[Agenzie] FAVO: V Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici

giovedì 16 maggio 2013


[Agenzie] -

ZCZC1088/SXB
XSP57486
R CRO S0B QBXB
TUMORI:IN ITALIA CENTRI PICCOLI E POCA ASSISTENZA TERRITORIO

(ANSA) - ROMA, 16 MAG - In Italia troppi centri oncologici
non raggiungono il numero minimo di pazienti per garantire la
qualita' delle cure. Lo afferma il 'Rapporto sulla condizione
assistenziale dei malati oncologici' della Favo, la federazione
delle associazioni di volontariato, presentato oggi al Senato,
che ha evidenziato carenze anche nel numero di hospice.
Un gruppo di lavoro ha individuato i parametri per stabilire
i volumi minimi di attivita' per singola neoplasia, al di sotto
dei quali le strutture chirurgiche non dovrebbero essere
abilitate. Rispetto ai 1.015 centri che si occupano di cancro
del colon retto, solo 196 risultano adeguati; dei 906 del tumore
della mammella, solo 193; dei 702 del polmone solo 96 e dei 624
della prostata solo 118. ''Esistono criticita' - spiega Stefano
Cascinu, presidente Aiom - anche per alcune oncologie mediche,
presenti in piccoli ospedali. Evidenze scientifiche dimostrano
che strutture con bassi volumi di attivita' presentano
statisticamente maggiori rischi per i malati. Queste criticita'
possono essere superate dalla costituzione delle reti
oncologiche. Purtroppo, dopo tanti anni, solo poche Regioni si
sono dotate di questi strumenti''.
La ricetta individuata per migliorare le condizioni dei
malati e allo stesso tempo risparmiare risorse passa per una
maggiore assistenza territoriale, che pero' non e' garantita
ovunque: a fronte di 598 posti letto in hospice in Lombardia e
241 in Emilia Romagna, ad esempio, se ne registrano solo 20 in
Campania e 7 in Calabria. ''Il 30% dei pazienti con cancro muore
in strutture ospedaliere destinate al contrasto di patologie
acute, generando gravi sofferenze umane e familiari - afferma il
presidente Favo Francesco De Lorenzo -. E' chiara
l'inappropriatezza di questi ricoveri. Vanno poi considerati gli
alti costi pro-die delle degenze in centri complessi e ad alto
tasso tecnologico''. (ANSA).

Y91-VI
16-MAG-13 09:57 NNN
ZCZC1115/SXB
XSP57509
R CRO S0B QBXB
TUMORI: SENO, 10% PAZIENTI PERDE IL LAVORO PER MALATTIA

(ANSA) - ROMA, 16 MAG - Il 10% delle donne malate di tumore
della mammella perde il lavoro, per licenziamento, dimissioni o
altre cause, e molte altre hanno problemi professionali. Lo
afferma un'indagine Censis presentata oggi al Senato dalla Favo,
la Federazione delle associazioni di volontariato, in occasione
della giornata del malato oncologico.
Secondo i numeri dell'indagine in seguito all'insorgenza
della patologia e' stato licenziato il 3,4% dei pazienti con
tumore alla mammella intervistati, e ad aver dovuto dare le
dimissioni, cessare l'attivita' commerciale, professionale o
artigianale e' stato il 6,2%; oltre il 42% e' stato costretto a
fare assenze associate alla patologia ed alla cura (32,1% tra
gli altri malati), il 33,1% rileva che si e' ridotto il suo
rendimento suo malgrado, il 16% circa ha dovuto mettere da parte
propositi di carriera (il 6,2% tra gli altri) e quasi il 12% ha
dovuto chiedere il part-time o altre modalita' di lavoro
flessibile o di riduzione dell'orario (rispetto al 4,3% degli
altri pazienti).
Sul fronte delle terapie per i pazienti con questo tumore i
numeri sono nel complesso positivi: ''Forte il rapporto con
l'oncologo (l'83,6% dei pazienti ha un proprio oncologo di
riferimento) - si legge nel rapporto - e buono il grado di
informazione dei pazienti sui farmaci antitumorali con i quali
e' stato curato o con cui viene attualmente curato (indicato
dall'86,8%).(ANSA).

Y91
16-MAG-13 10:03 NNN
ZCZC1120/SXB
XSP57496
R CRO S0B QBXB
TUNORI:CURA DOLORE IN 80% OSPEDALI,MA MANCANO RIABILITAZIONI

(ANSA) - ROMA, 16 MAG - In Italia otto centri oncologici su
dieci garantiscono la terapia del dolore. La buona notizia e'
una delle poche contenute nel 'Rapporto sulla condizione
assistenziale dei malati oncologici' presentato oggi al Senato
dalla Favo, la federazione delle associazioni di volontariato,
che evidenzia pero' come solo meta' delle strutture e' dotato
della riabilitazione.
''L'estensione dei servizi di terapia del dolore - afferma
Stefano Cascinu, presidente Aiom - e' sicuramente frutto
dell'applicazione della legge 38 del 2010 e dell'impegno del
Ministero della Salute. Sono infatti aumentati negli ultimi
anni, passando dal 72% nel 2006 all'85% nel 2012. In crescita
anche le cure palliative, ora nel 65% delle strutture''.
Non sono altrettanto buone le notizie su altri servizi
fondamentali per i pazienti. Nella meta' degli ospedali italiani
mancano i servizi di riabilitazione, e se presenti risultano
quasi esclusivamente disponibili per la sola riabilitazione
fisica delle donne operate per carcinoma mammario. Drammatica la
situazione dell'assistenza domiciliare con marcate differenze
regionali (si va dai 153 casi per 100mila abitanti in Toscana ai
91 nel Lazio fino ai 34,6 in Emilia Romagna). Preoccupante anche
la disomogeneita' territoriale nella distribuzione dei centri di
Radioterapia oncologica: dei 184 totali, 83 si trovano al Nord,
51 al Centro e 50 al Sud. ''La maggior disponibilita' dei
servizi rispetto al passato, che emerge dall'analisi -
sottolinea Francesco De Lorenzo, presidente FAVO - e' pero'
ancora lontana dal garantire a tutti i pazienti oncologici una
vera presa in carico globale e un percorso coordinato che
integri le terapie antitumorali e le cure riabilitative e
palliative nell'intero percorso assistenziale, ottimizzando la
qualita' della vita''.

