Calabria: Oliverio torna a parlare in Consiglio, Uniti su autonomia

mercoledì 30 gennaio 2019



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(AGI) - Reggio Calabria, 30 gen - "E' importante lo sforzo di questo
Consiglio regionale di definire una linea unitaria, perche' su queste
problematiche guai a dividersi". Lo ha affermato il presidente della
Regione, Mario Oliverio, intervenendo in Consiglio regionale,
dedicato al tema del regionalismo differenziato alla luce del
prossimo accordo tra il governo nazionale e tre Regioni del Nord -
Lombardia, Veneto ed Emilia - che chiedono maggiore autonomia su
alcune materie. Oliverio e' tornato oggi in Consiglio regionale per
la prima volta dopo essere stato coinvolto, il 17 dicembre scorso,
nell'inchiesta "Lande Desolate" della Dda di Catanzaro, nel cui
ambito e' sottoposto all'obbligo di dimora nel suo comune di
residenza, San Giovanni in Fiore (Cosenza): il governatore partecipa
alla seduta dell'assemblea legislativa calabrese in virtu'
dell'autorizzazione concessa dalla magistratura.
Nel suo intervento in aula sul federalismo, Oliverio ha
sostenuto: "E' un tema strategico, e dobbiamo partire dal passato e
da certi egoismi, come quelli espressi dalla Lega. Oggi si ripropone
questo tema attraverso un'impostazione che viene sottratta al
dibattito dalla sua sede naturale, il Parlamento, e invece rimanda a
una trattativa tra singole Regioni e il governo. I referendum di
Veneto e Lombardia hanno inserito quesiti che vanno ben oltre
l'articolo 116 Costituzione, arrivando a 23 materie su cui e'
possibile sottoscrivere intese. L'impressione - ha rilevato il
governatore - e' quella di Repubbliche che stanno avviando un
processo di secessione, nel momento in cui ci sono quesiti come vuoi
tu cittadino lombardo o veneto che l'80% del gettito prodotto in
quelle regioni resti in quelle regioni?". Secondo Oliverio "questo
tema si sta riproponendo in modo surrettizio. Su alcuni organi di
informazione si e' parlato giustamente di rischio di secessione dei
ricchi, ed e' evidente che un processo che punta alla marginalita' di
alcuni territori e che per questo va anche nella direzione opposta
dell'Europa, che punta a sostenere le aree piu' deboli, e addirittura
in direzione opposta anche della legge Calderoli, un leghista, del
2009 che prevedeva il vincolo di destinare al Sud del paese il 34%
delle risorse ordinarie. C'e', naturalmente, il problema di come
ripensare il regionalismo, ma dobbiamo partire da dati oggettivi,
anzitutto quello di un differenziale non solo di risorse ma anche di
diritti tra aree del Paese e una disarticolazione del Paese. Credo -
ha rimarcato il presidente della Regione - che il Sud, non con un
approccio assistenziale e datato ma con un'impostazione proiettata al
futuro, deve farsi sentire: ecco perche' questo Consiglio regionale
e' importante e altre iniziative sono importanti".
(AGI)Cz2 (Segue)
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(AGI) - Reggio Calabria, 30 gen. - E ancora:  "Avevo gia'
programmato un'iniziativa con gli altri presidenti di Regioni
meridionali e delle Universita' per un progetto di respiro
nazionale nel quale il Sud si propone come risorsa per il
Paese, il Sud si propone come area che vuole aprire l'Europa al
Mediterraneo. Un Sud che non chiede assistenza ma che si
propone in una veste nuova, riflettendo naturalmente anche se
se' stesso, sui problemi creati anche dalle responsabilita'
delle classi dirigenti del Mezzogiorno e dei territori, un Sud
che si interroga sui propri limiti, ma che si propone in una
dimensione nuova e aiutare il Paese nella sfida globale".
Oliverio ha poi definito "importante lo sforzo di questo
consiglio regionale di definire una linea unitaria, perche' su
queste problematiche guai a dividersi, perche' dividersi
significa riproporre un vecchio vizio, che non e' stato
secondario nella marginalita' a cui e' stata relegato il
Mezzogiorno d'Italia. E' giusto che livello centrale ed europeo
si pongano vincoli e condizioni affinche' si elevi la qualita'
istituzionale del Mezzogiorno a utilizzare le risorse, ma - ha
spiegato il governatore - questo non significa che per
recuperare un grande gap accumulato in un secondo e mezzo c'e'
bisogno di strumenti differenziati anche nell'utilizzo delle
risorse e del gettito fiscale. Dobbiamo stare attenti non a
buttare tutto a mare, a non buttare l'acqua sporca con il
bambino. E lo sforzo sara' ancora piu' importante se
riflettiamo sul superamento dei limiti e delle inefficienze
nell'utilizzazione delle risorse. Un Sud che non solo si oppone
ma si propone. Dopo questo Consiglio regionale bisognera'
assumere iniziative, puntando a intese nelle singole materie e
non gia' nel gettito fiscale: la precondizione e', tuttavia,
non mettere in discussione un dettato costituzionale della
crescita e della coesione del Paese, perche' - ha concluso
Oliverio - la spinta oggi e' la disarticolazione del Paese, e
questo non ce lo possiamo permettere".(AGI)
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