[Agenzie] RAPPORTO OSSERVASALUTE 2015 - 26.04.2016

martedì 26 aprile 2016


[Agenzie] -
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ADN0239 7 CRO 0 ADN CRO NAZ

SANITA': MENO RISORSE E ANCORA INIQUITA', OSSERVASALUTE SEGNALA PUNTI CRITICI =

Roma, 26 apr. (AdnKronos Salute) - "Anche quest'anno le analisi
contenute nel Rapporto Osservasalute segnalano numerosi elementi di
criticità, in quanto confermano il trend in diminuzione delle risorse
pubbliche a disposizione per la sanità, l'aumento dell'incidenza di
alcune patologie tumorali prevenibili, le esigue risorse destinate
alla prevenzione e le persistenti iniquità che assillano il Paese e il
settore della sanità". Lo spiega Walter Ricciardi, coordinatore del
report presentato oggi a Roma all'università Cattolica.

La spesa sanitaria pubblica, indicano i dati, è passata dai 112,5
miliardi di euro del 2010 ai 110,5 del 2014. Questa contrazione ha
coinciso con una lenta, ma costante riduzione dei deficit regionali.
Tuttavia, la riduzione è frutto in gran parte del blocco o del
'taglio' del personale sanitario e il contenimento dei consumi
sanitari. Non a caso, nel 2014 la dotazione di posti letto negli
ospedali risulta pari al 3,04 per 1.000 abitanti per la componente
acuti e allo 0,58 per 1.000 per quanto riguarda la post-acuzie,
lungodegenza e riabilitazione. Tutti valori inferiori agli standard di
legge. Nel contempo la spesa per il personale, in rapporto alla
popolazione, è diminuita del 4,4% tra il 2010-2013, passando da un
valore di 606,9 euro a 580 euro. (segue)

(Ram/AdnKronos)

ISSN 2465 - 1222
26-APR-16 12:17

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ADN0240 7 CRO 0 ADN CRO NAZ

SANITA': MENO RISORSE E ANCORA INIQUITA', OSSERVASALUTE SEGNALA PUNTI CRITICI (2) =

(AdnKronos Salute) - Rispetto alle condizioni di salute della
popolazione, nel 2014 sono stati diagnosticati 115,8 nuovi casi di
tumore colorettale ogni 100.000 uomini, ovvero circa 34.500 nuovi
casi, mentre l'incidenza è pari a 80,3 per 100.000 donne,
corrispondente a oltre 25.000 nuovi casi. Il tumore del seno ha fatto
registrare oltre 55.000 nuove diagnosi, ovvero 175,7 nuovi casi annui
ogni 100.000 donne.

A fronte di questi dati allarmanti, l'investimento in prevenzione nel
nostro Paese è ancora molto scarso. L'Oecd (2013) evidenzia che il
nostro Paese destina solo il 4,1% della spesa sanitaria totale
all'attività di prevenzione, quota che ci colloca in posizione di
rincalzo tra i 30 Paesi dell'area Oecd.

(Ram/AdnKronos)

ISSN 2465 - 1222
26-APR-16 12:17

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ZCZC
DIR0178 3 SST 0 RR1 / DIR

SANITA'. OSSERVASALUTE: UN ITALIANO SU 5 HA PIU' DI 65 ANNI
LIGURIA REGIONE PIU' VECCHIA, CAMPANIA PIU' GIOVANE

(DIRE) Roma, 26 apr. - L'Italia continua a invecchiare. Oltre un
italiano su cinque ha piu' di 65 anni, per una quota che
rappresenta quasi il 22% della popolazione residente: i valori
regionali variano da un minimo del 9,3% della Campania a un
massimo del 12,9% della Liguria. È quanto emerge dalla XIII
edizione del Rapporto Osservasalute 2015, l'analisi dello stato
di salute della popolazione e della qualita' dell'assistenza
sanitaria nelle Regioni italiane presentata oggi a Roma
all'Universita' Cattolica.
Il peso relativo dei 65-74enni sul totale della popolazione
varia sensibilmente se si considera la cittadinanza: i 65-74enni
rappresentano l'11,5% della popolazione residente con
cittadinanza italiana vs il 2,2% registrato per gli stranieri.
Gli anziani tra i 75 e gli 84 anni sono oltre 4,7 milioni e
rappresentano ben il 7,8% del totale della popolazione ma, anche
in questo caso, e' possibile notare delle differenze geografiche.
In Liguria il contingente rappresenta il 10,5% del totale mentre
in Campania e' 'solo' il 6,1%. Le differenze nella struttura per
eta' della popolazione per cittadinanza si fanno, in questo caso,
ancora piu' marcate: gli anziani sono l'8,5% degli italiani
contro lo 0,7% dei residenti stranieri. La popolazione dei
'grandi vecchi' e' pari a oltre 1 milione e 900 mila unita' che
corrisponde al 3,2% del totale della popolazione residente. Anche
questo indicatore mostra i valori maggiori in Liguria (4,6%) e i
valori minori in Campania (2,2%). La quota di popolazione
straniera, in questa fascia di eta', e' del tutto irrisoria ed e'
rappresentata solo dallo 0,1% rispetto alla quota di cittadinanza
italiana che e' pari al 3,4%.
Si registra, inoltre, l'aumento del peso della componente
femminile sul totale dei residenti all'aumentare dell'eta': la
proporzione di donne e' del 53% tra i giovani anziani, sale al
57,8% tra gli anziani e arriva al 68,9% tra i grandi vecchi. Si
noti che, seppure le donne rappresentino la maggioranza degli
anziani in tutte le classi di eta' considerate (specie al
crescere dell'eta'), la componente maschile negli ultimi anni sta
lentamente recuperando tale svantaggio, grazie alla riduzione dei
differenziali di mortalita' per genere. I divari territoriali
sono evidenti. Come gia' sottolineato, la Liguria e' la regione
piu' vecchia del Paese (la quota di over 65 anni e' pari al 28%)
e al suo opposto troviamo la Campania (17,6%). Piu' in generale,
ad eccezione della Provincia Autonoma di Bolzano e, anche se in
minor misura di quella di Trento, il processo di invecchiamento
ha coinvolto maggiormente, finora, le regioni del Centro-Nord.
(Ekp/ Dire)
12:17 26-04-16

