Veneto: vaccinazione libera

lunedì 6 febbraio 2006


Veneto: vaccinazione libera

 

(regioni.it) Veneto senza obbligo di vaccinazione? ''Qui c'e' una popolazione che sa scegliere e dei pediatri di libera scelta che sanno informare bene''. E’ l'assessore alla sanita' della Regione Veneto, Flavio Tosi, ad affermarlo, spiegando cosi' la ragione di una proposta di sospensione dell'obbligo vaccinale messa a punto su sollecitazione del settore medico pediatrico.

L'assessore ha sottolineato che il Veneto ha ''piani di vaccinazione non obbligatoria ma consigliata, perche' importanti, che assicurano delle coperture vaccinali altissime, superiori alla sola obbligatoria di altre regioni''. A questo proposito, Tosi ha rilevato che, essendoci sempre piu' persone che vengono da fuori Italia, ''stanno emergendo problematiche nuove, come la meningite, e altre ne sorgeranno per la societa' che sta cambiando per tutta una serie di motivi, il che comporta la necessita' di consigliare caldamente le vaccinazioni che spesso sono piu' importanti e piu' decisive di quelle che oggi sono obbligatorie e che pero' magari sono superate''.

''Si va verso una scelta piu' libera - ha concluso l'assessore -, piu' informata, piu' consapevole, che portera' ad avere meno contrasti, con una copertura finale comunque altissima''.

Per Antonio Ferro, responsabile del Servizio Sanita' Pubblica e Screening della Direzione per la Prevenzione della Regione Veneto ''Per la prima volta si passa dalla teoria ai fatti: da 15 anni si parla di togliere l'obbligo vaccinale in Italia e questa possibilita' e' offerta dal nuovo Piano Nazionale Vaccini''.   ''Non e' che ci inventiamo niente'', ha aggiunto specificando che si tratta dell' ''avvio di un iter amministrativo per la sospensione dell'obbligo vaccinale''.

In particolare, la proposta prevede l'istituzione di una commissione di verifica esterna alla Regione, presieduta da rappresentanti del Ministero della Salute ''che verifichi i requisiti per tale sospensione e che monitorizzi l'efficacia dell'applicazione e, soprattutto, verifichi il mantenimento delle coperture vaccinali tuttora altissime in Veneto, il 95%, pressoche' identiche in Veneto tra vaccinazioni obbligatorie e facoltative''.

Ad esempio, ha spiegato, e' abbastanza normale che le vaccinazioni per difterite, polio e tetano, che sono obbligatorie, ''trascinino'' la vaccinazione per la pertosse. Ma anche nel caso della vaccinazione per il morbillo, che deve essere eseguita a parte e che non ha quindi il ''trascinamento'' delle obbligatorie, ''in Veneto abbiamo coperture regionali superiori al 90%''. ''Questo dimostra - ha spiegato il dirigente sanitario - che il Veneto ha cultura vaccinale e un sistema vaccinale che garantisce la sostenibilita' di un'offerta attiva non coatta''.

''Tra l'altro - ha sottolineato - in Europa le uniche nazioni in cui esiste l'obbligo sono Portogallo, Grecia, Francia per alcune vaccinazioni e Belgio per la polio: non si capisce perche' il Veneto debba avere fattori socioculturali e requisiti diversi nel campo della sanita' pubblica rispetto ad altri paesi''.

Esprime perplessità circa il progetto la Sip:  “Togliere improvvisamente l'obbligo solo in una Regione  - ha avvertito Guarino della Societa' italiana di pediatria (Sip) - generando inevitabilmente un abbassamento di copertura vaccinale in quell'area, rappresenta, invece, un grande pericolo''.  Mentre invece paudono all’iniziativa i vari 'comitati anti-vaccinazioni' che sulla scelta della Regione Veneto definendola una 'scelta di civilta''. La Sip replica sostenendo “che le vaccinazioni sono innanzi tutto un diritto dei bambini, e le sue istituzioni devono in ogni modo tutelare il rispetto di questo diritto''.

Comunque il presidente del Veneto Giancarlo Galan invita chiunque voglia scendere in ''inutili polemiche'' sulla proposta veneta in tema di vaccinazione ad attendere il momento in cui sara' presentata.

''Pregherei chiunque voglia affrontare le inutili polemiche sulla posizione del Veneto sulle vaccinazione - rileva Galan - di attendere il convegno del 10 febbraio a Verona, dedicato proprio al tema in questione''. ''Personalmente - aggiunge - sono sempre dalla parte di chi cerca di innovare con competenza e di conservare quel poco che vale di essere conservato''.

Intanto si scoprono nuovi vaccini. Si è infatti più vicini ad un vaccino contro la Chlamydia, una delle principali cause mondiali di cecita' e una comune infezione genitale spesso causa di sterilita', un problema primario di salute pubblica mondiale secondo l'Organizzazione Mondiale della Salute (OMS).

La Chlamydia trachomatis e' una pericolosa fonte di infezione degli occhi (tracoma) che, se non trattata con tempestivita',puo' portare alla perdita della vista. Inoltre il batterio e' una comune infezione a trasmissione sessuale, difficile da eliminare che puo' dare infiammazione pelvica fino a causare sterilita'.

 (giuseppe schifini /03.02.06)

 

N. 666 - 03 Febbraio 2006