>>>ANSA/ Zaia avvia 'negoziato' autonomia Veneto, poi referendum

giovedì 17 marzo 2016



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'Roma ha 60 giorni per risposta'.Bressa,no a strumentalizzazioni
(ANSA) - VENEZIA, 17 MAR - Il Veneto non molla sulla
richiesta di maggiore autonomia. Una forma di 'indipendenza'
senza strappi, in base all'art.116 della Costituzione, per la
quale la Regione passa ora alle vie formali: il negoziato di 60
giorni - introdotto con la Legge di stabilità 2014 - entro il
quale il Governo è chiamato a pronunciarsi sulle iniziative
delle Regioni presentate al Presidente del Consiglio dei
ministri. Cosa fatta stamane dal governatore Luca Zaia, con
lettera inviata al premier Matteo Renzi.
Un documento formale, con cui il Veneto chiede al Governo di
negoziare un federalismo a geometria variabile, per avere ambiti
di autonomia più ampi rispetto alle altre Regioni a Statuto
ordinario. In ogni caso, a prescindere dal risultato e dal
negoziato stesso - ha precisato Zaia - la Regione terrà il
referendum consultivo. "Da oggi - ha detto il presidente
leghista - parte il conto alla rovescia dei 60 giorni durante i
quali Roma ci dovrà dare una risposta: o dice sì, e facciamo il
referendum, o dice no, ma lo facciamo lo stesso, forti della
sentenza della Corte Costituzionale".
La prima risposta del Governo, arrivata dal sottosegretario
agli affari regionali Gianclaudio Bressa, è stata fredda. "Ben
venga - ha detto - un confronto istituzionale serio, ma non
siamo disponibili a perdere tempo in discussioni
propagandistiche e strumentali". "Come Zaia sa bene - ha
aggiunto - la consultazione per costruire l'Intesa è con il
Governo. E noi siamo aperti. Non serve alcun referendum".
Il nodo appare proprio questo: la consultazione popolare.
Zaia sa bene che sull'onda di un referendum che potrebbe vedere
una valanga di sì sarebbe difficile per le Camere 'bocciare' la
volontà di una regione. E il presidente veneto non mira certo al
ribasso quando immagina cosa potrebbe significare avere nuovo
spazio di manovra sulle materie 'concorrenti' con lo Stato.
Chiede infatti di avere responsabilità su sanità, istruzione,
università, ricerca scientifica, sovrintendenze, demanio, per
far restare sul proprio territorio 19,4 miliardi di euro. Il
modello di autonomia ideale, ha spiegato, è quello delle
Province autonome di Trento e Bolzano, che trattengono in loco
il 90% delle tasse.
Il dossier è stato curato per la Regione dal
costituzionalista Luca Antonini, il quale ha quantificato in 60
miliardi di euro l'incremento di Pil che deriverebbe lasciando
al Veneto i 19,4 mld frutto della maggiore autonomia. Nella
bozza di 60 articoli inviata al Governo per la negoziazione, ha
sottolineato Antonini, il Veneto "chiede di utilizzare al
massimo quanto consente l'articolo 116 della Costituzione. Lo
Stato spenderebbe meno - ha osservato -, perché ci assumeremmo
noi la spesa, e l'effetto sarebbe virtuoso per tutt'Italia".
Il cronoprogramma stilato da Zaia inizia con la lettera
inviata oggi a Palazzo Chigi, prosegue con il referendum ad
ottobre 2016, e si dovrebbe concludere nel 2017 con il voto
delle Camere. Il governatore immagina ad ottobre un election
day, nel quale far confluire la consultazione dei veneti
sull'autonomia e il referendum nazionale sulla riforma
dell'art.116 firmata dal ministro Boschi. Una cosa "illogica"
secondo Bressa. "Se come noi pensiamo il referendum confermerà
la riforma costituzionale - ha concluso il sottosegretario - il
quesito sull'autonomia si troverebbe privo di ancoraggio, in
quanto legato ad una norma nel frattempo decaduta". (ANSA).

GM/GM
17-MAR-16 19:18 NNN