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DIR0179 3 SST 0 RR1 / DIR

SANITA'. OSSERVASALUTE: IN ITALIA BOOM ULTRACENTENARI, 19MILA NEL 2015
PIU' CHE TRIPLICATI DAL 2002, 83,8% SONO DONNE

(DIRE) Roma, 26 apr. - Boom di ultracentenari in Italia, sono
oltre 19mila. La popolazione ultracentenaria continua ad
aumentare sia in termini assoluti sia relativi: al 1 gennaio 2015
oltre tre residenti su 10.000 hanno 100 anni e oltre. Gli
ultracentenari sono molto piu' che triplicati dal 2002 al 2015,
passando da 5.650 unita' nel 2002 a oltre 19.000 nel 2015. È
quanto emerge dalla XIII edizione del Rapporto Osservasalute
2015, l'analisi dello stato di salute della popolazione e della
qualita' dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane
presentata oggi a Roma all'Universita' Cattolica. In termini
relativi, nel 2002, quasi uno ogni 10.000 residenti era
ultracentenario, mentre nel 2015 oltre tre ogni 10.000. Se si
considera il solo contingente femminile, negli stessi anni si e'
passati da 1,6 a 5,1 ultracentenarie ogni 10.000 residenti. Gli
ultracentenari uomini sono passati da 0,3 a 1,1 ogni 10.000
residenti. Si noti che nell'ultimo anno di calendario,
considerando sia gli uomini sia le donne, si e' registrato un
incremento di ben 1.211 unita', con un incremento annuo pari a
6,8%. Infine, la componente femminile e' piu' numerosa: nel 2015,
infatti, le donne rappresentano l'83,8% del totale degli
ultracentenari.
Per quanto riguarda la speranza di vita, l'aumento
dell'aspettativa segna una battuta d'arresto. Per gli uomini e'
80,1 anni, 84,7 anni per le donne (in base ai dati Istat piu'
recenti, non presenti nel Rapporto). Nel 2014, la speranza di
vita alla nascita era pari a 80,3 anni per gli uomini e 85,0 anni
per le donne (come indicato in questa edizione del Rapporto). Si
conferma l'andamento degli ultimi anni che evidenzia un
incremento piu' favorevole tra gli uomini, pur in presenza di
un'aspettativa di vita ancora superiore per le donne. La distanza
tra i due generi e', infatti, pari a +4,7 anni a favore delle
donne, contro i +5 anni del 2010.
(Ekp/ Dire)
12:17 26-04-16

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DIR0181 3 SST 0 RR1 / DIR

SANITA'. OSSERVASALUTE: ITALIANI SEMPRE PIU' IN SOVRAPPESO, SONO 36%
PROBLEMA IN CRESCITA AL NORD, STABILE IL MERIDIONE

(DIRE) Roma, 26 apr. - Nel 2014 piu' di un terzo della
popolazione adulta (36,2%) e' in sovrappeso, mentre poco piu' di
una persona su 10 e' obesa (10,2%). Complessivamente, il 46,4%
dei soggetti di eta' uguale o superiore a 18 anni e' in eccesso
ponderale. In Italia, nel periodo 2001-2014, e' aumentata la
percentuale delle persone in sovrappeso (33,9% contro 36,2%),
soprattutto e' aumentata la quota degli obesi (8,5% contro
10,2%). È quanto emerge dalla XIII edizione del Rapporto
Osservasalute 2015, l'analisi dello stato di salute della
popolazione e della qualita' dell'assistenza sanitaria nelle
Regioni italiane presentata oggi a Roma all'Universita' Cattolica.
Le differenze rilevate sul territorio sono considerevoli e si
conferma il divario Nord-Sud e Isole: le regioni meridionali
presentano la prevalenza piu' alta di persone obese (Molise
14,6%, Abruzzo 13,1%; Puglia 11,9%) e in sovrappeso (Campania
41,5%, Calabria 39,6% e Puglia 39,4%) rispetto alle regioni
settentrionali, che mostrano i dati piu' bassi di prevalenza
(obesita': Pa di Trento 7,5% e Pa di Bolzano 8,1%; sovrappeso: Pa
di Trento 28,5% e Valle d'Aosta 31,5%). Il problema dell'eccesso
di peso e' cresciuto molto nelle regioni settentrionali:
confrontando i dati con quelli degli anni precedenti e
raggruppando per macroaree (Nord-Ovest: Piemonte, Valle d'Aosta,
Liguria, Lombardia; Nord-Est: PA di Bolzano, PA di Trento,
Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna; Centro: Toscana,
Umbria, Marche, Lazio; Sud: Abruzzo, Molise, Campania, Puglia,
Basilicata, Calabria; Isole: Sicilia, Sardegna) si osserva che,
dal 2001, nella ripartizione con livelli piu' bassi di persone in
sovrappeso (il Nord-Ovest) si e' registrato il maggior aumento di
persone con eccesso ponderale (in sovrappeso e obese).
Diversamente, nelle Isole la percentuale e' rimasta abbastanza
stabile negli ultimi anni.(SEGUE)
(Ekp/ Dire)
12:17 26-04-16