Y91-VI
16-MAG-13 10:04 NNN
ZCZC
ADN0127 6 CRO 0 ADN CRO NAZ

TUMORI: FAVO, IN ITALIA ASSISTENZA A PIU' VELOCITA', SERVONO RETI ONCOLOGICHE =

Roma, 16 mag. - (Adnkronos Salute) - Assistenza a piu' velocita'
per i malati di tumore italiani, con carenze anche gravi in diverse
regioni. Un esempio: a fronte di 598 posti letto in hospice in
Lombardia e 241 in Emilia Romagna, se ne registrano solo 20 in
Campania e 7 in Calabria, mentre vi sono 27 strutture con servizio di
radioterapia in Lombardia, 7 in Puglia e 3 in Calabria. E' la denuncia
della Favo (Federazione italiana delle Associazioni di volontariato in
oncologia) nella VIII Giornata nazionale del malato oncologico, scelta
per presentare al Senato il V Rapporto sulla condizione assistenziale
dei malati oncologici.

E ancora. Il fascicolo sanitario elettronico e' utilizzato solo
in 5 regioni, mentre non mancano i problemi generali
dell'organizzazione assistenziale. Un gruppo di lavoro formato da
esperti della Societa' italiana di chirurgia oncologica (Sico),
dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), della Favo e da
rappresentanti della direzione generale sistema informativo e
statistico sanitario del ministero della Salute ha individuato i
parametri (con riferimento a quelli internazionali) per stabilire i
volumi minimi di attivita' per singola neoplasia, al di sotto dei
quali le strutture chirurgiche non dovrebbero essere abilitate ad
affrontare le varie patologie. Rispetto ai 1.015 centri che si
occupano di cancro del colon retto, solo 196 risultano adeguati; dei
906 del tumore della mammella, solo 193; dei 702 del polmone solo 96 e
dei 624 della prostata solo 118.

"Esistono criticita' - spiega Stefano Cascinu, presidente Aiom -
anche per alcune oncologie mediche, presenti in piccoli ospedali,
prive degli indispensabili servizi di supporto e con casistiche
assistenziali inferiori al minimo necessario per garantire esperienza
sufficiente e trattamenti adeguati. Evidenze scientifiche dimostrano
che strutture con bassi volumi di attivita' presentano statisticamente
maggiori rischi per i malati con incrementi significativi della
morbilita' e mortalita' specifiche. Queste criticita' possono essere
superate dalla costituzione delle reti oncologiche, unica modalita'
per fornire un adeguato supporto ai malati. Purtroppo, dopo tanti
anni, solo poche Regioni si sono dotate di questi strumenti. Nel
riesame delle dotazioni ospedaliere, le Regioni dovranno evitare di
operare tagli lineari, che incidano contestualmente su strutture
inadeguate e su centri oncologici di eccellenza".

(Ram/Ct/Adnkronos)
16-MAG-13 10:15

NNNN
ZCZC
ADN0128 5 CRO 0 ADN CRO NAZ

TUMORI: FAVO, PIU' CURE A CASA E MENO OSPEDALE MA NO TAGLIO LETTI INDISCRIMINATO =
DE LORENZO, RIDUZIONE POSTI NON DANNEGGI CENTRI MIGLIORI

Roma, 16 mag. (Adnkronos Salute) - Piu' cure a casa, meno
ricoveri in ospedale. Serve un nuovo modello di assistenza per i
malati di cancro, meno centrato sull'ospedale e piu' orientato a forme
alternative. Ma attenzione a tagli indiscriminati dei posti letto, che
possono danneggiare i centri migliori. "E' concreto il rischio che, in
assenza di verifiche, le Regioni operino, in modo indiscriminato,
riduzioni lineari, per rientrare nei valori previsti dalla legge". E'
l'allarme della Favo (Federazione italiana delle Associazioni di
volontariato in oncologia) nella VIII Giornata nazionale del malato
oncologico, che esprime la preoccupazione nel V Rapporto sulla
condizione assistenziale dei malati oncologici, presentato oggi al
Senato.

La proposta dell'associazione e' quella di puntare su ricoveri
diurni, maggiore coinvolgimento dei medici di famiglia nelle fasi
successive ai trattamenti nosocomiali e servizi ambulatoriali,
domiciliari e residenziali. Ogni anno - ricorda la Federazione - nel
nostro Paese si registrano 364 mila nuovi casi di tumore: 202.500
(56%) negli uomini e 162.000 (44%) nelle donne. "Il 30% dei pazienti
con cancro muore in strutture ospedaliere destinate al contrasto di
patologie acute, generando gravi sofferenze umane e familiari",
afferma Francesco De Lorenzo, presidente Favo.

"E' chiaro - continua - che questi ricoveri sono inappropriati.
Vanno poi considerati gli alti costi quotidiani delle degenze in
centri complessi e ad alto tasso tecnologico, con il rischio
aggiuntivo di sottrarre posti letto a malati oncologici in fase acuta,
sicuramente recuperabili con interventi tempestivi ed appropriati,
rispetto a quelli, notevolmente minori, dell'assistenza domiciliare e
dell'accoglienza negli hospice".

(Ram/Ct/Adnkronos)
16-MAG-13 10:18

NNNN
ZCZC
ADN0129 5 CRO 0 ADN CRO NAZ

TUMORI: FAVO, 50% CENTRI NON HA RIABILITAZIONE MA 80% OFFRE TERAPIA DOLORE =
DE LORENZO, MIGLIORANO SERVIZI MA MANCA ANCORA PRESA IN CARICO
GLOBALE PAZIENTE

Roma, 16 mag. (Adnkronos Salute) - Nella meta' degli ospedali
italiani mancano i servizi di riabilitazione, fondamentali per la
qualita' di vita dei pazienti colpiti da tumore. E, se presenti,
risultano quasi esclusivamente disponibili per la sola riabilitazione
fisica delle donne operate per carcinoma mammario. L'assistenza
domiciliare e' ancora una 'Cenerentola', con differenze regionali
notevoli, cosi' come risulta assai differenziata la presenza di
radioterapie sul territorio nazionale. Unica nota positiva un
miglioramento generale della terapia del dolore, garantita in 8 centri
su 10.

