= SCHEDA = 'Parlamentarizzazione' crisi, tutti gli step fino alle urne

giovedì 8 agosto 2019


 

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(AGI) - Roma, 8 ago. - Il timing della crisi del governo guidato da

Giuseppe Conte potrebbe portare a nuove elezioni l'ultima domenica di

ottobre, il 27. Ma e' anche possibile che servano alcuni giorni in

piu', e allora gli italiani sarebbero chiamati ad esprimere

nuovamente il loro voto la settimana successiva, domenica 3 novembre

o domenica 10 novembre. I tempi sono dettati dalla Costituzione, da

leggi ordinarie e da una ormai consolidata prassi istituzionale.

Tuttavia, la 'parlamentarizzazione' della crisi voluta da Conte,

ovvero il premier si reca in Parlamento (precisamente al Senato, dove

ha ottenuto la prima fiducia, in base alla cosiddetta regola della

culla), allunga necessariamente i tempi rispetto all'ipotesi di

dimissioni immediate del premier. L'Aula di palazzo Madama non potra'

essere infatti convocata a brevissimo. Servono tempi tecnici per

riavviare l'attivita', visto che il Senato e' in ferie e bisogna

garantire che i senatori tutti riescano a fare rientro a Roma.

L'ipotesi che circola e' di una convocazione dell'Aula dopo

Ferragosto, intorno al 20, con conseguente scioglimento delle Camere

intorno al 25-26 agosto. Questi i vari passaggi:

 

- PARLAMENTARIZZAZIONE CRISI il presidente del Consiglio si presenta

davanti al Parlamento e chiede nuovamente la fiducia. Se la fiducia

al governo non viene rinnovata, il premier sale al Quirinale per

rimettere il mandato nelle mani del presidente della Repubblica.

 

- CONSULTAZIONI AL COLLE Una volta che si e' aperta ufficialmente la

crisi di governo, il capo dello Stato consulta innanzitutto i

presidenti di Camera e Senato. Le consultazioni con le forze

politiche possono anche essere rapidissime, come nel caso

dell'esecutivo Renzi, quando Sergio Mattarella in tre giorni accolse

le dimissioni del presidente del Consiglio, fece le consultazioni e

incarico' Paolo Gentiloni.

 

- SCIOGLIMENTO CAMERE Anche il passaggio dalla crisi allo

scioglimento delle Camere puo' avvenire in un tempo rapidissimo: se

il capo dello Stato terminate le consultazioni constata che non

esiste una maggioranza alternativa e che non vi siano quindi le

possibilita' per la nascita di un diverso esecutivo, il presidente

della Repubblica scioglie le Camere.

 

- MINIMO 60 GIORNI L'iter che porta a

nuove elezioni parte da un punto fermo: il tempo minimo che

deve intercorrere necessariamente dal giorno della crisi di

governo o, meglio, dallo scioglimento delle Camere alle urne e'

di 45 giorni (quello massimo e' di 70 giorni). Tempo dettato

sia dalla Carta che dalla legge per l'indizione dei comizi

elettorali. In realta', pero', occorrono almeno 60 giorni dallo

scioglimento delle Camere al momento del ritorno al voto,

questo per consentire l'adempimento delle procedure necessarie

per il voto degli italiani all'estero (norma, tuttavia, che

potrebbe - anche se finora non e' mai successo - essere

modificata per 'accorciare' i tempi).

 

   - RIUNIONE CDM E DATA ELEZIONI Il Consiglio dei ministri si

riunisce per approvare lo schema del decreto del Presidente

della Repubblica con il quale sara' fissata la data delle

elezioni.

 

   - FINESTRE ELETTORALI Dunque, riassumendo, stando a quanto

prevedono le varie disposizioni in materia e basandosi sui

giorni minimi che devono intercorrere dallo scioglimento delle

Camere (e quindi dalla crisi vera e propria) alle urne, ovvero

60, queste le possibili finestre elettorali per votare dopo

l'estate sono:

 

- ELEZIONI IL 13 OTTOBRE per votare la seconda domenica di

ottobre le Camere dovrebbero essere sciolte a ridosso di

Ferragosto. Ma votare a meta' ottobre significa non presentare

la manovra alla Commissione Ue entro i termini stabiliti. Al

momento non sembrano esserci i tempi minimi per votare in

questa data se la crisi dovra' passare per il Parlamento.

 

ELEZIONI IL 20 OTTOBRE per votare la

terza domenica di ottobre le Camere vanno sciolte dopo

Ferragosto tra il 20 e il 22 agosto. Il voto in questa domenica

vorrebbe dire che la manovra non viene presentata alle Camere

entro il termine stabilito. Anche in questo caso non ci

sarebbero i tempi minimi necessari per prevedere prima delle

dimissioni del premier un passaggio in Parlamento.

 

   - ELEZIONI IL 27 OTTOBRE per votare l'ultima domenica di

ottobre e' necessario che le Camere siano sciolte non piu'

tardi del 27-28 agosto.

 

   - ELEZIONI IL 3 NOVEMBRE per votare la prima domenica di

novembre le Camere devono essere sciolte non oltre il 2-3

settembre.

   Le scadenze proseguono con lo stesso schema anche per le

settimane successive ed e' ovvio che piu' ci si inoltra in

autunno con una eventuale crisi di governo piu' diventa

plausibile che le elezioni, qualora si dovesse tornare al voto

anticipato, si svolgano nei primi mesi del 2020 se non in

primavera.

 

TIMING DELLA MANOVRA La tempistica di

eventuali elezioni in autunno dovrebbe tener conto anche delle

scadenze legate alla sessione di Bilancio. A settembre, alla

ripresa dell'attivita' parlamentare e governativa dopo la pausa

estiva - sempre che l'esecutivo non cada prima - ad attendere

il governo ci sara' la Nota di aggiornamento al Def, che va

presentata alle Camere entro il 27 settembre. Il Documento

programmatico di Bilancio, ovvero l'ossatura della manovra, va

invece inviato alla Commissione Ue entro il 15 ottobre, mentre

la Legge di Bilancio vera e propria deve essere presentata alle

Camere entro il 20 ottobre. Scadenze che, sulla carta,

presuppongono l'esistenza di un governo in carica e con la

forza, politica e numerica, di varare la manovra e

'contrattarla' con l'Ue. E' possibile, tuttavia, chiedere

all'Europa una 'dilazione' dei tempi del Documento

programmatico di Bilancio, giustificata proprio dalla crisi di

governo e dalle elezioni appena celebrate, visto che la manovra

deve essere approvata entro il 31 dicembre. Questo ovviamente

se dalle urne uscisse una maggioranza ben definita che in poche

settimane porti alla nascita del nuovo esecutivo. Altrimenti,

conseguenza ovvia, servirebbe un lasso di tempo piu' lungo per

consentire le normali trattative tra forze politiche cosi' da

arrivare alla nascita di un esecutivo. E' il caso proprio del

governo a guida Conte: dal giorno delle elezioni al giuramento

sono trascorsi tre mesi. La scadenza, tuttavia, che resta

tassativa e' quella del 31 dicembre, data entro cui il

Parlamento italiano deve approvare la legge di Bilancio per

evitare l'esercizio provvisorio.


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