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DIR0182 3 SST 0 RR1 / DIR

SANITA'. OSSERVASALUTE: ITALIANI SEMPRE PIU' IN SOVRAPPESO, SONO 36% -2-


(DIRE) Roma, 26 apr. - Il fenomeno del sovrappeso aumenta con
l'eta'. Nello specifico, il sovrappeso passa dal 14,9% della
fascia di eta' 18-24 anni al 46,5% tra i 65-74 anni, mentre
l'obesita' dal 2,4% al 15,7% per le stesse fasce di eta'. Nel
2014 i bambini di 8-9 anni in sovrappeso sono il 20,9%, i bambini
obesi sono il 9,8%, compresi i bambini gravemente obesi che da
soli sono il 2,2%. Complessivamente, i bambini che presentano un
eccesso ponderale (comprendente sia il sovrappeso sia l'obesita')
raggiungono il 30,7%. Il dato e' in diminuzione rispetto al
periodo 2008-2009 al 2014 quando si registrava una quota di
bambini in condizioni di obesita' pari al 12%; diminuzione anche
per il sovrappeso, nel biennio 2008-09 erano il 23,2% dei bambini.
Il rapporto Osservasalute sottolinea che se mamma e papa'
hanno studiato, i bimbi sono piu' in forma: all'aumentare del
grado di istruzione dei genitori, infatti, diminuisce la quota di
figli in eccesso ponderale e nelle famiglie in cui vi e' almeno
un genitore obeso la prevalenza di bambini in eccesso di peso e'
maggiore. Si conferma una spiccata variabilita' interregionale,
con percentuali tendenzialmente piu' basse nell'Italia
settentrionale e piu' alte nel Meridione: dal 13,4% di sovrappeso
nella Pa di Bolzano al 28,6% in Campania; dal 4% di obesita'
nella Pa di Bolzano al 19,2% in Campania. Si stima che nella
popolazione di 6-11 anni il numero di coloro che presentano un
eccesso ponderale sia pari a circa 1 milione e 50.000 bambini, di
cui 336 mila obesi.
(Ekp/ Dire)
12:17 26-04-16

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DRS0039 3 LAV 0 DRS / WLF

SANITA'. OSSERVASALUTE: IN ITALIA PIU' SPORTIVI, CALANO SEDENTARI
'IN CAMPO' 23% POPOLAZIONE, VINCE IL NORD

(DIRE) Roma, 26 apr. - Aumentano gli sportivi, calano in modo
significativo i sedentari. Nel 2014 e' il 23% della popolazione
con piu' di 3 anni a dedicarsi allo sport in modo continuativo.
Nel 2013 era il 21,5, nel 2012 era il 21,9%, dato invariato
rispetto al 2011. Nel 2010 il 22,8% della popolazione con sopra i
3 anni praticava con continuita', nel tempo libero, uno o piu'
sport (nel 2009 era il 21,5%, nel 2008 era il 21,6%, nel 2007 il
20,6%). È quanto emerge dalla XIII edizione del Rapporto
Osservasalute 2015, l'analisi dello stato di salute della
popolazione e della qualita' dell'assistenza sanitaria nelle
Regioni italiane presentata oggi a Roma all'Universita' Cattolica.
Aumentano nell'ultimo biennio anche coloro che, pur non
praticando uno sport, svolgono un'attivita' fisica (passeggiare
per almeno 2 km, nuotare, andare in bicicletta etc). Sono il
28,2% della popolazione nel 2014, mentre erano il 27,9% nel 2013.
La sedentarieta' cala in maniera significativa per entrambi i
generi: rispetto all'anno precedente, nel 2014 si riscontra una
significativa diminuzione delle persone sedentarie (-1,3 punti
percentuali). Infatti i sedentari sono circa 23 milioni e 500
mila, pari al 39,9% della popolazione. Erano 24 milioni e 300
mila, pari al 41,2% nel 2013.
Ancora una volta e' il Nord a dettare il passo. L'analisi
territoriale mostra una differente attitudine alla pratica
sportiva tra le diverse regioni del Paese che, probabilmente,
riflette anche una diversa disponibilita' di strutture
organizzate. Le regioni settentrionali, in particolare la
Provincia Autonoma di Bolzano (38,7%), quella di Trento (30,7%),
la Valle d'Aosta (30,2%) e la Lombardia (28,5%), rappresentano la
zona del Paese con la quota piu' elevata di persone che praticano
sport in modo continuativo. Le regioni del Meridione si
caratterizzano per la quota piu' bassa di persone che dichiarano
di dedicarsi allo sport nel tempo libero, fatta eccezione per la
Sardegna dove il 30,8% dichiara di praticare attivita' sportiva
in modo continuativo o saltuario. Le regioni che registrano la
piu' bassa quota di praticanti sportivi sono la Campania (17,9%),
la Basilicata (21,7%), la Calabria (23,3%) e la Sicilia (23,4%).
(Ekp/ Dire)
12:17 26-04-16

