Sanita':Regione, confermata riconversione ospedale Soveria M.

sabato 7 settembre 2013



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"Tar respinge ricorso, riconosciuta legittimita' atti Scopelliti"
(ANSA) - CATANZARO, 7 SET - ''La riconversione in ospedale
di montagna del presidio ospedaliero di Soveria Mannelli rimane
confermata. Cosi' ha deciso il Tar Calabria, respingendo il
ricorso proposto dallo stesso Comune che aveva chiesto
l'annullamento dei decreti commissariali emanati per il riordino
della rete ospedaliera regionale, nell'ambito del piano di
rientro dal debito sanitario''. A riferirlo e' un comunicato
dell'Ufficio stampa della Giunta regionale.
''La parte ricorrente, temendo un ridimensionamento della
sanita' locale - prosegue il comunicato - si e' rivolta al
tribunale amministrativo deducendo "nullita' ed illegittimita' per
incompetenza, per non essere il Commissario legittimato a
surrogarsi nelle funzioni e nei compiti della Regione",
lamentando, inoltre, "eccesso di potere, sotto una pluralita' di
profili, avendo il Commissario ad acta ecceduto i limiti
derivanti dal mandato della Presidenza del Consiglio dei
Ministri: l'ospedale di Soveria Mannelli, riconvertito in
presidio ospedaliero montano, costituisce, infatti, un ospedale
che serve diversi comuni montani con popolazione significativa e
con riguardo al quale va pure considerato il dato della precaria
viabilita' di collegamento con i presidi di riferimento di
Catanzaro e presidi cosiddetti Spoke di Lamezia, Crotone e Vibo
Valentia".
''La Regione Calabria e l'Asp di Catanzaro, nel costituirsi
in giudizio - e' scritto ancora nel comunicato - hanno dedotto
"in via preliminare l'inammissibilita' del ricorso per carenza di
interesse e difetto di legittimazione attiva, nonche' per omessa
impugnazione tempestiva dei provvedimenti presupposti. Nel
merito, entrambe hanno dedotto l'infondatezza del ricorso. Si
sono costituiti in giudizio anche il Commissario ad acta e le
amministrazioni statali resistenti eccependo preliminarmente la
tardivita' del ricorso relativamente agli atti presupposti, il
difetto di legittimazione passiva delle amministrazioni statali,
la carenza di interesse a ricorrere del Comune ed infine
affermando l'infondatezza del ricorso proposto". Il Tar ha
innanzitutto evidenziato che gli interventi individuati dal
Piano di rientro allegato all'accordo, approvato e sottoscritto,
tra il Ministero della Salute, il Ministero dell'Economia e
delle Finanze e la Regione Calabria, "sono vincolanti, ai sensi
dell'art. 1, comma 796, lettera b), della legge 27 dicembre
2006, n. 296, per la Regione Calabria e le determinazioni in
esso previste comportano effetti di variazione dei provvedimenti
normativi ed amministrativi gia' adottati dalla medesima Regione
Calabria in materia di programmazione sanitaria. Analogamente -
riporta il testo della sentenza - l'art. 2, comma 95, della
legge n. 191/2009 (legge finanziaria 2010) dispone che gli
interventi individuati dal piano di rientro sono vincolanti per
la Regione, che e' obbligata a rimuovere i provvedimenti anche
legislativi e a non adottarne di nuovi che siano di ostacolo
alla piena attuazione del piano di rientro. La vicenda in esame
- afferma il Tar - si inquadra, pertanto, in quella che e' stata
definita "normativa emergenziale", dettata da leggi finanziarie
per il rientro di alcune regioni dal notevole disavanzo di
bilancio, con la conseguenza che tale disciplina "speciale" ed
emergenziale si sovrappone a quella ordinaria".
''Nel procedimento in questione - riporta ancora il
comunicato - per il Tar non sussiste ne' l'incompetenza del
Commissario ad Acta Giuseppe Scopelliti in quanto la sua nomina
"e' stata correttamente effettuata", ne' l'eccesso di potere,
poiche' la Legge 23 dicembre 2009, n. 191, recante Disposizioni
per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello
Stato-legge finanziaria 2010, prevede che "il commissario adotta
tutte le misure indicate nel piano, nonche' gli ulteriori atti e
provvedimenti normativi, amministrativi, organizzativi e
gestionali da esso implicati in quanto presupposti o comunque
correlati e necessari alla completa attuazione del piano",
compresa dunque, sottolinea il Tar, "la riconversione
dell'ospedale di Soveria Mannelli". Il Collegio osserva poi che
"la riconversione dell'ospedale di Soveria Mannelli non passa
attraverso la riduzione dei servizi bensi' la trasformazione
delle prestazioni, con eliminazione dei ricoveri impropri". E
aggiunge "cio' che conta e' che la riduzione dei posti letto non
implica riduzione delle prestazioni che presentano livelli
minimi di efficacia e di efficienza, in uno con il potenziamento
dell'assistenza residenziale e domiciliare dei pazienti. A ben
considerare, la trasformazione del presidio ospedaliero in
questione in ospedale di montagna importa il richiamo ad una
tipologia organizzativa che garantisce i servizi necessari per
sopperire alle particolare esigenze del territorio".
''Le considerazioni che hanno indotto il Tar a respingere il
ricorso del Comune di Soveria Mannelli - conclude il comunicato
- trovano la piena condivisione del Direttore generale
dell'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, Gerardo
Mancuso, secondo il quale 'questa sentenza riconosce la
legittimita' degli atti adottati per l'attuazione del piano
regionale di rientro, in quanto l'azione di riorganizzazione e'
finalizzata non solo alla riduzione della spesa sanitaria, ma
anche all'ottimizzazione dei servizi". (ANSA).

COM-ATT/FLC
07-SET-13 11:20 NNN