Riforme, Casellati: modifiche Costituzione con coinvolgimento ampio

lunedì 18 novembre 2019


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Roma, 18 nov. (askanews) -  ""Mettere mano alla Costituzione,
anche solo per modificarne singoli aspetti, esige che ciò avvenga
attraverso un dibattito che, al di là delle procedure formali
previste, implichi il coinvolgimento concreto di tutte le forze
politiche e un'apertura costante al dialogo con la società.
Perché la Costituzione è il patto fondativo della convivenza
civile nei cui principi fondamentali tutti hanno il diritto di
identificarsi e nei cui equilibri istituzionali ciascuno deve
sentirsi garantito"". Lo ha detto il presidente del Senato,
Elisabetta Casellati, nel corso della lectio magistralis al
Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Ferrara.
Per la seconda carica dello Stato ""affrontare il tema delle
riforme istituzionali significa calarsi in un dibattito
ultratrentennale in cui molto spesso le prospettive di
ammodernamento della Costituzione si sono intrecciate con le
vicende politiche contingenti. Circostanza che ne ha
inevitabilmente condizionato il percorso parlamentare o l'entrata
in vigore. Eppure il dibattito in materia continua ad essere di
persistente attualità"".
Alla luce di questo dibattito, ha osservato, ""il primo
interrogativo da affrontare riguarda le ragioni storiche,
giuridiche e politiche che sono alla base dell'esigenza
rinnovatrice della seconda parte della Costituzione"".
""Dalle elezioni politiche del 1994, svolte con metodo
maggioritario - ha ricordato Casellati - è emerso, infatti, un
sistema partitico completamente rinnovato, caratterizzato da un
bipolarismo di coalizione che avrebbe assunto forma più definita
nelle successive tornate elettorali. Un nuovo modello di
partecipazione politica che nell'esigenza di una revisione della
Costituzione e dei suoi equilibri istituzionali, rinviene la via
preferenziale per meglio integrarsi e rispondere alle esigenze
della collettività. Che sono poi l'esigenza di una maggiore
stabilità degli esecutivi, di una più efficiente e rapida azione
legislativa, di una più ampia responsabilizzazione delle Regioni
e degli Enti locali, di una più diretta partecipazione degli
elettori al processo democratico"".
Ma, ha rimarcato Casellati ""come è stato autorevolmente
osservato, infatti, 'se si rimane all'interno di una concezione
legale della revisione costituzionale come potere costituito e
derivato dalla Costituzione, allora possono ammettersi anche
estese revisioni del testo costituzionale, a condizione però che
si preservi il nucleo fondamentale della Costituzione originale'.
Ciò significa che travalicare questo limite porrebbe il
Parlamento di fronte all'esercizio, inammissibile, di un potere
che la Costituzione non gli riconosce"".

Pol/Bac


Roma, 18 NOV 2019 12:31
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