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DIR0183 3 SST 0 RR1 / DIR

SANITA'. OSSERVASALUTE: IN ITALIA PIU' SPORTIVI, CALANO SEDENTARI
'IN CAMPO' 23% POPOLAZIONE, VINCE IL NORD

(DIRE) Roma, 26 apr. - Aumentano gli sportivi, calano in modo
significativo i sedentari. Nel 2014 e' il 23% della popolazione
con piu' di 3 anni a dedicarsi allo sport in modo continuativo.
Nel 2013 era il 21,5, nel 2012 era il 21,9%, dato invariato
rispetto al 2011. Nel 2010 il 22,8% della popolazione con sopra i
3 anni praticava con continuita', nel tempo libero, uno o piu'
sport (nel 2009 era il 21,5%, nel 2008 era il 21,6%, nel 2007 il
20,6%). È quanto emerge dalla XIII edizione del Rapporto
Osservasalute 2015, l'analisi dello stato di salute della
popolazione e della qualita' dell'assistenza sanitaria nelle
Regioni italiane presentata oggi a Roma all'Universita' Cattolica.
Aumentano nell'ultimo biennio anche coloro che, pur non
praticando uno sport, svolgono un'attivita' fisica (passeggiare
per almeno 2 km, nuotare, andare in bicicletta etc). Sono il
28,2% della popolazione nel 2014, mentre erano il 27,9% nel 2013.
La sedentarieta' cala in maniera significativa per entrambi i
generi: rispetto all'anno precedente, nel 2014 si riscontra una
significativa diminuzione delle persone sedentarie (-1,3 punti
percentuali). Infatti i sedentari sono circa 23 milioni e 500
mila, pari al 39,9% della popolazione. Erano 24 milioni e 300
mila, pari al 41,2% nel 2013.
Ancora una volta e' il Nord a dettare il passo. L'analisi
territoriale mostra una differente attitudine alla pratica
sportiva tra le diverse regioni del Paese che, probabilmente,
riflette anche una diversa disponibilita' di strutture
organizzate. Le regioni settentrionali, in particolare la
Provincia Autonoma di Bolzano (38,7%), quella di Trento (30,7%),
la Valle d'Aosta (30,2%) e la Lombardia (28,5%), rappresentano la
zona del Paese con la quota piu' elevata di persone che praticano
sport in modo continuativo. Le regioni del Meridione si
caratterizzano per la quota piu' bassa di persone che dichiarano
di dedicarsi allo sport nel tempo libero, fatta eccezione per la
Sardegna dove il 30,8% dichiara di praticare attivita' sportiva
in modo continuativo o saltuario. Le regioni che registrano la
piu' bassa quota di praticanti sportivi sono la Campania (17,9%),
la Basilicata (21,7%), la Calabria (23,3%) e la Sicilia (23,4%).
(Ekp/ Dire)
12:17 26-04-16

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SANITA'. OSSERVASALUTE: CONTINUA CALO FUMATORI, 10 MILIONI IN ITALIA
LEGGERO AUMENTO DEI CONSUMI DI ALCOLICI

(DIRE) Roma, 26 apr. - In Italia continuano a calare i fumatori:
sono poco piu' di 10 milioni i fumatori in Italia nel 2014, poco
meno di 6 milioni e 200 mila uomini e poco piu' di 4 milioni di
donne. Si tratta del 19,5% della popolazione di 14 anni e oltre.
È quanto emerge dalla XIII edizione del Rapporto Osservasalute
2015, l'analisi dello stato di salute della popolazione e della
qualita' dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane
presentata oggi a Roma all'Universita' Cattolica. Continua dunque
il trend in lenta discesa dei fumatori: nel 2010 infatti fumava
il 22,8% degli over-14, nel 2011 il 22,3%, nel 2012 il 21,9% e
nel 2013 il 20,9%. Anche il numero medio di sigarette fumate al
giorno diminuisce in un trend continuo dal 2001, passando da una
media di 14,7 sigarette nel 2001 a 12,1 del 2014, una variazione
che conferma la tendenza alla riduzione di tale abitudine,
sebbene tale valore sia invariato rispetto al 2013. Sempre
rispetto a questo anno e' aumentato il numero di regioni che
superano o eguagliano il valore nazionale in termini di
prevalenza di fumatori sulla popolazione di 14 anni e oltre. Si
tratta, infatti, di 12 tra regioni e Province autonome (le prime,
in ordine decrescente in termini di prevalenza, sono Campania,
Umbria, Lazio e Abruzzo), con la piu' alta prevalenza di fumatori
registrata in Campania (22,1%), seguita dall'Umbria (21,2%). La
Calabria presenta la minore prevalenza di fumatori di sigarette
(16,2%), seguita dalla Pa di Trento (16,3%). La prevalenza di
fumatori e' piu' elevata nei Comuni grandi, sia del centro sia
della periferia dell'area metropolitana (rispettivamente, 19,5% e
21,9%), rispetto ai piccoli Comuni con meno di 2.000 abitanti,
che fanno registrare il 17,4% di fumatori.(SEGUE)
(Ekp/ Dire)
12:18 26-04-16

