Il Sud della sanità

mercoledì 25 gennaio 2006


Il Sud della sanità

(regioni.it) La sanita' al Sud e' a 'binario unico' , cioe' ''inadeguata e arretrata'' come gran parte della linea ferroviaria nelle Regioni meridionali. E non e' solo una questione di risorse: molti fondi, per esempio quelli per l'adeguamento degli ospedali, non sono nemmeno stati spesi. Mancano organizzazione e capacita' di programmare. E' la diagnosi della Commissione parlamentare d'inchiesta sul servizio sanitario nazionale (già annunciato da la Repubblica: sanità sud...                                                   ), che ha presentato oggi il rapporto conclusivo approvato all'unanimita'lo scorso 18 gennaio.

Un lungo viaggio nella sanita' del Sud, compiuto dalla Commissione con 17 missioni in 7 Regioni, per un totale di 94 ospedali, cliniche e altre strutture sanitarie ispezionate. Ne emerge un quadro allarmante, quello della ''sostanziale inadeguatezza e arretratezza della rete assistenziale nel meridione, che conferma quanti e quali siano i divari nell'accesso alle cure e le fortissime differenze tra il Sud e il resto d'Italia''. Ritardi e carenze testimoniano ''inerzie e inefficienze'', per esempio nell'uso dei fondi per l'edilizia sanitaria.

Dei 1.100 milioni di euro assegnati alla Campania da un accordo del 2000, solo il 26% e' stato utilizzato: i fondi erano destinati a realizzare 175 interventi, ma solo 25 sono stati finanziati. In ritardo anche le altre regioni. La Calabria ha impegnato solo il 14% delle risorse disponibili, la Puglia il 29%.

A fronte di risorse mai spese, sottolinea la Commissione d'inchiesta, si riscontrano ''carenze strutturali nell'offerta ospedaliera, strutture obsolete e inadeguate,dove in molti casi non sono garantiti gli standard di sicurezza e le elementari condizioni igienico-sanitarie''. Agli ospedali fatiscenti, anche quelli di riferimento delle grandi citta' del Sud come Napoli, Palermo e Bari, si affiancano le 'cattedrali nel deserto', strutture gia' vecchie e da adeguare prima ancora di essere inaugurate, e gli ospedali incompiuti, abbandonati prima della conclusione dei lavori.

Il ''caso piu' clamoroso'' scoperto dalla Commissione e' l'ospedale di Oppido Mamertino, nella piana di Gioia Tauro in Calabria. La costruzione e' cominciata piu' di 20 anni fa e non e' maifinita, mentre sono gia' evidenti segni di cedimento nelle strutture portanti. La sala operatoria all'interno non potra' mai essere usata, perche' i locali adiacenti sono allo stato grezzo. Completano il quadro della sanita' meridionale, ospedali duplicati o al contrario congestionati e servizi territoriali pressoche' assenti.

Anomalo e assolutamente sproporzionato rispetto alla media nazionale e' il numero dei posti letto privati. In Calabria sono 2.500i posti letto gestiti da cliniche private, un terzo del totale della regione. Situazione simile in Sicilia: nella sola Messina ci sono 400 posti letto privati in ortopedia, ben il 10% del totale nazionale.

(red/25.01.06)

 

N. 659 - 25 Gennaio 2006