Colozzi: Patto Salute non sia tomba federalismo

lunedì 28 settembre 2009


Colozzi: Patto Salute non sia tomba federalismo

Colozzi: Patto Salute non sia tomba federalismo

Finanziaria: Regioni non partecipano a incontro Governo

 
(regioni.it) Secondo quanto riportato dalla agenzie di stampa la Conferenza delle Regioni non sarà presente all'incontro convocato il 21 settembre dal governo a Palazzo Chigi (con le autonomie e le parti sociali)  per illustrare la Finanziaria. Le Regioni restano in attesa della convocazione dell'incontro chiesto al Presidente del Consiglio, e dei chiarimenti in relazione a diversi argomenti fra cui l'utilizzazione dei fondi Fas (Fondo per le aree sottoutilizzate); la definizione del nuovo Patto per la salute; gli stanziamenti per il Fondo Sociale dal 2009 e per il Fondo per la non autosufficienza dal 2010, Ministero turismo.
E a proposito del nuovo "Patto Salute" è intervenuto Romano Colozzi, coordinatore della Commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni (assessore alle Finanze della Lombardia):  ''il nuovo Patto per la salute non deve essere la tomba del federalismo fiscale ma la sua attuazione. La proposta pervenuta dal Governo nei giorni scorsi non va nella direzione auspicata e concordata''.
''Analizzeremo e valuteremo nel dettaglio la bozza di ''patto'' formulata dal Governo - aggiunge  Colozzi - mercoledi' nel corso di una seduta congiunta delle Commissioni Salute e Affari finanziari, poi giovedi' in sede di Conferenza delle Regioni. Tuttavia, un documento che coinvolge l'80 per cento dei bilanci regionali merita una considerazione politica di fondo: questa proposta di Patto per la salute ripercorre il vecchio accordo senza tener conto che nel frattempo sia stata approvata una Legge-delega sul federalismo fiscale che contiene principi chiarissimi e di fronte alla quale la proposta del Governo presenta evidenti contraddizioni''.
''Qualche esempio: la Legge-delega prevede che all'inizio del percorso federalista - spiega Romano Colozzi - vi sia una condivisione dei fabbisogni sanitari. Nella bozza del ''patto'', questi sono definiti in modo unilaterale. Inoltre la Legge-delega attribuisce alla responsabilita' delle Regioni il reperimento di risorse aggiuntive, prescrive procedure (gia' peraltro attivate) per la definizione dei costi standard, introduce il concetto di premialita'. La proposta di ''patto'' trasmessa dal Governo, al contrario, obbliga all'introduzione dei ticket per i finanziamenti aggiuntivi, configura gia' una serie di costi standard vanificando il lavoro avviato dal Ministro Calderoli, non prevede meccanismi premiali per le gestioni finanziarie virtuose ma solo atteggiamenti punitivi che finora non hanno garantito alcun risultato apprezzabile per il contenimento dei costi''.
''Il Patto per la salute potrebbe essere un'ottima occasione per voltare pagina - conclude Colozzi - e attuare i principi fondamentali del federalismo fiscale. Noto infatti che la legge che prevedeva l'istituzione del ''fondo unico nazionale'' delle risorse legate alle competenze regionali e' rimasta lettera morta: del decreto che doveva essere approvato cinque mesi fa non c'e' traccia. Questo e' un campanello d'allarme vero e proprio dal momento che questo ''fondo'' rappresentava il punto di partenza per modificare l'assetto finanziario di uno Stato fossilizzato sulla logica dei trasferimenti. Ora il tintinnio del campanello rischia di trasformarsi nel rintocco di una campana a morto per il federalismo fiscale, almeno per i prossimi due o tre anni''.
  • Il Patto per la salute non contraddica il federalismo fiscale
  • (red/21.10.09)