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DRS0041 3 LAV 0 DRS / WLF

SANITA'. OSSERVASALUTE: CONTINUA CALO FUMATORI, 10 MILIONI IN ITALIA -2-


(DIRE) Roma, 26 apr. - Quello del fumo, pero', e' un vizio duro a
morire tra i giovani. Le fasce di eta' che risultano piu'
critiche sia per gli uomini che per le donne sono, nel 2014,
proprio quella dei giovani tra i 20-24 e 25-34 anni in cui,
rispettivamente, il 28,8% e 33,5% degli uomini e il 20,5% e il
19,3% delle donne si dichiarano fumatori. Ma i piu' accaniti sono
gli over 50, in particolare gli uomini e le donne tra i 55 e 59
anni, che arrivano a fumare rispettivamente 15 e 12,3 sigarette
al giorno.
Per quanto riguarda il consumo di alcol, si registra un
leggero aumento dei consumi. Secondo Osservasalute, nel 2014 la
percentuale dei non consumatori (astemi e astinenti negli ultimi
12 mesi), e' pari al 35,6% degli individui di eta' con piu' di 11
anni rispetto al 2013 (34,9%), sebbene l'analisi regionale
evidenzi un aumento della percentuale dei non consumatori
rispetto all'anno precedente, in particolare in Toscana (+5,2
punti percentuali), e una diminuzione soprattutto in Piemonte (-3
punti percentuali) e in Friuli Venezia Giulia (-3,2 punti
percentuali). La regione con il piu' basso valore di prevalenza
dei non consumatori, nel 2014, e' la Pa di Bolzano.
Resta invariata invece la quota di consumatori a rischio. La
prevalenza dei consumatori a rischio, nel 2014, e' pari al 22,7%
per gli uomini e all'8,2% per le donne, ed e' rimasta pressoche'
stabile rispetto al 2013 (23,4% e 8,8%, rispettivamente).
L'analisi territoriale mostra delle diminuzioni significative
rispetto alla precedente rilevazione solo in Emilia-Romagna tra
gli uomini (-4,6 punti percentuali) e in Campania tra le donne
(-2,7 punti percentuali).
(Ekp/ Dire)
12:18 26-04-16

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DRS0042 3 LAV 0 DRS / WLF

SANITA'. OSSERVASALUTE: SPESA SANITA' STABILE, PIU' BASSA TRA PAESI OCSE
IN ITALIA 1.817 EURO PRO CAPITE, PROSEGUE CALO DISAVANZO

(DIRE) Roma, 26 apr. - Nel 2014 la spesa sanitaria pubblica pro
capite in Italia e' di 1.817 euro, del tutto in linea con il
valore dell'anno precedente, segnando cosi' un arresto del trend
in diminuzione dal 2010. È quanto emerge dalla XIII edizione del
Rapporto Osservasalute 2015, l'analisi dello stato di salute
della popolazione e della qualita' dell'assistenza sanitaria
nelle Regioni italiane presentata oggi a Roma all'Universita'
Cattolica. Con questo valore medio, l'Ocse pone l'Italia tra i
Paesi che spendono meno, tra i 32 dell'area, in termini pro
capite. Nell'ultimo anno, ad esempio, il Canada ha speso oltre il
100% in piu' per ogni cittadino rispetto all'Italia, la Germania
il 68% e la Finlandia il 35%, con la conseguenza che l'Italia si
posiziona all'estremo inferiore dei valori pro capite insieme a
Paesi per lo piu' dell'Europa dell'Est. La spesa pro capite piu'
alta si registra in Molise (2.226 euro) e la piu' bassa in
Campania (1.689 euro). Il gap e' di 537 euro.
Fra il 2013 e il 2014 12 regioni hanno ridotto la loro spesa
sanitaria pro capite, mentre 9 ne hanno incrementato il valore.
Fra queste ultime, 3 sono regioni in Piano di Rientro (Campania
+0,18%, Puglia +1,07% e Molise +6,23%). Le regioni piu' virtuose,
con una riduzione superiore al 2%, appartengono al Nord Italia
(Friuli Venezia Giulia, Valle d'Aosta e Piemonte).
Nel 2014 il disavanzo sanitario nazionale ammonta a circa 864
milioni di euro, in netta diminuzione rispetto al 2013 (1,744
miliardi di euro). Si conferma, ancora una volta, il trend di
sistematica riduzione che si e' registrato a partire dal 2005. La
generalizzata riduzione dei deficit, il miglioramento della
situazione nella maggior parte delle regioni assoggettate a piano
di rientro e la presenza di numerose regioni in equilibrio,
inducono anche quest'anno, per quanto riguarda la dimensione
economico-finanziaria, a un cauto ottimismo.(SEGUE)
(Ekp/ Dire)
12:18 26-04-16

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ADN0246 7 ECO 0 ADN ECO NAZ

SANITA': SEMPRE MENO RISORSE PER PERSONALE, SPESA SSN LA PIU' TAGLIATA =

Roma, 26 apr. (AdnKronos Salute) - In Italia si spende sempre meno per
il personale sanitario, che rappresenta la voce di spesa che ha subito
i maggiori tagli tra il 2010 e il 2013. Nel 2013 l'esborso per il
settore ammonta infatti a 35,169 miliardi di euro, circa il 32% della
spesa totale, e registra un decremento dell'1,4% medio annuo (-4,1%
assoluto) nel triennio, a fronte di una riduzione media annua della
spesa sanitaria dell'1% (-2,9% assoluto). E' il dato del Rapporto
Osservasalute 2015, presentato oggi all'università Cattolica di Roma.

