Dl semplificazioni: A. Fontana, passo verso l'autonomia

giovedì 7 febbraio 2019



ZCZC
AGI0736 3 CRO 0 R01 /


(AGI) - Milano, 7 feb. - La conversione in legge del Dl
semplificazioni, soprattutto nella parte che modifica il quadro
normativo nazionale che regola le 'grandi derivazioni
idroelettriche', cioe' le centrali e le dighe, e' un "passo
verso l'autonomia". Il presidente della regione Lombardia
Attilio Fontana saluta positivamente il via libera definitivo
della Camera al Dl in questione, che tra le tante novita'
prevede anche una importante modifica al regolamento delle
concessioni degli impianti idroelettrici. Da dire che la
Lombardia e' il primo produttore nazionale di energia
idroelettrica, e da sola concorre con il 25% della produzione
nazionale. Di questo 25%, la meta' arriva dalla provincia di
Sondrio. Come ha osservato Fontana, questa e' la "direzione che
va verso l'autonomia, e' la dimostrazione di cosa puo' voler
dire l'autonomia, e cioe' maggiore possibilita' dei territori
di decidere su risorse che vengono investite nel territorio.
Credo proprio sia la strada giusta: dare la parola ai
territori". Con la nuova disciplina la Regione "avra' risorse
in piu' e grossi investimenti che saranno realizzati nei
prossimi anni, con i quali si riuscira' anche a ottenere un
efficientemente della produzione di energia. "Questo e' un
provvedimento per il quale bisogna ringraziare il governo, e in
particolare Giorgetti e Salvini, che si sono spesi tanto per
l'approvazione", osserva il governatore lombardo che spiega che
il provvedimento approvato "aumenta i canoni a favore delle
province e della regione. Determina una serie di investimenti
consistenti e determinera' un miglioramento della produzione di
energia ecologicamente sostenibile. Spero che questa norma
possa essere anticipatoria della piu' ampia autonomia che
stiamo chiedendo" ribadisce. (AGI)
Cre
071727 FEB 19

NNNN


ZCZC
AGI0771 3 CRO 0 R01 /

(2)=
(AGI) - Milano, 7 feb. - Il Decreto Semplificazione, dunque,
introduce un'importante modifica al quadro normativo nazionale
in materia di grandi impianti idroelettrici che, in futuro,
consentira' alla Regione di rinnovare le concessioni delle
dighe. Il canone, secondo quanto stabilito dalla nuova norma,
dovra' essere destinato sempre per almeno il 60% alle Province
e alle citta' metropolitane il cui territorio e' interessato
dalla presenza degli impianti che li potranno destinare a
servizi pubblici, come ad esempio gli ospedali di montagna.
    Altra novita' importante della nuova disciplina, e' che
(oltre a confermare che le procedure di ri-assegnazione delle
concessioni alla loro scadenza sono effettuate dalle Regioni),
le dighe, i canali, le condotte forzate alla scadenza della
concessione passano gratuitamente alle Regioni invece che allo
Stato. Cambia la proprieta'.
    Alla conferenza stampa sono intervenuti anche gli assessori
Davide Caparini (Bilancio, Finanza e Semplificazione) e Massimo
Sertori (Enti locali, Montagna e Piccoli Comuni), che hanno
spiegato nel dettaglio le novita' introdotte dal decreto,
sottolineando che la regione ha aspettato per 19 anni un
decreto ministeriale che non e' mai arrivato. Adesso la regione
in piena autonomia potra' definire quali sono i criteri per
l'assegnazione di queste gare e procedere. Da qui in avanti la
regione avra' tempo un anno per fare una propria legge. E due
anni per indire le gare e aggiudicare il nuovo concessionario,
che potra' essere anche una societa' pubblico-privata,
costituita in parte dalla regione o dalla provincia e in parte
da un partner industriale.  (AGI)
Cre
071750 FEB 19

NNNN