E' il quadro delineato dal V Rapporto sulla condizione
assistenziale dei malati oncologici, presentato oggi al Senato, che
contiene un focus dedicato a cure simultanee, continuita'
assistenziale e cure palliative, i cui dati sono ricavati dal Libro
bianco dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom).

Secondo il Rapporto - realizzato dall'Osservatorio permanente
sulla condizione assistenziale dei pazienti oncologici della Favo
(Federazione italiana delle Associazioni di volontariato in oncologia)
- e' drammatica la situazione dell'assistenza domiciliare con marcate
differenze regionali (si va dai 153 casi per 100 mila abitanti in
Toscana ai 91 nel Lazio, fino ai 34,6 in Emilia Romagna). Preoccupante
anche la disomogeneita' territoriale nella distribuzione dei centri di
radioterapia oncologica: dei 184 totali, 83 si trovano al Nord, 51 al
Centro e 50 al Sud. (segue)

(Ram/Ct/Adnkronos)
16-MAG-13 10:18

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ZCZC
ADN0132 5 CRO 0 ADN CRO NAZ

TUMORI: FAVO-CENSIS, 500 MILA ITALIANE CON CANCRO SENO, ECCO COME VIVONO =
PIU' AUTONOME MA CON MAGGIORI DIFFICOLTA' QUOTIDIANE E SUL
LAVORO DI ALTRI MALATI

Roma, 16 mag. (Adnkronos Salute) - Hanno piu' difficolta' nel
quotidiano e sul lavoro degli altri malati di tumore, tanti problemi
psicologici e pratici, ma sono piu' autonome. Giudicano buona la
sanita', ma con ancora tante disparita' territoriali. Sono le 522.235
donne italiane che hanno ricevuto una diagnosi di tumore alla
mammella, pari al 23,3% del totale dei pazienti che hanno scoperto di
avere il cancro. A tracciare l'identikit l'indagine Censis-Federazione
italiana delle Associazioni di volontariato in oncologia (Favo),
presentata oggi al Senato, dove e' stato illustrato il V Rapporto
sulla condizione assistenziale dei malati oncologici.

Le oltre 500 mila italiane che devono convivere con il cancro
hanno avuto una diagnosi di tumore alla mammella da meno di 2 anni nel
16% dei casi, da 2-5 anni nel 21% dei casi, da 5-10 anni nel 25% e da
oltre 10 anni nel 38%. Secondo i dati la prima reazione alla diagnosi
e' la paura, indicata da oltre il 37% delle intervistate. Ma segue,
con oltre il 30%, la voglia di reagire, e poi ancora incredulita'
(22,7%) e rabbia (20%). I dati indicano un maggior grado di autonomia
di queste pazienti rispetto agli altri malati: quasi il 26% dichiara
di non avere una persona che le assiste (cargiver), rispetto alla
media del 17,3%. Per oltre il 40% i maggiori problemi sono quelli
psicologici, per il 37% nel disbrigo di pratiche della vita
quotidiana; seguono le problematiche in ambito familiare (24,7%) e nel
lavoro (22%). Il 42% dichiara inoltre di avere 'molti' o 'abbastanza'
problemi di sonno e il 35% di depressione; l'11,1% valuta
negativamente la qualita' delle proprie giornate, quota inferiore a
quella degli altri pazienti.

Per quanto riguarda il lavoro, dopo la scoperta della patologia
e' stato licenziato il 3,4% delle pazienti con tumore al seno
intervistate (percentuale piu' alta del resto del campione, pari
all'1,2%), e ad aver dovuto dare le dimissioni, cessare l'attivita'
commerciale, professionale o artigianale e' stato il 6,2% degli
intervistati; oltre il 42% e' stato costretto a fare assenze legate
alla malattia e alla cura (32,1% tra gli altri malati), il 33,1%
rileva che si e' ridotto il suo rendimento suo malgrado (il 29% per
gli altri), il 16% circa ha dovuto mettere da parte propositi di
carriera (il 6,2% tra gli altri) e quasi il 12% ha dovuto chiedere il
part-time o altre modalita' di lavoro flessibile o di riduzione
dell'orario (rispetto al 4,3% degli altri pazienti). (segue)

(Ram/Ct/Adnkronos)
16-MAG-13 10:21

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ZCZC
ADN0136 5 CRO 0 ADN CRO NAZ

TUMORI: FAVO, 50% CENTRI NON HA RIABILITAZIONE MA 80% OFFRE TERAPIA DOLORE (2) =

(Adnkronos/Salute) - E i Linac (acceleratori lineari),
apparecchiature fondamentali per i trattamenti radioterapici, sono ben
al di sotto degli standard europei: ve ne sono 361, con una media
nazionale di 6 per 1 milione di abitanti (quella indicata dalla Ue e'
compresa fra 7 e 8). Migliorano invece, rispetto al passato, i servizi
di terapia del dolore, presenti nell'85% delle realta' sanitarie (89%
al Nord, 81% al Centro, 80% al Sud-Isole). Maggiore attenzione anche
al benessere mentale dei pazienti.

"La maggior disponibilita' dei servizi rispetto al passato, che
emerge dall'analisi ' sottolinea Francesco De Lorenzo, presidente Favo
- e' pero' ancora lontana dal garantire a tutti i pazienti oncologici
una vera presa in carico globale e un percorso coordinato che integri
le terapie antitumorali e le cure riabilitative e palliative
nell'intero percorso assistenziale, raggiungendo l'obiettivo di
ottimizzare la qualita' della vita".