La diminuzione della spesa - spiegano gli esperti - è sostanzialmente
il risultato delle politiche di blocco del turnover attuate dalle
Regioni sotto piano di rientro e delle misure di contenimento della
spesa per il personale, portate avanti autonomamente dalle altre
Regioni, nonché dell'utilizzo di forme alternative (personale
interinale) di acquisizione delle risorse umane. (segue)

(Ram/AdnKronos)

ISSN 2465 - 1222
26-APR-16 12:20

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ADN0247 7 ECO 0 ADN ECO NAZ

SANITA': SEMPRE MENO RISORSE PER PERSONALE, SPESA SSN LA PIU' TAGLIATA (2) =

(AdnKronos Salute) - In ogni caso sembrano aprirsi spiragli: anche se
nel 2013 continua la contrazione del personale, ciò accade con un
tasso inferiore rispetto agli anni precedenti. Nel 2013 sono state
assunte infatti 85,6 persone ogni 100 pensionati, mentre nel 2012 il
rapporto si attestava a 68,9 ogni 100.

"Il rallentamento della riduzione del personale è un fatto positivo -
spiega Alessandro Solipaca, segretario scientifico dell'Osservatorio
nazionale sulla salute nelle regioni italiane, che pubblica
l'Osservasalute - ma non va dimenticato che le riduzioni di personale
sono state più consistenti nelle regioni con maggiori deficit di
bilancio. Il fattore preoccupante per la sanità pubblica è che i tagli
di personale operati nel corso degli ultimi anni potrebbero produrre
degli effetti sull'erogazione e sulla qualità dell'assistenza, e per
di più in maniera differenziata nelle diverse aree del Paese".

(Ram/AdnKronos)

ISSN 2465 - 1222
26-APR-16 12:20

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SANITA'. OSSERVASALUTE: IN ITALIA POCA PREVENZIONE, SOLO 5 MLD EURO
MANCANO ALL'APPELLO 930 MILIONI

(DIRE) Roma, 26 apr. - L'Italia e' un Paese che fa poca
prevenzione. La spesa, che comprende sia vaccinazioni e screening
ma anche la tutela della collettivita' e l'attenzione ai rischi
negli ambienti di vita, di lavoro e degli alimenti, ammonta a
circa 4,9 miliardi di euro e rappresenta il 4,2% (dati
dell'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) della
spesa sanitaria pubblica. La percentuale di spesa per la
prevenzione prevista dal Piano Sanitario Nazionale (livello
fissato nel Patto per la Salute 2010-2012) e' del 5%. Sono poche
le regioni che raggiungono tale livello e a livello nazionale
mancano all'appello 930 milioni di euro da dedicare alla
prevenzione. È quanto emerge dalla XIII edizione del Rapporto
Osservasalute 2015, l'analisi dello stato di salute della
popolazione e della qualita' dell'assistenza sanitaria nelle
Regioni italiane presentata oggi a Roma all'Universita' Cattolica.
Secondo i dati Ocse (che indicano che la spesa per la
prevenzione e' cresciuta del 5,6% annuo nel periodo 2005-2009,
mentre si e' poi ridotta mediamente dello 0,3% annuo tra
2009-2013), anche in Italia uno dei settori che fino ad oggi ha
subito di piu' le politiche di razionamento e' quello della
prevenzione: infatti, e' facile tagliare gli investimenti alle
politiche di prevenzione che, come si sa, danno spesso il loro
ritorno a distanza di anni, tempo giudicato incompatibile con
l'orizzonte temporale di chi e' costantemente alle prese con i
bilanci annuali o le campagne elettorali. Eppure e' ben
conosciuto l'impatto in termini economici della 'mancata
prevenzione': un'imponente lievitazione della spesa sanitaria per
il peggioramento delle condizioni di salute della popolazione e,
quindi, un aumento della domanda e dei bisogni socio-sanitari, in
particolare per la disabilita' legata all'aumentata prevalenza
delle patologie croniche. Il quadro che si configura nel nostro
Paese e' caratterizzato, inoltre, da una scarsa attenzione da
parte dei cittadini alla tutela della propria salute, segnato da
una scarsa percezione del rischio e/o da una irresponsabilita'
personale alquanto diffusa che puo', per questo, essere
annoverata tra i problemi che negli ultimi decenni stanno
contribuendo a orientare la 'nave' della sanita' nella direzione
della 'tempesta perfetta', ossia una situazione in cui, a causa
dei diversi fattori, il nostro SSN potrebbe incontrare seri
rischi di non servire adeguatamente i suoi 'passeggeri'.
(Ekp/ Dire)
12:18 26-04-16

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SANITA'. OSSERVASALUTE: ITALIANI 'DISATTENTI', IN CALO LE VACCINAZIONI
ANTINFLUENZALE, DAL 2003 -22,7% DI COPERTURA TRA OVER 65

(DIRE) Roma, 26 apr. - La scarsa attenzione degli italiani sul
tema della prevenzione si riverbera soprattutto sul ricorso alle
vaccinazioni. Se nel 2013, per quelle obbligatorie (Tetano,
Poliomielite, Difterite ed Epatite B) si registrava il
raggiungimento dell'obiettivo minimo stabilito nel vigente Piano
Nazionale Prevenzione Vaccinale (PNPV) - in accordo con le
raccomandazioni dell'OMS - pari ad almeno il 95% di copertura
entro i 2 anni di eta', nel periodo 2013-2014 si registrano
valori di copertura al di sotto dell'obiettivo minimo stabilito,
pur rimanendo comunque al di sopra del 94%. Lo stesso andamento
in diminuzione si evidenzia per le coperture di alcune
vaccinazioni raccomandate, quali anti-Hib e Pertosse. È quanto
emerge dalla XIII edizione del Rapporto Osservasalute 2015,
l'analisi dello stato di salute della popolazione e della
qualita' dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane
presentata oggi a Roma all'Universita' Cattolica.
Quanto al vaccino antinfluenzale, e' significativo il calo
delle adesioni tra gli anziani, che sono peraltro proprio una
delle fasce di popolazione piu' a rischio di complicanze
dell'influenza. Negli anziani ultra 65enni la copertura
antinfluenzale in nessuna regione raggiunge i valori considerati
minimi (75%) e ottimali (95%) dal PNPV. Nell'arco temporale
2003-2004/2014-2015, per quanto riguarda la copertura vaccinale
degli ultra 65enni, si e' registrata una diminuzione a livello
nazionale del 22,7%, passando dal 63,4% al 49% di questo gruppo.
(Ekp/ Dire)
12:18 26-04-16

