Aborto; Rossi: rilanciare rete consultori

mercoledì 18 gennaio 2006


Aborto; Rossi: rilanciare rete consultori

 

(regioni.it) Una Campagna nazionale coordinata tra Stato e Regioni per la prevenzione e l'educazione sessuale;miglioramento dell'accessibilità ai Consultori familiari con orari più lunghi di apertura delle strutture e più personale; visite e distribuzione gratuiti di strumenti contraccettivi. Queste lo proposte portate alla Commissione Affari sociali della Camera dal coordinatore della commissione Salute della Conferenza delle Regioni, Enrico Rossi.

“Nessuna Regione e' impegnata in una corsa agli aborti: tutte ritengono che l'aborto sia un fatto tragico, una sconfitta per la donna e pensano sia sbagliato considerare i consultori familiari 'facilitatori' dell'aborto” ha detto Enrico Rossi, davanti alla Commissione Affari Sociali della Camera per una audizione che ha avuto come tema la legge 194, audizione che avrà un ulteriore aggiornamento domani 18 gennaio alle ore 13.00 circa

L'assessore ha giudicato la legge ''bella e importante. Ha dato e da' risultati positivi'”.  Quanto alla contraccezione come strumento della prevenzione, Rossi ha detto “Non sono - per la distribuzione a pioggia dei profilattici, sarebbe inutilmente provocatorio. Ma all'interno del percorso assistenziale dei consultori si può prevedere la possibilità di prescrivere gratuitamente i contraccettivi, in particolare per le persone meno abbienti e a maggior rischio di aborto: giovanissime e immigrate''.

L'assessore ha poi proposto di arrivare a ''un decreto ministeriale per verificare la gratuità degli stessi servizi erogati dai consultori. La stessa Commissione europea per le Pari opportunità, in una risoluzione del 17 Giugno 2002, ha avanzato la proposta agli Stati membri di fornire contraccettivi e servizi per la salute sessuale riproduttiva ha titolo gratuito o a un costo molto basso per i non abbienti come i giovani, le minoranze etniche e gli emarginati”.

Nell'audizione (ultima prima delle conclusioni dell'Indagine che sarà presentata il 29 gennaio), da parte delle Regioni si e', quindi, chiesto ''il rilancio dei Consultori che - ha sottolineato Rossi - per i dati in nostro possesso non rappresentano affatto i certificatori delle interruzioni volontarie di gravidanza ma, anzi, costituiscono uno strumento di prevenzione'' ma che sono messi a forte rischio funzionalita' dai tagli della Finanziaria 2006.

Tagli che preoccupano parecchio le Regioni tanto da spingerle oggi a chiedere ufficialmente al Governo un Decreto (come per l'aviaria) che esenti i consultori dalle norme della Finanziaria. ''Da una nostra indagine - ha rilevato l'assessore alla sanità della Toscana - solo dal 2 ed al massimo fino al 10% dei Consultori certificano le ivg mentre per il 30-40% svolgono attività di consulenza per la procreazione responsabile, il 20-30% dei casi effettuano percorsi in vista della nascita e nel 20-30%, addirittura, fanno prevenzione oncologica.

Quindi, dai Consultori oggi viene un grande contributo alla genitorialità. Eppure, senza alcuna polemica, il lavoro di queste strutture e' messo a rischio dai tagli della finanziaria che porteranno, in tutta Italia, alla chiusura di più di una struttura”. Rossi ha riferito, ad esempio, il

caso della Toscana. “Se dovessimo applicare la Finanziaria - ha detto - su 600 addetti nella nostra regione ne dovremmo mandare a casa almeno 30. Da qui la nostra proposta di potenziare, invece che svilire, il lavoro di queste strutture pubbliche previste dalla legge”.

Per l’assessore è sicuramente possibile la collaborazione con i volontari e con le realta' della societa' civile, come già avviene in molte realtà,  ma fuori dai Consultori, ''strutture pubbliche nelle quali si accede ed opera dopo un regolare concorso''. L'attuale realta', in campo di prevenzione dell'aborto, tra consultori e organizzazioni private ''più frastagliata e ricca di ciò che la polemica politica vuol far credere. In molte Asl e Consultori - ha aggiunto - esistono gia' intese operanti con le formazioni sociali. Noi non siamo contrari a questi rapporti purche', pero', si sviluppino al di fuori dei Consultori, strutture pubbliche dove si accede per regolare concorso''. Rossi ha poi ricordato che una cosa e' parlare di “paternità e maternita' responsabili'' ed un'altra di ''dissuasione, termine pericoloso perché presuppone l'entrare nei colloqui tra operatore e donna. Non e' poi vero che esiste - ha aggiunto Rossi - una relazione tra natalita' ed abortivita', una sorta di equazione inversamente proporzionale, cosi' come esposta dal Ministro Storace visto che i dati parlano di un 40% in meno degli aborti e cifre simili di diminuzione delle nascite. Per noi, invece, la denatalita' e' da ricondurre anche al crescere del disagio sociale e della mancanza di certezze per il futuro''.

(red/17.01.06)

 

N. 654 - 17 Gennaio 2006