- Ancora scarsa l'attenzione agli aspetti della comunicazione.
Infatti nel 33% delle oncologie non sono presenti spazi informativi
dedicati all'orientamento sull'accesso ai servizi, all'informazione
sulla malattia oncologica e sui diritti legati alla vita lavorativa e
alle indennita' assistenziali. (segue)

(Ram/Ct/Adnkronos)
16-MAG-13 10:25

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ZCZC
ADN0140 5 CRO 0 ADN CRO NAZ

TUMORI: FAVO, 50% CENTRI NON HA RIABILITAZIONE MA 80% OFFRE TERAPIA DOLORE (3) =

(Adnkronos Salute) "L'estensione dei servizi di terapia del
dolore - afferma Stefano Cascinu, presidente Aiom - e' sicuramente
frutto dell'applicazione della legge 38 del 2010 e dell'impegno del
ministero della Salute. Sono infatti aumentati negli ultimi anni,
passando dal 72% nel 2006 all'85% nel 2012. In crescita anche le cure
palliative, offerte dal 65% delle strutture ospedaliere. Sappiamo che
molti sintomi correlati al cancro, il dolore in particolare, si
possono manifestare in tutte le fasi della malattia. Associati ai
disagi psicologici, sociali e familiari, hanno un impatto determinante
sul peggioramento della qualita' della vita. Negli ultimi anni un
numero consistente di studi ha dimostrato l'utilita' di associare in
modo sistematico alle terapie antitumorali il trattamento dei sintomi
causati dal cancro, ottenendo non solo un beneficio su tutti i
parametri di qualita' della vita, ma anche, in alcuni casi, un
allungamento della sopravvivenza".

"I molteplici bisogni delle persone colpite dal cancro -
conclude Elisabetta Iannelli, segretario Favo - non sempre trovano
adeguate risposte nei modelli organizzativi assistenziali attuali. I
servizi di riabilitazione sono garantiti solo nella meta' delle
strutture di oncologia medica. Anche la presenza di uno psicologo non
implica che tutti i pazienti e loro familiari possano usufruire di un
supporto che, soprattutto negli snodi critici della malattia,
costituisce un valore aggiunto fondamentale. Si pensi, ad esempio, al
sostegno necessario per informare i giovani figli di pazienti che
affrontano il cancro.

Anche la presenza di 'punti di informazione e supporto', nati
dalla sensibilita' dell'e'quipe e solo grazie al volontariato,
supportati da risorse dedicate ma spesso saltuarie, costituisce un
elemento critico per dare continuita' a servizi essenziali per aiutare
e indirizzare i malati. Riteniamo sia essenziale che ogni struttura
preveda, oltre a punti informativi e al supporto psico-oncologico,
servizi di riabilitazione dedicati e che sia anticipata l'integrazione
della terapia del dolore e delle cure palliative nel corso del
trattamento, evitando la frammentazione degli interventi ed il ritardo
nella presa in carico del paziente a domicilio. Solo cosi' si
raggiungera' una reale applicazione del Piano oncologico nazionale
2010-12".

(Ram/Ct/Adnkronos)
16-MAG-13 10:30

NNNN
ZCZC
ADN0144 5 CRO 0 ADN CRO NAZ

TUMORI: FAVO-CENSIS, 500 MILA ITALIANE CON CANCRO SENO, ECCO COME VIVONO (2) =

(Adnkronos Salute) - Positiva la valutazione dei servizi
sanitari. Forte il rapporto con l'oncologo (l'83,6% dei pazienti ha un
proprio oncologo di riferimento) e buono il grado di informazione dei
pazienti sui farmaci antitumorali con i quali e' stato curato o con
cui viene attualmente curato (indicato dall'86,8%). Rispetto alle
terapie oncologiche ricevute, emerge che piu' degli altri i malati di
tumore alla mammella hanno subito interventi chirurgici (quasi l'87%
contro il 69% degli altri), e hanno seguito cicli di chemioterapia
(l'83,4% contro il 78% degli altri) e di radioterapia (il 51,2% contro
il 32,7%).

Oltre il 39% ha fatto riabilitazione per disabilita' fisica,
deficit funzionale, cognitivo e psicologico (rispetto al 24% del resto
del campione), e poco piu' di un quarto dichiara di averne ricevuto un
impatto positivo. Riguardo alla valutazione dei servizi con cui il
paziente e' entrato in contatto, il 77% definisce ottimi o buoni i
servizi sanitari di cui ha usufruito, mentre solo il 44% giudica
positivamente i servizi sociali. Le cure, pero', non sono uguali
ovunque. Il 70% delle pazienti con tumore alla mammella ritiene che vi
siano opportunita' di cura diverse tra i malati di tumore in Italia,
secondo il 38% le diversita' sussistono soprattutto tra le regioni,
per il 31,6% anche all'interno delle singole regioni.

Il 72% e' convinto che, rispetto al servizio da cui si e'
seguiti al momento dell'intervista, ne esistano altri in contesti
diversi che garantiscono cure e trattamenti migliori, ma per il 44%
degli intervistati e' condivisa la certezza che l'assistenza garantita
dal proprio servizio e' comunque di buon livello. Per il futuro, quasi
il 72% ritiene priorita' assoluta per la condizione dei malati di
tumore le terapie innovative personalizzate, il 35,5% indica la
necessita' di attribuire maggiore attenzione ai risvolti psicologici
della patologia; seguono i sussidi economici, le erogazioni di soldi e
il bisogno di maggiori informazioni sulle varie fasi del percorso di
cura. L'indagine conferma l'elevato costo sociale del tumore. In
questo caso il costo sociale totale complessivo annuo relativo
all'insieme di assistenti e di malati con una diagnosi di tumore da
massimo 5 anni, con e senza caregiver, risulta pari a 7,3 miliardi di
euro, mentre il corrispondente costo sociale medio procapite e' pari
in media a 28 mila euro.