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DIR0191 3 REG 0 RR1 / ROM

(LZ) SANITA'. OSSERVASALUTE: SPERANZA VITA INFERIORE A MEDIA ITALIA
UOMINI PARI A 80 ANNI, DONNE A 84,5 ANNI

(DIRE) Roma, 26 apr. - La speranza di vita alla nascita, nel
2015, e' pari a 80,0 anni per gli uomini ed a 84,5 anni per le
donne (valore nazionale: uomini 80,1 anni e donne 84,7 anni).
Evidente e' il vantaggio femminile in termini di sopravvivenza,
ma il divario continua a ridursi pur risultando ancora
consistente (+4,5 anni) a favore delle donne. E' quanto emerge
dalla XIII edizione del Rapporto Osservasalute (2015),
un'approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e
della qualita' dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane
presentata oggi a Roma all'Universita' Cattolica.
Nel periodo 2002-2015, si osserva, per il genere maschile, un
trend in aumento (+3,0 anni), ma altalenante con valori tutti
inferiori ai dati nazionali. Anche per il genere femminile si
osserva un trend in aumento (+2,0 anni), altalenante e con valori
tutti inferiori ai valori italiani. A livello nazionale, inoltre,
l'incremento nel periodo temporale considerato e' stato pari a
+2,9 anni per gli uomini e +1,7 anni per le donne. È da
evidenziare come nel 2015 si registrino valori in diminuzione per
entrambi i generi, sia a livello regionale che nazionale (in
Italia il valore del 2015 risulta essere il primo valore in
diminuzione dal 2002 per gli uomini e dal 2005 per le donne).
(Mel/ Dire)
12:19 26-04-16

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DIR0192 3 REG 0 RR1 / ROM

(LZ) SANITA'. OSSERVASALUTE: MORTALITA' IN DIMINUZIONE PER UOMINI E DONNE


(DIRE) Roma, 26 apr. - I dati di mortalita', nel 2012, risultano
pari a 105,6 per 10.000 per gli uomini ed a 70,1 per 10.000 per
le donne (valore nazionale: uomini 105,4 per 10.000 e donne 67,5
per 10.000). Nell'intervallo temporale 2006-2012, si registra sia
per gli uomini (-1,1% vs -6,4% valore nazionale) che per le donne
(-1,2% vs -1,8% valore nazionale) una minima diminuzione. E'
quanto emerge dalla XIII edizione del Rapporto Osservasalute
(2015), un'approfondita analisi dello stato di salute della
popolazione e della qualita' dell'assistenza sanitaria nelle
Regioni italiane presentata oggi a Roma all'Universita' Cattolica.
Rispetto ai valori nazionali, i dati registrati per gli uomini
sono minori fino al 2010 e presentano un andamento in diminuzione
ad eccezione del dato del 2007. Dal 2010 in poi i dati risultano
maggiori rispetto ai dati Italia e risultano tra loro in
controtendenza. A livello nazionale, invece, dal 2006 al 2010 si
osserva un andamento in diminuzione, mentre dopo il 2009 si
osserva una sostanziale stabilita' del dato. Per il genere
femminile i dati risultano tutti maggiori rispetto ai valori
Italia e presentano un andamento altalenante con tendenza ad un
netto aumento negli ultimi 2 anni. A livello nazionale, invece,
l'andamento in aumento che si osserva negli ultimi 3 anni e' meno
marcato.
(Mel/ Dire)
12:19 26-04-16

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DIR0193 3 REG 0 RR1 / ROM

(LZ) SANITA'. OSSERVASALUTE: NEL LAZIO OBESITA' IN DIMINUZIONE


(DIRE) Roma, 26 apr. - La prevalenza di persone di eta' 18 anni
ed oltre in condizione di sovrappeso e' pari, nel 2014, a 34,6%
(valore nazionale 36,2%). Nell'arco temporale 2005-2014, i dati
del Lazio risultano sia minori che sovrapponibili ai valori
Italia con valori compresi tra 33,7-35,8%. Anche a livello
nazionale l'andamento e' molto simile (range 34,7-36,2%) e
considerando l'ultimo anno in esame il dato e' in aumento ed e'
anche il piu' alto registrato nell'arco di tempo osservato.
Situazione opposta, considerando l'ultimo anno in esame, si
osserva nel Lazio poiche' il dato e' in diminuzione. Considerando
l'intero periodo temporale nella regione in esame si e'
registrato un lievissimo decremento pari a -0,3% (valore
nazionale +4,3%). E' quanto emerge dalla XIII edizione del
Rapporto Osservasalute (2015), un'approfondita analisi dello
stato di salute della popolazione e della qualita'
dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane presentata oggi
a Roma all'Universita' Cattolica.
La prevalenza di persone di eta' 18 anni ed oltre obese e'
pari, nel 2014, a 8,3% (valore nazionale 10,2%). Nell'arco
temporale 2005-2014, i dati del Lazio presentano un andamento
oscillante (valori compresi tra 8,1-10,6%) con valori sia
inferiori che superiori ai dati nazionali che presentano, invece,
un andamento alquanto lineare (variazioni comprese tra
9,9-10,4%). Da evidenziare e' l'andamento in contrapposizione dei
dati relativi all'ultimo anno tra Italia e Lazio. Considerando
l'intero periodo temporale nel Lazio si e' registrato un
decremento pari a -11,7% (valore nazionale +3,0%).
(Mel/ Dire)
12:19 26-04-16

