Medici: Milillo (Fimmg), chiarezza su convenzione o rottura

giovedì 8 maggio 2014



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(AGI) - Roma, 8 mag. - A poco piu' di una settimana dalla seconda
riunione tra la Sisac e i sindacati di categoria per il rinnovo della
Convenzione dei medici col Servizio sanitario nazionale, la
Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) lamenta
l'assenza di chiarezza sulle intenzioni della Sisac in merito alle
richieste avanzate proprio da Fimmg. "Sindacati e Sisac si stanno
annusando - ha spiegato Giacomo Milillo, presidente Fimmg, a margine
della presentazione di un documento congiunto elaborato insieme a
Federanziani sul futuro della professione del 'medico di famiglia' -
Noi abbiamo ben chiaro il percorso che vogliamo fare, ma la Sisac non
si esprime. Noi vogliamo costruire, se pero' vediamo che ci portano
troppo in la' e ci impediscono di lavorare, siamo pronti alla
rottura". (AGI)
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Medici: Milillo (Fimmg), chiarezza su convenzione o rottura (2) =
(AGI) - Roma, 8 mag. - A proposito della prossima riunione, ad
esempio, Milillo ha riferito che " sono stati convocati tutti i
sindacati senza ordine del giorno. Abbiamo chiesto, con una lettera,
quale sia l'ordine del giorno, per poter meglio collaborare alla
discussione, ci e' stato risposto che l'odg prevede tutte le
richieste dei sindacati. Allo stato attuale - ha aggiunto - sembra
che debba succedere qualcosa. Speriamo non sia niente di traumatico,
perche' - ha spiegato - non sappiamo se vogliono rompere o se
vogliono entrare nel merito". Non e' mancato anche un riferimento ai
ritardi nell'approvazione del testo definitivo del Patto della
Salute. "Il problema - ha sostenuto il presidente Fimmg - e' di tipo
politico, dipende dalla volonta' di alcune regioni, della Conferenza
delle regioni e del presidente che la rappresenta, quindi di Vasco
Errani. Il problema - ha aggiunto - e' un apparato funzionariale,
burocratico che col potere che gli viene conferito fa cio' che vuole
e che cerca anche di rafforzare ulteriormente il proprio potere
limitando le potenzialita' del singolo professionista, dipendente o
convenzionato, che non viene inteso come apportatore di beneficio ma
solo come strumento. Ma questo - ha concluso - e' un cancro
dell'Italia, non solo della sanita'". (AGI)
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