(Ram/Ct/Adnkronos)
16-MAG-13 10:33

NNNN
ZCZC
AGI0211 3 CRO 0 R01 /

TUMORE SENO: 10% PAZIENTI PERDE LAVORO, CARRIERA ADDIO PER 16% =
(AGI) - Roma, 16 mag. - Il 10% delle donne malate di tumore al
seno perde il lavoro per licenziamento, dimissioni o altre
cause, e molte affrontano comunque problemi professionali. Lo
afferma il Censis che presenta al Senato un'indagine promossa
dalla Favo, la Federazione delle associazioni di volontariato,
in occasione della Giornata del malato oncologico. I numeri
spaventano: all'insorgenza della patologia e' stato licenziato
il 3,4% delle pazienti intervistate con tumore alla mammella, e
ad aver dovuto dare le dimissioni, cessare l'attivita'
commerciale, professionale o artigianale e' stato il 6,2%. Il
33,1% rileva che si e' ridotto il suo rendimento, il 16% ha
accontato sogni di carriera (il 6,2% tra gli altri) e quasi il
12% ha dovuto chiedere il part-time o altre modalita' di lavoro
flessibile o di riduzione dell'orario (rispetto al 4,3% degli
altri pazienti). (AGI)
Rmc/Gav
161202 MAG 13

NNNN
ZCZC2685/SXB
XSP59269
R CRO S0B QBXB
TUMORI:DE LORENZO,INCONTRO CON LORENZIN SU PRIORITA' MALATI
'NO TAGLI LINEARI POSTI LETTO ONCOLOGIA E RIABILITAZIONE IN LEA'
(ANSA) - ROMA, 16 MAG - ''Chiederemo subito al ministro della
Salute, Beatrice Lorenzin, di essere ricevuti. La priorita' per
i malati oncologici e' superare le disparita' territoriali per
le cure''. Ad affermarlo e' il presidente della Federazione
italiana delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo),
Francesco De Lorenzo, in occasione della presentazione del V
Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici,
chiedendo una ''maggiore attenzione delle istituzioni per una
patologia che riguarda il 4% della popolazione''.
''Vogliamo porre al ministro - ha detto De Lorenzo - il
problema della sorveglianza perche' i parametri per la chiusura
di posti letto non sia di tipo 'lineare'. Chiederemo inoltre di
convocare le commissioni in relazione alla questione della
definizione delle fasce Inps per la disabilita' dei pazienti
oncologici''.
Altre richieste quelle di inserire le terapie riabilitative
nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) e di ''accelerare
l'attivazione del Piano oncologico nazionale a due anni -
ricorda De Lorenzo - dalla sua approvazione in Conferenza
Stato-Regioni''. (ANSA).

CR
16-MAG-13 12:43 NNN
ZCZC
AGI0274 3 CRO 0 R01 /

TUMORI: FAVO-CENSIS, COME VIVONO 500MILA ITALIANE MALATE AL SENO =
(AGI)- Roma, 16 mag. - Tanti problemi psicologici e pratici ma
piu' autonome degli altri pazienti malati di tumore. Si sentono
cosi' le 522.235 donne italiane che hanno ricevuto una diagnosi
di tumore alla mammella, pari al 23,3% del totale dei pazienti
che si ritrovano alle prese con un cancro. Giudicano
positivamente la sanita' italiana, ma sono consapevoli delle
radicali differenze regionali. Nella Giornata dedicata ai
malati oncologici, il Censis e la Federazione italiana delle
Associazioni di volontariato in oncologia (Favo), illustrano al
Senato il V Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati
oncologici. (AGI)
Rmc/Oll
161311 MAG 13


ZCZC
AGI0350 3 CRO 0 R01 /

TUMORI: FAVO-CENSIS, COME VIVONO 500MILA ITALIANE MALATE AL SENO (2) =
(AGI) - Roma, 16 mag. - Le oltre 500 mila italiane costrette a
convivere con il cancro hanno ricevuto una diagnosi di tumore alla
mammella da meno di 2 anni nel 16% dei casi, da 2-5 anni nel 21% dei
casi, da 5-10 anni nel 25% e da oltre 10 anni nel 38%. La prima
reazione? Oltre il 37% delle intervistate risponde "paura", segue
per un 30% un atteggiamento forte, la voglia di reagire, e poi ancora
incredulita' (22,7%) e rabbia (20%). Per oltre il 40% i maggiori
problemi sono quelli psicologici, per il 37% nel disbrigo di pratiche
della vita quotidiana, problematiche in ambito familiare (24,7%) e
sul lavoro (22%). Depressione sopraggiunge nel 35% dei casi e
problemi di sonno per il 42% dei pazienti. I dati dell'indagine
indicano un maggior grado di autonomia di queste pazienti rispetto
agli altri malati: quasi il 26% dichiara infatti di non avere una
persona che le assiste (cargiver) rispetto alla media del 17,3%. (AGI)
Rmc
161331 MAG 13

NNNN

NNNN
ZCZC
AGI0296 3 CRO 0 R01 /

TUMORI: FAVO, TERAPIA DOLORE IN 80% CENTRI MA POCA RIABILITAZIONE =
(AGI) - Roma, 16 mag. - Una buona notizia: in Italia otto
centri oncologici su dieci garantiscono la terapia del dolore,
ma solo meta' delle strutture e' dotato della riabilitazione.
lo dice il "Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati
oncologici" presentato oggi al Senato dalla Favo, la
federazione delle associazioni di volontariato. "L'estensione
dei servizi di terapia del dolore e' sicuramente frutto
dell'applicazione della legge 38 del 2010 e dell'impegno del
Ministero della Salute", dichiara Stefano Cascinu, presidente
AIOM. "Sono infatti aumentati negli ultimi anni, passando dal
72% nel 2006 all'85% nel 2012. In crescita anche le cure
palliative, possibili oggi nel 65% delle strutture". (AGI)
Rmc/Oll (Segue)
161319 MAG 13

NNNN
ZCZC
AGI0297 3 CRO 0 R01 /

TUMORI: FAVO, TERAPIA DOLORE IN 80% CENTRI MA POCA RIABILITAZIONE (2)=
(AGI) - Roma, 16 mag. - Le cattive notizie riguardano i servizi
fondamentali per i pazienti. Nella meta' degli ospedali
italiani mancano i servizi di riabilitazione, che risultano
quasi esclusivamente disponibili per la sola riabilitazione
fisica delle donne operate per carcinoma mammario, quando sono
organizzati. Differenze regionali insopportabili per la
situazione dell'assistenza domiciliare, infatti si va dai 153
casi per 100mila abitanti in Toscana ai 91 nel Lazio fino ai
34,6 in Emilia Romagna. "La maggior disponibilita' dei servizi
rispetto al passato, che emerge dall'analisi - commenta
Francesco De Lorenzo, presidente FAVO - e' pero' ancora lontana
dal garantire a tutti i pazienti oncologici una vera presa in
carico globale e un percorso coordinato che integri le terapie
antitumorali e le cure riabilitative e palliative nell'intero
percorso assistenziale, ottimizzando la qualita' della vita".
(AGI)
Rmc/Oll
161319 MAG 13

