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SANITA'. GIMBE: TUTELA SALUTE CONTINUERÀ A NON ESSERE UGUALE PER TUTTI

giovedì 15 febbraio 2018


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FACT CHECKING DELL'OSSERVATORIO SU PROPOSTE ELETTORALI

(DIRE) Roma, 15 feb. - Dal punto di vista etico, sociale ed
economico e' inaccettabile che il diritto costituzionale alla
tutela della salute, affidato ad una leale quanto utopistica
collaborazione tra Stato e Regioni, sia condizionato da politiche
sanitarie regionali e decisioni locali che generano
diseguaglianze nell'offerta di servizi e prestazioni sanitarie,
alimentano sprechi e inefficienze ed influenzano gli esiti di
salute della popolazione.
"Un variegato elenco di variabilita' regionali - afferma in un
comunicato Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE
- dimostra che l'universalismo, fondamento del nostro SSN, si sta
inesorabilmente disgregando sotto gli occhi di tutti, anche di
una politica miope che non intende restituire agli Italiani un
diritto fondamentale sancito dalla Costituzione. Ecco perche' il
periodo pre-elettorale e' il momento giusto per condividere con i
cittadini alcuni numeri inquietanti, che testimoniano come il
diritto alla tutela della salute sia ormai legata al CAP di
residenza da cui dipendono anche forti differenze nei 'prelievi'
dalle tasche dei cittadini (ticket, addizionali IRPEF)".(SEGUE)
(Com/Pic/ Dire)
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(DIRE) Roma, 15 feb. - Nel Rapporto "Mortalita' Evitabile (con
intelligenza)" 2018, il Trentino Alto Adige conquista la prima
posizione tra le Regioni sia per uomini che donne, mentre la
Campania resta inchiodata sul fondo di entrambe le classifiche
con Napoli ultima tra le province: sia per gli uomini (30 giorni
pro-capite perduti, rispetto ai 18,4 di Rimini in prima
posizione) che per le donne (18 giorni pro-capite perduti,
rispetto ai 10,4 di Treviso in prima posizione).

ADEMPIMENTI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA (LEA). L'ultimo
report del Ministero della Salute, relativo al 2015, dimostra che
il punteggio massimo della Toscana (212) e' esattamente il doppio
di quello minimo della Campania (106). Cio' significa che a
parita' di risorse assegnate dallo Stato l'esigibilita' dei LEA
da parte dei cittadini campani e' pari al 50% di quelli toscani.
- Programma Nazionale Esiti (PNE). Le performance ospedaliere
documentate dal PNE 2017 sono un variopinto patchwork di cui e'
possibile cogliere anche le sfumature, perche' oltre alle
variabilita' tra Regioni rileva quelle tra singoli ospedali.
Ad esempio, la percentuale di parto cesareo primario, a fronte
di una media nazionale del 24,5%, varia dal 6% al 92%; quella di
interventi chirurgici entro 48 ore nei pazienti
ultrasessantacinquenni con frattura di femore varia dal 3% al 97%
(media nazionale 58%); la mortalita' a 30 giorni dal ricovero per
infarto acuto del miocardio oscilla da 0% al 21% (media nazionale
8,6%); gli interventi di colecistectomia laparoscopica con
degenza post-operatoria inferiore ai 3 giorni, a fronte di una
media nazionale del 72,7%, hanno un range tra i vari ospedali che
varia addirittura da 0% a 100%.(SEGUE)
(Com/Pic/ Dire)
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(DIRE) Roma, 15 feb. - E ancora:

MOBILITÀ SANITARIA. Nel 2016 vale ben 4,16 miliardi di euro
'spostati' prevalentemente da Sud a Nord. In pole position per
mobilita' attiva la Lombardia con 937,8 milioni, fanalino di coda
per mobilita' passiva il Lazio con -542,2 milioni. Il saldo della
mobilita' vede sempre la Lombardia in testa con un 'utile' di
597,6 milioni e fanalino di coda la Campania con un 'passivo' di
282,5 milioni.

SPESA FARMACEUTICA. Secondo il Rapporto OSMED 2016, pubblicato
dall'Agenzia Italiana del Farmaco, la spesa convenzionata lorda
pro-capite per i farmaci rimborsati dal SSN oscilla da 128,77
della PA di Bolzano ai 219,18 euro della Campania (media
nazionale 175,25). Quella per i farmaci acquistati dalle
strutture sanitarie pubbliche da 145,32 della Valle D'Aosta a
240,64 della Campania (media nazionale € 195,84). La percentuale
della spesa per i farmaci equivalenti, tra quelli a brevetto
scaduto, varia dal 10,2% della PA di Trento al 3,9% della
Calabria (media nazionale 6,2%) - Ticket. Le regole applicate da
ciascuna Regione hanno generato una giungla inestricabile, con
differenze degli importi da corrispondere per farmaci e
prestazioni e delle regole per le esenzioni. Dai ticket sanitari
nel 2016 le Regioni hanno incassato 2,86 miliardi di euro,
corrispondenti a una quota pro-capite di 47 con notevoli
variabilita' regionali. Per i farmaci la quota oscilla da 33,6
della Campania a 15 del Friuli Venezia Giulia, a fronte di una
media nazionale di 24 euro. Per le prestazioni sanitarie, di
specialistica ambulatoriale e pronto soccorso, dai 131 della
Valle D'Aosta ai 16,7 della Campania (media nazionale 23).(SEGUE)
(Com/Pic/ Dire)
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(DIRE) Roma, 15 feb. - Infine:

ADDIZIONALI REGIONALI IRPEF. Per l'anno 2017 quelle minime
oscillano dallo 0,70% del Friuli Venezia Giulia al 2,03% della
Campania, mentre le addizionali massime dal 1,23% di PA di
Bolzano, PA di Trento, Sardegna, Valle d'Aosta, Veneto e Friuli
Venezia Giulia al 3,33% di Lazio e Campania.
Dal monitoraggio dell'Osservatorio GIMBE emerge che numerosi
programmi elettorali dichiarano la volonta' di risolvere le
diseguaglianze regionali, richiamando l'articolo 32 della
Costituzione e i princi'pi di universalismo ed equita'; tuttavia,
le proposte concrete per garantire un accesso uniforme ai LEA da
parte di tutti i cittadini sono veramente irrisorie. Non mancano
addirittura programmi che, al contrario, puntano su un
"rafforzamento delle autonomie locali" e su "maggiori autonomie
delle Regioni". Incomprensibili, infine, le dichiarazioni
pubbliche di voler rimettere mano al Titolo V, in assenza di
esplicite proposte in tal senso nel programma elettorale.
"Il prossimo esecutivo- conclude Cartabellotta- senza
necessariamente mettere in campo improbabili riforme
costituzionali, ha il dovere etico di trovare soluzioni tecniche
per potenziare le capacita' di indirizzo e verifica dello Stato
sui 21 sistemi sanitari regionali, nel pieno rispetto delle loro
autonomie. Dal monitoraggio piu' analitico degli adempimenti LEA
ad un ripensamento dei Piani di rientro, dal collegamento tra
criteri di riparto e sistemi premianti alla diffusione delle best
practice regionali, dalla idoneita' della Conferenza
Stato-Regioni come strumento di raccordo tra Stato ed enti
territoriali alla gestione della 'questione meridionale'".
(Com/Pic/ Dire)
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