisi con il vino umbro, l'incontro fra i tre presidenti
delle Regioni Umbria, Marche e Toscana, che si è svolto oggi nel
capoluogo umbro sui temi dell'integrazione dei servizi e della
riforma dell'assetto regionalista dello Stato, rappresenta un
primo passo verso l'ipotesi di un percorso comune che, è stato
detto, porterebbe "vantaggi immediati concreti" per le comunità
locali, ma, "direttamente o indirettamente, anche per l'Italia
nel suo insieme".
Il prossimo passo sarà quello di produrre un documento,
probabilmente già all'inizio del 2016, che sarà sottoposto ai
consigli regionali.
"Immaginiamo che si può fare un lavoro comune non calando
dall'alto l'idea astratta di macro regione - ha spiegato la
presidente umbra, Catiuscia Marini - ma integrando politiche e
servizi, mettendo al centro le imprese, le persone e il futuro
delle comunità".
"Le politiche legate ai fondi comunitari - secondo il
presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi - sono davvero il
primo passo su cui lavorare, dall'agricoltura, ai problemi
relativi alle imprese, ai problemi di internazionalizzazione, il
turismo, l'agenda digitale".
E "oltre al disegno più ampio - ha detto il governatore delle
Marche, Luca Ceriscioli - c'è la capacità, lavorando insieme, di
mettere subito a frutto risultati".
"Nel mondo globalizzato - ha osservato ancora Rossi - la
nostra dimensione non è sufficiente, se non ci mettiamo insieme
rischiamo di contare poco dovunque" e tra Umbria, Marche e
Toscana "c'è una storia, ci sono tratti comuni, ci sono elementi
che intanto ci spingono a lavorare insieme, poi vedremo".
Ad unire le tre regioni (con 6 milioni di abitanti
complessivamente e il 12 per cento del Pil nazionale) anche le
"grandi capacità di governo - secondo Catiuscia Marini - già
dimostrate dalle singole amministrazioni, ad esempio in tema di
sanità o di gestione dei fondi europei".
"Non abbiamo difficoltà economiche - ha commentato anche
Ceriscioli - quindi non c'è uno stato di bisogno e non c'è un
disegno nazionale che impone le macro regioni".
"Stiamo bene, condividiamo cose importanti, nessuno ci
obbliga, ma guardiamo più in là", ha sottolineato lo stesso
presidente della Regione Marche, il quale, rispondendo ad una
domanda in merito alla macro regione Adriatico-Ionica, ha
spiegato: "Anche su altre ipotesi c'è una base progettuale che
si sta sviluppando. Vedere in azione queste opportunità sarà il
percorso che ci renderà evidente la strada più efficace per
affrontare in futuro". (ANSA).

PE
21-NOV-15 19:06 NNN