NNNN
ZCZC
AGI0312 3 CRO 0 R01 /

TUMORI: COGNETTI, SI MUORE SEMPRE MENO; AUMENTA NUMERO GUARITI =
(AGI)- Roma, 16 mag. - "E' ormai un dato di fatto che di tumore
si muore sempre meno, grazie a terapie innovative e a massicce
campagne di prevenzione e informazione. Il calo e' del 12% nei
maschi e del 6% tra le femmine. E' anche vero, pero', che il
numero di casi continua ad aumentare, quindi resta evidente
come l'assistenza continua ai malati comporti costi economici
sempre maggiori". In occasione della presentazione al Senato
del V Rapporto Favo sulla condizione assistenziale dei malati
oncologici, il professor Francesco Cognetti dell'Oncologia
medica del Regina Elena di Roma, traccia un resoconto della
situazione italiana sottolineando i numeri, che indicano una
riduzione significativa della mortalita' complessiva per
cancro, in entrambi i sessi. (AGI)
Rmc/Oll (Segue)
161323 MAG 13

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ZCZC
AGI0313 3 CRO 0 R01 /

TUMORI: COGNETTI, SI MUORE SEMPRE MENO; AUMENTA NUMERO GUARITI (2) =
(AGI) - Roma, 16 mag. - In Italia vivono circa un milione e 285mila
persone che hanno superato la soglia dei 5 anni dalla diagnosi di
tumore senza ricadute e che tornano alla vita di tutti i giorni,
riprendono il lavoro, praticano sport e mettono al mondo figli. "La
cronicizzazione della malattia, se ha risolto alcuni problemi, ha
aperto altre questioni, ad esempio il reinserimento nella societa'
dell'ex paziente. Il numero dei guariti - sottolinea Francesco De
Lorenzo, presidente della Federazione italiana delle Associazioni di
volontariato in oncologia -Favo- aumenta in modo costante. All'esito
positivo relativo alla fase acuta della malattia si accompagna una
preoccupante carenza dei servizi per i nuovi bisogni che insorgono
nelle fasi, sempre piu' estese, della lungosopravvivenza". (AGI)
Rmc
161323 MAG 13

NNNN


ZCZC
AGI0357 3 CRO 0 R01 /

TUMORI:DE LORENZO, INCONTRO CON LORENZIN PER SUPERARE DISPARITA' =
(AGI) - Roma, 16 mag.- "Chiederemo subito al ministro della
Salute, Beatrice Lorenzin, di essere ricevuti. La priorita' per
i malati oncologici e' superare le disparita' territoriali per
le cure''. Il presidente della Federazione italiana delle
associazioni di volontariato in oncologia (Favo), Francesco De
Lorenzo, in occasione della presentazione del V Rapporto sulla
condizione assistenziale dei malati oncologici, lancia un
appello al neo ministro della salute e chiede una "maggiore
attenzione delle istituzioni per una patologia che riguarda il
4% della popolazione". (AGI)
Rmc/Oll (Segue)
161333 MAG 13

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ZCZC
AGI0358 3 CRO 0 R01 /

TUMORI:DE LORENZO, INCONTRO CON LORENZIN PER SUPERARE DISPARITA' (2)=
(AGI) - Roma, 16 mag. - "Porremo al ministro il problema della
sorveglianza perche' i parametri per la chiusura di posti letto
non sia di tipo 'lineare' - spiega De Lorenzo - e di convocare
le commissioni in relazione alla questione della definizione
delle fasce Inps per la disabilita' dei pazienti oncologici".
Tra le altre richieste quelle di inserire le terapie
riabilitative nei Livelli essenziali di assistenza e di
accelerare l'attivazione del Piano oncologico nazionale, "a due
anni dalla sua approvazione in Conferenza Stato-Regioni",
ricorda il presidente Favo. (AGI)
Rmc/Oll
161333 MAG 13

NNNN
ZCZC
ADN0624 3 CRO 0 ADN CRO NAZ

TUMORI: ASSOCIAZIONI A LORENZIN, RIABILITAZIONE IN LEA E ATTUARE PIANO NAZIONALE =
DE LORENZO (FAVO) , CHIEDEREMO INCONTRO PER DARE IL NOSTRO
APPORTO

Roma, 16 mag. (Adnkronos Salute) - Inserire la riabilitazione
post tumore nei Livelli essenziali di assistenza; sorvegliare che i
tagli di posti letto non penalizzino le eccellenze oncologiche;
accelerare sull'applicazione del Piano nazionale tumori, confrontarsi
con l'Inps per la semplificazione omogenea a livello nazionale delle
certificazioni di invalidita'. Sono i punti dell'agenda che le
associazioni di oncologia indicano al ministro, Beatrice Lorenzin,
alla quale chiedono un incontro per "illustrarle i risultati del V
Rapporto sulla condizione assistenziali dei malati oncologici", spiega
Francesco De Lorenzo, presidente della Federazione italiana delle
Associazioni di volontariato in oncologia (Favo) che insieme ad altre
associazioni mediche del settore - come Aiom, Sico, Sipo - chiede
ascolto al ministro. (segue)