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DIR0194 3 REG 0 RR1 / ROM

(LZ) SANITA'. OSSERVASALUTE: NEL LAZIO 42% NON PRATICA SPORT


(DIRE) Roma, 26 apr. - Nel Lazio la prevalenza di coloro che
dichiarano di non praticare sport e' pari a 42,4% (valore
nazionale 39,9%). Nel complesso, considerando l'arco temporale
2005-2014, i dati mostrano un andamento oscillante (differenza
tra il valore massimo e minimo pari a circa 5 punti percentuali)
con valori tutti superiori rispetto ai dati nazionali. A livello
nazionale, si osserva un andamento piu' lineare con un range meno
ampio (differenza tra il valore massimo e minimo pari a circa 3
punti percentuali). Considerando l'intero periodo temporale nel
Lazio si e' registrato un minimo aumento pari a +2,2% (valore
nazionale +0,3%). E' quanto emerge dalla XIII edizione del
Rapporto Osservasalute (2015), un'approfondita analisi dello
stato di salute della popolazione e della qualita'
dell'assistenza sanitaria nelle Regioni italiane presentata oggi
a Roma all'Universita' Cattolica.
(Mel/ Dire)
12:19 26-04-16

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DIR0195 3 REG 0 RR1 / ROM

(LZ) SANITA'. OSSERVASALUTE: NEL LAZIO AUMENTA TASSO FECONDITA'


(DIRE) Roma, 26 apr. - Il tasso di fecondita' totale, nel 2015,
e' pari a 1,42 figli per donna (valore nazionale 1,39 figli per
donna) risultando inferiore al livello di sostituzione (circa 2,1
figli per donna) che garantirebbe il ricambio generazionale.
Nell'arco temporale 2002-2015, si osserva che la ripresa dei
livelli di fecondita', in atto a livello nazionale fino al 2010,
e' stata nelle Lazio alquanto sovrapponibile. Dopo il 2010 a
livello nazionale e dopo il 2008 nella regione in esame i valori
diminuiscono, anche se con qualche minima oscillazione in
controtendenza. Considerando l'intero periodo nel Lazio il tasso
di fecondita' e' aumentato del 18,3% (valore nazionale +9,4%). E'
quanto emerge dalla XIII edizione del Rapporto Osservasalute
(2015), un'approfondita analisi dello stato di salute della
popolazione e della qualita' dell'assistenza sanitaria nelle
Regioni italiane presentata oggi a Roma all'Universita' Cattolica.
(Mel/ Dire)
12:20 26-04-16

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DIR0196 3 REG 0 RR1 / ROM

(LZ) SANITA'. OSSERVASALUTE: NEL LAZIO AUMENTA USO ANTIDEPRESSIVI
IN CRESCITA ANCHE CONSUMO FARMACI

(DIRE) Roma, 26 apr. - Il consumo di farmaci antidepressivi, nel
2014, e' pari a 34,8 DDD/1.000 ab die (valore nazionale 39,3
DDD/1.000 ab die). Nel periodo 2005-2014 si osserva un trend in
aumento (+26,9%). Da evidenziare, pero', e' il dato dell'ultimo
anno che risulta in controtendenza sia all'andamento degli anni
precedenti che all'andamento nazionale. Un andamento in aumento
si riscontra anche a livello nazionale (+50,1%) ma risulta molto
piu' marcato. E' quanto emerge dalla XIII edizione del Rapporto
Osservasalute (2015), un'approfondita analisi dello stato di
salute della popolazione e della qualita' dell'assistenza
sanitaria nelle Regioni italiane presentata oggi a Roma
all'Universita' Cattolica.
Il consumo di farmaci, nel 2014, e' pari a 1.188 DDD/1.000 ab
die (valore nazionale 1.039 DDD/1.000 ab die). Nell'arco
temporale 2001-2014 si osserva un trend in aumento (+56,1%). Un
andamento in aumento ma di poco inferiore si riscontra anche a
livello nazionale (+54,2% valore nazionale) e i dati Italia
risultano tutti inferiori.
(Mel/ Dire)
12:20 26-04-16

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DIR0197 3 REG 0 RR1 / ROM

(LZ) SANITA'. OSSERVASALUTE: NEL LAZIO AUMENTANO DONATORI, +40,7%


(DIRE) Roma, 26 apr. - Nel Lazio i donatori utilizzati, nel 2013,
sono 83 (valore nazionale 1.102). Considerando l'arco temporale
2005-2013 i donatori registrano un marcato aumento pari a +40,7%.
A livello nazionale, invece, si registra una diminuzione (-1,4%).
E' quanto emerge dalla XIII edizione del Rapporto Osservasalute
(2015), un'approfondita analisi dello stato di salute della
popolazione e della qualita' dell'assistenza sanitaria nelle
Regioni italiane presentata oggi a Roma all'Universita' Cattolica.
(Mel/ Dire)
12:20 26-04-16

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