Sanita': Marini (Umbria), non consentiremo privatizzazione del sistema

mercoledì 28 novembre 2012


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(ASCA) - Perugia, 28 nov - ''I tagli fatti alla sanita' a partire dal 2011 ammontano ad oltre 30 mld di euro e vedono questo settore al primo posto fra quelli del comparto pubblico ad aver contribuito al contenimento della spesa pubblica''. E' quanto afferma la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, in merito alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti sulla sostenibilita' finanziaria del sistema sanitario pubblico. Marini sottolinea come ''il recente rapporto sulla spesa pubblica elaborato dal Ministero dell'economia riconosce che l'incremento della spesa sanitaria e' stata addirittura inferiore al tasso di inflazione, a differenza di quanto si e' registrato negli altri comparti pubblici''. ''Le dichiarazioni del Presidente Monti, dunque - sostiene la Governatrice - sono un'ammissione del fallimento della politica dei tagli lineari applicati selvaggiamente negli ultimi 2 anni che, se da un lato stanno creando forti criticita' alla regolare erogazione dell'assistenza, dall'altra hanno spinto la sanita' pubblica in un vicolo cieco''. Per la presidente ''si tratta di un atteggiamento che evidenzia una continuita' nelle scelte tutte in capo alla responsabilita' del Ministero delle finanze che dimostra di non avere alcuna cultura di programmazione e di difesa del servizio sanitario. Tutto cio' al momento, si e' gia' tradotto in una situazione per cui il costo complessivo del servizio sanitario nazionale grava per il 25% sui cittadini, chiamati a pagare il servizio 2 volte, attraverso la tassazione Irpef e poi con i ticket. Ed ora si vorrebbe aggiungere, sempre a carico dei cittadini, un terzo costo attraverso le assicurazioni integrative. Un sistema inaccettabile - sottolinea - che vedrebbe odiose discriminazioni e garantirebbe il diritto alla salute proporzionalmente alla capacita' delle carte di credito dei cittadini''. ''Le Regioni - aggiunge - rivendicano di aver offerto in questi anni il loro leale contributo per superare le difficolta' provocate dalla grave crisi economica, proponendo soluzioni concrete alla razionalizzazione dei costi, attraverso l'introduzione di innovazioni organizzative, per le quali le Regioni si impegnavano ad assumere pesanti responsabilita'. La risposta e' stata una politica di accentramento delle decisioni che vanificando il percorso intrapreso sul finanziamento secondo il modello dei costi standard, che rappresentava la soluzione opposta a quella dei tagli lineari e aveva visto le Regioni unanimi nell'assumersi la piena responsabilita' del superamento della copertura della spesa storica''. ''E' legittimo il sospetto - conclude - che le politiche di questi anni avessero l'obiettivo nascosto, ma non troppo, di aprire alla privatizzazione del sistema! Per quanto mi riguarda mi sento fortemente impegnata nella difesa della natura pubblica e universalistica del SSN, sapendo di interpretare anche il sentimento degli operatori della sanita' pubblica, i malati, i cittadini che credono nella qualita' e nell'equita' del nostro servizio sanitario''. pg/rus 281707 NOV 12 

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