(Ram/Ct/Adnkronos)
16-MAG-13 14:54

NNNN
ZCZC5805/SX4
XSP62530
R CRO S04 QBXI
ANSA/ PERDE IL LAVORO 1 DONNA SU 10 MALATA DI TUMORE AL SENO
LORENZIN, TROPPE DIFFERENZE TRA REGIONI IN ACCESSO CURE
(di Manuela Correra)
(ANSA) - ROMA, 16 MAG - Se oggi il cancro puo' essere
sconfitto in un numero sempre maggiore di casi, ed aumenta la
sopravvivenza, resta pero' lo stigma sociale. Innanzitutto sul
posto di lavoro. Una realta' che emerge da un dato preciso: in
Italia, una donna su dieci colpita da tumore al seno finisce col
perdere il proprio impiego.
La denuncia - alla vigilia della VIII Giornata nazionale del
malato oncologico, che si celebra il 16 maggio - arriva da
un'indagine Censis illustrata oggi dalla Federazione italiana
delle associazioni di volontariato in oncologia (Favo), in
occasione della presentazione del V Rapporto sulla condizione
assistenziale dei malati oncologici. Per le donne con un tumore
al seno, dunque, tante sono le difficolta' lavorative: a seguito
all'insorgenza della patologia, rileva l'indagine, e' stato
infatti licenziato il 3,4% delle pazienti intervistate, mentre
ad aver dovuto dare le dimissioni o cessare l'attivita' e' stato
il 6,2%; oltre il 42% e' stato costretto a fare assenze
associate alla patologia ed alla cura, il 16% ha dovuto mettere
da parte propositi di carriera e quasi il 12% ha dovuto chiedere
il part-time o altre modalita' di lavoro flessibile.
Ma le difficolta', piu' in generale, riguardano vari ambiti,
come rileva il Rapporto Favo. Primo punto critico e' il fatto
che in Italia troppi centri oncologici non raggiungono il numero
minimo di pazienti per garantire la qualita' delle cure, ed e'
ancora carente il numero di hospice. La ricetta individuata per
migliorare le condizioni dei malati e al contempo risparmiare
risorse, rileva il presidente dell'Associazione italiana di
oncologia medica (Aiom) Stefano Cascinu, passa dunque per una
maggiore assistenza territoriale, che pero' non e' garantita
ovunque: a fronte di 598 posti letto in hospice in Lombardia e
241 in Emilia Romagna, ad esempio, se ne registrano solo 20 in
Campania e 7 in Calabria. Cosi', il ''30% dei pazienti con
cancro muore in strutture ospedaliere destinate al contrasto di
patologie acute, generando gravi sofferenze - afferma il
presidente Favo Francesco De Lorenzo - mentre e' allo stesso
tempo chiara l'inappropriatezza di questi ricoveri''. Ed ancora:
se 8 centri oncologici su 10 garantiscono la terapia del dolore,
solo la meta' delle strutture e' dotato di servizi per la
riabilitazione. Drammatica poi, secondo il Rapporto, la
situazione dell'assistenza domiciliare, con marcate differenze
regionali, e la distribuzione dei centri di Radioterapia
oncologica: dei 184 totali, 83 si trovano al Nord, 51 al Centro
e 50 al Sud. Questioni sulle quali De Lorenzo ha annunciato un
incontro con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, mentre
il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi sottolinea
la necessita' di velocizzare l'iter di approvazione dei farmaci.
La questione delle differenze sul territorio preoccupa anche
il ministro che, in un messaggio, ha affermato come nel settore
dell'oncologia ''bisogna intervenire per valorizzare le
eccellenze che vi sono e correggere le lacune strutturali alla
base della differenza nell'accesso alle cure''. Un riferimento,
infine, al ''ruolo importante svolto dalle associazioni di
volontariato, quale supporto al Servizio Sanitario Nazionale -
ha rilevato Lorenzin - nella diffusione delle informazioni,
nell'educazione dei pazienti e nella gestione della patologia''.
(ANSA).

CR
16-MAG-13 16:33 NNN
ZCZC5924/SX4
XSP61879
R CRO S04 QBXI
>ANSA-SCHEDA/ TUMORI: 1,3 MLN MALATI SUPERATA SOGLIA GUARIGIONE
RAPPORTO FAVO, CALA MORTALITA' MA SCARSA ASSISTENZA TERRITORIO
(ANSA) - ROMA, 16 MAG - Piu' di un milione di persone
(esattamente 1 milione 285mila) che sono tornate a una vita
normale a cinque anni da una diagnosi di tumore, con un calo
della mortalita' complessiva in un anno del 12% nei maschi e del
6% tra le femmine. Sono queste alcune delle 'luci' sulla vita
dei pazienti oncologici evidenziate dal rapporto presentato oggi
dalla Favo, la federazione delle associazioni di volontariato,
insieme a molte ombre, soprattutto dal punto di vista
dell'assistenza territoriale.
Ogni anno nel nostro Paese, scrive il rapporto, si registrano
364mila nuovi casi di tumore: 202.500 negli uomini e 162.000
nelle donne. Ecco i principali dati sull'assistenza a loro
dedicata
POCHI POSTI LETTO IN HOSPICE Il 30% dei malati di tumore,
afferma il rapporto, muore in una struttura per acuti. Uno dei
motivi e' la carenza di hospice. Ad esempio, a fronte di 598
posti letto in hospice in Lombardia e 241 in Emilia Romagna, se
ne registrano solo 20 in Campania e 7 in Calabria.
MOLTE STRUTTURE NON ADEGUATE Un gruppo di lavoro ha individuato
i parametri per stabilire i volumi minimi di attivita' per
singola neoplasia, al di sotto dei quali le strutture
chirurgiche non dovrebbero essere abilitate ad affrontare le
varie patologie. Rispetto ai 1.015 centri che si occupano di
cancro del colon retto, solo 196 risultano adeguati; dei 906 del
tumore della mammella, solo 193; dei 702 del polmone solo 96 e
dei 624 della prostata solo 118.
ASSISTENZA DOMICILIARE E RADIOTERAPIE CON GRANDI DISPARITA'
Drammatica la situazione dell'assistenza domiciliare con marcate
differenze regionali (si va dai 153 casi per 100mila abitanti in
Toscana ai 91 nel Lazio fino ai 34,6 in Emilia Romagna).
Disomogeneita' territoriale nella distribuzione dei centri di
Radioterapia oncologica: dei 184 totali, 83 si trovano al Nord,
51 al Centro e 50 al Sud. E i LINAC (acceleratori lineari),
apparecchiature fondamentali per i trattamenti radioterapici,
sono ben al di sotto degli standard europei: ve ne sono 361, con
una media nazionale di 6.1 per 1 milione di abitanti (quella
attesa dalla UE e' compresa fra 7 e 8). MIGLIORA TERAPIA DOLORE
Migliorano rispetto al passato i servizi di terapia del dolore,
presenti nell'85% delle realta' sanitarie (89% al Nord, 81% al
Centro, 80% al Sud-Isole). nel 33% delle oncologie pero' non
sono presenti spazi informativi dedicati all'orientamento
sull'accesso ai servizi, all'informazione sulla malattia
oncologica e sui diritti legati alla vita lavorativa. (ANSA).

