Documento su Piano Sanitario Nazionale 2006-2008

martedì 29 novembre 2005


Documento su Piano Sanitario Nazionale 2006-2008

 

(regioni.it) Ecco la parte introduttiva del documento approvato dalla Conferenza delle Regioni il 24 novembre in merito al Piano Sanitario Nazionale 2006-2008:

 

DOCUMENTO DELLE REGIONI

 

Premessa

 

 

La proposta di piano pervenuta dal Ministro della salute si inquadra in un percorso da considerare ormai superato, quello previsto dal Decreto legislativo 502 del 1992 e successive modifiche ed integrazioni.

È da considerarsi superata, però, anche l’impostazione: Il Piano ripropone una  impostazione tradizionale utilizzando l’impianto metodologico dei precedenti strumenti di programmazione non tenendo conto né dell’evoluzione istituzionale nè dell’evoluzione tecnologica e scientifica; lo stesso indice proposto è conseguenza di quella visione del piano.

Il piano proposto è un piano eccessivamente di dettaglio perdendo di vista la effettiva capacità del sistema di garantire i LEA ed entrando invece nel merito di competenze che devono essere lasciate alla autonomia regionale, non si affronta quasi per nulla il problema dell’equità della salute e solo qualche scarso accenno è dedicato al problema dell’equità di accesso alle cure.

Il piano è ridondante, ha una impostazione prevalentemente basata sulla raccolta delle norme, teso a definire procedure piuttosto che individuare contenuti di salute. Sarebbe opportuna una analisi maggiore dei problemi di salute e di assistenza delle fasce più deboli ed emarginate.

Tradizionalmente il Piano Sanitario nazionale individua obbiettivi di carattere generale, distinguibili in via di prima approssimazione come obbiettivi di tipo organizzativo e obbiettivi di “salute”, che le Regioni sono invitate in qualche modo a recepire nei rispettivi strumenti di programmazione. Parziale eccezione fa registrare al riguardo l’ultima edizione del Piano nazionale che ha cercato di tener conto delle nuove competenze costituzionali attribuite alle Regioni in materia di sanità.

Il piano attuale, invece,  deve dare risposta, in una ottica di collaborazione sinergica, ai problemi  ponendosi come sistema esteso di tutela della salute su tutto il territorio nazionale. Il piano dovrebbe sviluppare il concetto di rete a partire da quella tra Governo e Regioni sino alla costituzione di una rete tra le diverse Regioni per l’approccio alle problematiche di carattere sovra regionale.

Questo è il  piano sanitario nazionale visto dalle regioni.

Su questi contenuti  Si chiede di avviare un confronto per una stesura partecipata e condivisa del Piano sanitario nazionale recuperando all’interno di questo percorso i materiali presenti nel Piano proposto dal Ministro che sono condivisibili.

Il percorso procedurale seguito per l’approvazione del vigente Piano è stato il seguente:

 

1.      il 4 aprile del 2002 proposta del Ministro in CSR delle linee del Piano;

2.      nella seduta del 20 giugno 2002 della C.S.R. le Regioni consegnano un loro documento di riflessioni e proposte sul Piano del Ministro. A partire da questa data si avvia un confronto sui contenuti  del Piano fino alla stesura finale del Piano condiviso dalle Regioni;

3.      nella seduta della Conferenza Unificata del 15 aprile del 2003 le Regioni esprimono intesa sulla proposta di Piano esaminata dal Consiglio dei Ministri nella seduta dell’11 aprile 2003

4.      il 23 maggio 2003 il Presidente della Repubblica emana il DPR di approvazione del Piano

 

INDICE

 

 

1. IL CONTESTO

1.      Assetto istituzionale e competenze: Titolo V, Intese come strumento di esercizio della sussidiarietà orizzontale e verticale

2.      Diritti del cittadino: LEA

3.      Quadro epidemiologico e evoluzione dei bisogni

4.      Politiche europee e ruolo esercitato dalle istituzioni regionali e statali

 

 

2. IL PSN COME STRUMENTO DI GOVERNO DEL SSN

1. Rapporto tra SSN e servizi sanitari regionali.  Partecipazione ed apporto determinante delle Regioni alla stesura del PSN

2. Reti sovraregionali e nazionali

 

 

3. FINALITA’

3.1. La sanità come strumento di sviluppo.  La salute come valore.

3.2. Universalità del servizio – interculturalità – popolazione “variabile”

3.3. Equità

1.      Equilibrio dell’offerta a livello nazionale – mobilità sanitaria

2.      Appropriatezza come strumento per assicurare una offerta adeguata per tutti – governo della domanda/governo clinico

3.4. Titolarità pubblica del governo e centralità del cittadino: innovazioni di sistema che consentano uno sviluppo partecipato del modello aziendalistico

3.5. Adozione di politiche integrate: determinanti di salute e integrazione socio-sanitaria

3.6. Cooperazione

·        Intese e accordi interregionali – condivisione di servizi - partenariato

·        Sinergia stato-regioni

·        Governance – Aifa, CCM, Protezione civile….

 

 

4. STRATEGIE PER LO SVILUPPO DEL SSN

         1. Prevenzione

·        Emergenze

·        Determinanti di salute

·        Ambienti di vita e di lavoro

·        Screening – osservatorio – obiettivi e valutazione dei trend

2. Servizi territoriali

·        Unità di cure primarie

·        Integrazione socio sanitaria

·        Assistenza domiciliare

·        Residenzialità  (Ospedale di comunità - RSA polifunzionali)

3. Ricerca e innovazione

·        Ricerca

·        Innovazione tecnologica

·        Innovazione organizzativa

4.Governo clinico

·        Governo della domanda-appropriatezza

·        Ruolo dei professionisti

·        Valutazione

5. Le reti nazionali o interregionali

·        Malattie rare – trapianti

·        L’Europa

 

 

5.      OBIETTIVI DI SALUTE

 

(Documento integrale: Approvato - PIANO SANITARIO NAZIONALE 2006-2008...)

 

(red /28.11.05)

 

N. 631 - 28 Novembre 2005