Autonomia:Oliverio, nord e sud uniti per far ripartire Paese

martedì 10 settembre 2019


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   (ANSA) - CATANZARO, 10 SET - "No al regionalismo
differenziato", è il tema di un affollato dibattito moderato dal
presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Calabria Giuseppe
Soluri che si è svolto ieri sera nel centro storico di
Castrolibero, nell'ex chiesa di San Giovanni. All'incontro hanno
partecipato il direttore del "Quotidiano del Sud - l'Altra voce
dell'Italia" Roberto Napolitano, il presidente della Regione
Mario Oliverio, il consigliere regionale Orlandino Greco e il
sindaco di Castrolibero Giovanni Greco. In tutti gli interventi,
è scritto in una nota dell'ufficio stampa della Giunta
regionale, è stata ribadita la forte esigenza di cambiare
registro e di mettere definitivamente la parola fine alla
stagione delle divisioni e delle contrapposizioni tra Nord e
Sud.
   "Sul cosiddetto tema dell'autonomia differenziata - ha detto
il Presidente della Regione - un ruolo fondamentale hanno svolto
e svolgono i mezzi di informazione. I grandi giornali e i mezzi
di comunicazione nazionale hanno spesso fatto da cassa di
risonanza a quei poteri che hanno storicamente ostacolato e
impedito la crescita e lo sviluppo del Mezzogiorno. E questo ha
determinato nel Sud una sorta di rassegnazione ed un profondo
senso di impotenza e frustrazione a livello politico e
culturale. Spesso, troppo spesso, c'è stata anche una forte
complicità di alcuni settori della classe dirigente meridionale
rispetto a questi processi. Basti pensare che Salvini, il
massimo esponente della 'cultura della rapina' nei confronti del
Sud, ha ottenuto nel Mezzogiorno consensi che fanno accapponare
la pelle. Questa è la prima riflessione che dobbiamo fare con
grande coraggio e verità, ma anche con una dose di forte
autocritica, se vogliamo veramente voltare pagina".
   Il Presidente della Regione si è quindi soffermato sul ruolo
che deve svolgere una classe dirigente che abbia veramente a
cuore l'unità e la centralità del Paese. "Oggi - ha rimarcato
Oliverio - c'è urgente bisogno di classi dirigenti fortemente
lungimiranti, che si lascino alle spalle una stagione in cui si
è guardato allo sviluppo del Paese con una visione prettamente
territoriale, attraverso cui il Sud è stato considerato, di
volta in volta, o come un bacino di manodopera come è avvenuto
negli anni del Dopoguerra, o semplicemente come un'area di
consumo. Proprio su questa visione ha costruito le sue fortune
il fenomeno leghista che oggi torna all'attacco travestendosi,
in termini aggiornati ma non meno gravi, della cosiddetta
'autonomia differenziata'. Una visione angusta e senza
prospettive che, attraverso lo squilibrio e la sottrazione di
risorse al Meridione (oltre 61 miliardi all'anno più annessi e
connessi destinati al Mezzogiorno che finiscono nelle casse del
Nord), operando un vero e proprio 'scippo' consumato nel
silenzio generale, rischia di prosciugare e indebolire
ulteriormente il Mezzogiorno, abbassandone la qualità e
l'efficienza di servizi fondamentali come la sanità, i rifiuti,
i trasporti e di far rimanere lo stesso nord impantanato in una
palude senza sbocchi".
   E a proposito delle classi dirigenti "illuminate", il
Presidente Oliverio ha citato l'esempio tedesco. "La Germania -
ha detto - che fino al 1989 era un paese diviso storicamente e
fisicamente da un muro, in soli dieci anni, con un progetto di
riunificazione, ha recuperato il gap esistente in molti settori
tra l'Est e l'Ovest e Berlino è diventata una delle più
importanti capitali dell'Europa e del mondo. Oggi la Germania
detta i ritmi dei processi economici mondiali meglio e più di
prima. Se avessimo questa stessa lungimiranza e ci liberassimo
definitivamente dall'assistenzialismo, che è il vero nemico del
Sud, un paese come l'Italia, che rappresentala proiezione
dell'Europa nel Mediterraneo e la frontiera dello sviluppo del
futuro, potrebbe crescere a ritmi elevatissimi e il Mezzogiorno
potrebbe diventare un grande motore di sviluppo".
   "Il Meridione - ha concluso Oliverio - non è la parte del
Paese che bisogna mantenere buona gettandogli, di tanto in
tanto, un osso o un avanzo e pensando così di bloccarne ogni
anelito di riscatto. E' vero: esso ha pagato e continua a pagare
sulla propria pelle le conseguenze nefaste della miopia delle
classi dirigenti e di una concezione assistenzialista che ne
hanno piegato le gambe e assopito la voglia di riscatto, ma
qualcosa comincia a muoversi, a partire dalle nostre università
che sono diventate punto di riferimento a livello mondiale nel
campo della ricerca e dell'innovazione. Qualcosa si muove e noi
dobbiamo sostenere e incoraggiare questo processo. Mi auguro che
il nuovo governo sia all'altezza delle attese e dia una risposta
coerente alle aspettative delle popolazioni e dei territori del
Mezzogiorno e della Calabria, con la consapevolezza che quella
che si apre sarà una stagione non semplice, in cui la 'belva'
leghista, momentaneamente ferita e messa in un angolo, tornerà
all'attacco con maggiore determinazione e rabbia. Non ci sono
soluzioni o posizioni garantite a priori. Bisogna stare in
campo, incalzare e sviluppare un'iniziativa intelligente e
inclusiva, che parli anche alle forze più avvedute e
lungimiranti del nord, facendo partire dal Sud una proposta
forte, concreta e positiva. In questo percorso è estremamente
importante una forte alleanza con il sistema della comunicazione
insieme al quale bisogna lanciare messaggi unitari, chiari ed
inequivocabili per far capire a tutti che questo Paese o cresce
insieme o, insieme, deperisce". (ANSA).

     COM-SGH/FLC
10-SET-19 13:38 NNN