Y91
16-MAG-13 16:39 NNN
ZCZC5995/SXB
XSP63136
R CRO S0B QBXB
TUMORI: SACCONI, GARANTIRE A MALATI VITA ATTIVA

(ANSA) - ROMA, 16 MAG - ''Garantire una vita attiva ai malati
oncologici''. Lo chiede il presidente della commissione Lavoro
del Senato, Maurizio Sacconi, sottolineando che ''ancor piu' in
tempo di crisi e' doverosa l'attenzione delle istituzioni e
delle parti sociali alla vita attiva'' di questi malati.
''La Favo, federazione di associazioni non profittevoli -
afferma Sacconi in una nota - ha il merito di avere sempre
considerato la permanenza nel mercato del lavoro un aspetto
fondamentale della vita buona del malato e dello stesso percorso
di guarigione. Ad essa si deve la norma che nella legge Biagi ha
consentito il diritto reversibile al tempo parziale. Ma ancor
piu' puo' fare la contrattazione collettiva disponendo,
soprattutto nella dimensione aziendale, modi specifici con cui
conciliare il tempo di cura con quello di lavoro, consentire il
telelavoro, aggiornare le competenze''.
Per questa ragione, conclude, ''ho intenzione di proporre
all'ufficio di presidenza della commissione lavoro una sessione
dedicata, anche attraverso incontri con istituzioni e parti
sociali, alla verifica della permanenza al lavoro dei malati
oncologici''.(ANSA).

CR
16-MAG-13 16:43 NNN
ZCZC
ASC0346 1 CRO 0 R01 / LK XX ! 1 X

Tumori: 50% ospedali senza riabilitazione. Ma terapia dolore in 8 su 10 =
(ASCA) - Roma, 16 mag - Nella meta' degli ospedali italiani
mancano i servizi di riabilitazione, fondamentali per la
qualita' di vita dei pazienti colpiti da tumore. E, se
presenti, risultano quasi esclusivamente disponibili per la
sola riabilitazione fisica delle donne operate per carcinoma
mammario. Drammatica la situazione dell'assistenza
domiciliare con marcate differenze regionali (si va dai 153
casi per 100mila abitanti in Toscana ai 91 nel Lazio fino ai
34,6 in Emilia Romagna). Preoccupante anche la disomogeneita'
territoriale nella distribuzione dei centri di Radioterapia
oncologica: dei 184 totali, 83 si trovano al Nord, 51 al
Centro e 50 al Sud. E i LINAC (acceleratori lineari),
apparecchiature fondamentali per i trattamenti radioterapici,
sono ben al di sotto degli standard europei: ve ne sono 361,
con una media nazionale di 6.1 per 1 milione di abitanti
(quella attesa dalla UE e' compresa fra 7 e 8). Migliorano
invece, rispetto al passato, i servizi di terapia del dolore,
presenti nell'85% delle realta' sanitarie (89% al Nord, 81%
al Centro, 80% al Sud-Isole). Maggiore attenzione anche al
benessere mentale dei pazienti. E' la fotografia scattata nel
V Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati
oncologici, presentato oggi al Senato, che contiene un focus
dedicato a cure simultanee, continuita' assistenziale e cure
palliative, i cui dati sono ricavati dal Libro Bianco
dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). I dati
contenuti nel Rapporto rappresentano il cardine per cementare
l'alleanza fra pazienti, societa' scientifiche e
Istituzioni.
''La maggior disponibilita' dei servizi rispetto al
passato, che emerge dall'analisi - sottolinea Francesco De
Lorenzo (presidente FAVO, Federazione italiana delle
Associazioni di Volontariato in Oncologia) -, e' pero' ancora
lontana dal garantire a tutti i pazienti oncologici una vera
presa in carico globale e un percorso coordinato che integri
le terapie antitumorali e le cure riabilitative e palliative
nell'intero percorso assistenziale, raggiungendo l'obiettivo
di ottimizzare la qualita' della vita''. Ancora scarsa
l'attenzione agli aspetti della comunicazione. Infatti nel
33% delle oncologie non sono presenti spazi informativi
dedicati all'orientamento sull'accesso ai servizi,
all'informazione sulla malattia oncologica e sui diritti
legati alla vita lavorativa e alle indennita' assistenziali.
''L'estensione dei servizi di terapia del dolore - afferma
Stefano Cascinu, presidente AIOM - e' sicuramente frutto
dell'applicazione della legge 38 del 2010 e dell'impegno del
Ministero della Salute. Sono infatti aumentati negli ultimi
anni, passando dal 72% nel 2006 all'85% nel 2012. In crescita
anche le cure palliative, erogate dal 65% delle strutture
ospedaliere. Sappiamo che molti sintomi correlati al cancro,
il dolore in particolare, si possono manifestare in tutte le
fasi della malattia.
Negli ultimi anni un numero consistente di studi ha
dimostrato l'utilita' di associare in modo sistematico alle
terapie antitumorali il trattamento dei sintomi causati dal
cancro, ottenendo non solo un beneficio su tutti i parametri
di qualita' della vita, ma anche, in alcuni casi, un
allungamento della sopravvivenza''. Non si tratta solo di
garantire, in fase avanzata di malattia, la continuita' delle
cure, ma di inserire le terapie per il controllo dei sintomi
in contemporanea ai trattamenti antitumorali. In Italia siamo
ancora lontani dalla completa applicazione del modello di
cure simultanee, previsto come obiettivo prioritario nel
Piano Oncologico Nazionale 2010-12.
red/mpd
161839 MAG 13

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