SANITA'': LORENZIN, CAMBIARE MODELLI COMMISSARIAMENTO E COLMARE GAP SUD

mercoledì 23 maggio 2018



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      Bilancio di 5 anni al ministero segnati da un nuovo modo di
collaborare con Regioni
      Roma, 23 mag. (AdnKronos Salute) - Importanti risultati su "malattie
rare, farmaci innovativi e nuovi Lea", i livelli essenziali di
assistenza, grazie a un nuovo modo di lavorare in Conferenza
Stato-Regioni. A rivendicarli è il ministro uscente della Salute,
Beatrice Lorenzin, che fa un bilancio della sua attività al dicastero,
a margine di un incontro oggi alla Commissione Salute della Conferenza
delle Regioni. "Cinque anni molto complessi - afferma - in cui nel
Servizio sanitario nazionale abbiamo fatto molto", con ancora molte
cose da fare, in particolare per il Sud. "Bisogna cambiare i modelli
di commissariamento e intervenire in modo forte, anche con idee nuove,
per recuperare il gap organizzativo per cui i cittadini poi non hanno
accesso ai servizi, come invece accade in altre parti d''Italia".
      Guardando indietro, Lorenzin sottolinea: "Non mi piace parlare di
riforme, ma di azioni progettuali che abbiamo messo in campo per
risanare il Ssn ed essere pronti ad affrontare le sfide" del futuro
"per i nostri cittadini". Azioni che hanno riguardato, ad esempio,
temi come i farmaci innovativi, le malattie rare e l''aggiornamento dei
Lea. "Tutto questo - precisa - è partito dal Patto per la salute, un
nuovo modo di lavorare nella Conferenza Stato-Regioni. Siamo riusciti
a ottenere molte cose, grazie a un''alleanza che ho voluto tra
ministero della Salute e Regioni. Questo non ha tolto che io
esercitassi appieno il mio ruolo vigilante, ma con sempre di fondo una
volontà di mettere in campo misure volte a garantire sostenibilità del
nostro sistema universalistico".
      "Naturalmente - aggiunge il ministro - ci sono ancora molte cose da
fare". In particolare, occorre affrontare la questione del Sud:
"Bisogna cambiare i modelli di commissariamento; intervenire in modo
forte, anche con idee nuove, per recuperare un gap organizzativo per
cui i cittadini poi non hanno accesso ai servizi come invece accade in
altre parti d''Italia. Questo vuol dire anche la differenza drammatica
tra essere preso in carico oppure no. Ma bisogna anche investire in
ricerca, strutture d''avanguardia e credere nella capacità di operatori
e strutture sanitarie di esprimere appieno la loro competenza. Perché
- conclude Lorenzin - siamo ancora considerati tra i migliori al
mondo".
      (Mal/AdnKronos)
ISSN 2465 - 1222
23-MAG-18 15:37
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