AUTONOMIA. BOCCIA: ORA SERVE UNITÀ, SENZA NON VADO AVANTI /FOTO

lunedì 9 dicembre 2019



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DIR2356 3 POL  0 RR1 N/POL / DIR MPH/TXT 


(DIRE) Ancona, 9 dic. - "L'attuazione dell'autonomia
differenziata non potra' mai essere uno scontro tra nord e sud,
tra aree piu' sviluppate e aree interne, tra ricchi e meno
ricchi". Cosi' il ministro agli Affari regionali e alle Autonomie
Francesco Boccia oggi pomeriggio a palazzo Raffaello ad Ancona,
insieme al presidente della Regione Luca Ceriscioli, ha
presentato la legge quadro sull'Autonomia che e' pronto a portare
in Parlamento. "Il disegno di legge sulle Autonomie e' pronto-
continua Boccia- la road map la decide la maggioranza di Governo.
La proposta e' pronta e ha il via libera unitario delle Regioni,
delle citta' metropolitane e dell'Anci. Ora serve unita' del
Parlamento e della maggioranza di Governo. Non puo' essere una
proposta unilaterale del Governo ed e' per questo che ho dato
all'unita' delle Regioni un valore massimo. Non vado avanti se
non ho questa unita'. Ringrazio le Marche per avermi aiutato a
'cucire' al tavolo delle Regioni. La legge quadro definisce il
perimetro del campo di gioco entro cui ci si muove ma le linee le
ha tracciate la Costituzione".
   Rispetto al passato dunque, secondo il ministro, c'e' una base
normativa uguale per tutti. "Mentre prima il meccanismo era: si
firma e si va- continua Boccia- lo schema qui e': campo uguale
per tutti poi dentro quel campo si va in funzione delle esigenze
territoriali. Ma si va avendo definito la perequazione, avendo
definito cosa deve dare lo Stato ad ogni Regione e questo lo
possiamo fare definendo il Livello essenziale delle prestazioni
(Lep). Firmo le intese solo dopo l'approvazione della legge
quadro e la definizione dei Lep su Sanita', Trasporto pubblico
locale, Assistenza e Istruzione. Per le materie non Lep sara'
possibile invece partire piu' velocemente". Resta sul tavolo da
definire il nodo delle risorse da assegnare alle Regioni che
richiedono l'autonomia differenziata per la gestione delle
materie. "Quando verranno definiti i Lep sara' evidente la
radiografia del paese diviso tra chi e' riuscito a dare alcuni
servizi spendendo meno e chi non e' in grado e ha bisogno di
risorse- conclude Boccia- sara' evidente allora quali aree
avranno bisogno di un intervento per raggiungere la media
nazionale di tutte le Regioni: quell'intervento dovra' essere
dello Stato altrimenti questa riforma non potra' mai realizzarsi.
Chi sta sotto deve venire su e lo Stato dovra' farsene carico. Lo
Stato interverra' senza fare sconti a chi gestisce male le
risorse. Per questo nella legge quadro abbiamo definito un fondo
di perequazione infrastrutturale da 3,6 miliardi".
  (Luf/ Dire)
19:25 09-12-19


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