REGIONI: ROSSI LANCIA ALLEANZA TRA TOSCANA, UMBRIA E MARCHE

sabato 21 novembre 2015



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Oggi a Perugia incontro tra i tre governatori

Firenze, 21 nov. - (AdnKronos) - Toscana, Umbria e Marche si
assomigliano. Hanno numeri, necessità ed opportunità comuni e possono
dunque formare utilmente una macroregione. Soprattutto possono
integrare molti servizi tra loro.

Ne è convinto il presidente della Toscana Enrico Rossi che nelle
settimane scorse ha lanciato la proposta di un'alleanza tra Toscana,
Umbria e Marche per una nuova regione che dal Tirreno arrivi fino
all'Adriatico, un progetto di "regionalismo differenziato" e Regioni
diverse da quelle che sono ora per ridurre i costi e contare di più in
Europa, un luogo su cui si distendono opere importanti - ricorda Rossi
- come l'incompiuta Grosseto-Fano che, se realizzata, intreccerebbe i
flussi del grande corridoio europeo Kiev-Lisbona connettendo anche due
porti, Ancona e Livorno.

Di questo hanno parlato oggi a Perugia, a pranzo, il presidente della
Toscana Enrico Rossi con la presidente dell'Umbria Catiuscia Marini e
il presidente delle Marche Luca Ceriscioli: l'occasione per avviare
una comune riflessione sull'integrazione dei servizi e la riforma
dell'assetto regionalista dello Stato. (segue)

(Red-Xio/AdnKronos)
21-NOV-15 17:35

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REGIONI: ROSSI LANCIA ALLEANZA TRA TOSCANA, UMBRIA E MARCHE (2) =

(AdnKronos) - In Europa la Francia ha ridotto l'anno scorso da 22 a 13
le proprie regioni, in Germania i Laender più piccoli stanno chiedendo
di unirsi, per ridurre costi e sprechi, e anche nel Parlamento
italiano, dopo le Province, si torna a discutere di una possibile
modifica ai confini delle Regioni, nate quarantacinque anni fa, per
farle passare magari da venti a dodici: è la proposta del senatori
Ranucci e Morassut, che gira dal dicembre dell'anno scorso e che il
governo ha fatto propria ad ottobre con un ordine del giorno votato in
Senato, stessi numeri ma confini non sempre identici rispetto
all'altro famoso ridisegno in chiave federalista elaborato nel 1992
dalla Fondazione Agnelli.

Furono i ricercatori di quella fondazione a parlare per primi
dell'opportunità di creare macroregioni. Per la Toscana avevano
previsto una fusione con tutta l'Umbria o, seconda ipotesi, solo con
la provincia di Perugia per fondere quella di Terni con il Lazio. Le
Marche si allungavano per la Fondazione Agnelli da Pesaro fino
all'Aquila e Campobasso. Nella proposta Ranucci-Morassut, in
discussione al Parlamento, Toscana ed Umbria si arricchirebbero
ulteriormente della Provincia di Viterbo, irrobustendosi dunque non
solo a levante ma anche a sud.

Le Marche, senza Pesaro, vanno assieme all'Abruzzo e le province di
Rieti e Isernia. Per Rossi invece la geografia più congeniale è quella
di un'unica regione che dal Tirreno, attraverso gli Appennini, si
possa affacciare sull'Adriatico. Una geografia che permetterebbe di
ristabilire un continuum anche con un'exclave, quella umbra di Monte
Ruperto (fisicamente nella Marche ma amministrativamente dipendente da
Città di Castello), mentre non si potrebbe fare per Ca' Raffaello,
exclave toscana fino al 2009 in territorio marchigiano ma che da sei
anni fa è diventata terra toscana in Romagna, per il passaggio dei
comuni attorno da una regione all'altra. (segue)

(Red-Xio/AdnKronos)
21-NOV-15 17:35

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REGIONI: ROSSI LANCIA ALLEANZA TRA TOSCANA, UMBRIA E MARCHE (3) =

(AdnKronos) - I numeri - Insieme Toscana, Umbria e Marche, con un asse
lungo quasi 400 chilometri da Zeri in Lunigiana fino a Porto d'Ascoli
sull'Adriatico, raccoglierebbero un territorio di oltre 41 mila
chilometri quadrati, quasi il doppio dell'attuale Toscana che ne
misura oggi poco meno di 23 mila, e 570 chilometri di costa
continentale, per oltre due terzi in Toscana e il resto nelle Marche.
Ad abitare la grande regione 6 milioni e 230 mila cittadini, somma di
3 milioni e 790 mila toscani, 1 milione e 550 mila marchigiani e 890
mila umbri.

Già oggi le tre regioni si assomigliano per tanti aspetti, per la
storia e l'economia, per l'arte di Giotto, Piero della Francesca e
Raffaello migranti tra il Mugello, Assisi, Jesi e Fabriano, tra
Arezzo, Perugia, Urbino, Loreto e Ancona o tra Urbino e Firenze, per
l'origine delle piccole e medie imprese che affondano le loro radici
nella scuola offerta dalla mezzadria, ovunque ampiamente diffusa fino
a metà del secolo scorso e poi scomparsa, per la dolcezza della
collina che nelle Marche e in Umbria coprono sette decimi di
territorio e in Toscana un quarto, per la distribuzione anche degli
abitanti (circa 160 per chilometro quadrato in Toscana e Marche, un
centinaio in Umbria).

Una comunanza già sottolineata da Guido Piovene nel suo "Viaggio in
Italia" negli anni Cinquanta. Ovunque nelle tre regioni le piccole
imprese, quelle con meno di dieci addetti, oscillano tra il 56 e il 54
per cento, mentre quelle con più di cinquanta sono il 13 per cento e
oltre 250 meno del sette. Nei consigli regionali siedono in 40 in
Toscana, in 20 in Umbria e in 30 nelle Marche, rispettivamente con
279, 92 e 239 comuni. Le giunte regionali contano invece otto
assessori in Toscana, cinque in Umbria e sei nelle Marche.

(Red-Xio/AdnKronos)
21-NOV-15 17:35

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