SANITÀ. TAGLI A CURE FUORI REGIONE, FNOMCEO: STATO STRABICO

mercoledì 23 maggio 2018



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DIR1185 3 SAL  0 RR1 N/WEL / DIR /TXT 

 


(DIRE) Roma, 23 mag. - "La proposta della Commissione Salute
della Conferenza delle Regioni, che ha annunciato un piano di
ridimensionamento nel rimborso delle cure fuori Regione, va in
contraddizione totale con il programma di Governo. È uno Stato
strabico quello che, da una parte, a livello centrale, ribadisce
l'universalita' delle cure, l'equita' negli accessi e
l'uniformita' dei Livelli Essenziali di Assistenza, aumentando i
finanziamenti, e, dall'altra, a livello regionale, sterza in
direzione nettamente opposta". Cosi' il presidente della
Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli
Odontoiatri, Filippo Anelli, si unisce al coro di proteste che,
da Cittadinanzattiva alla Federazione Italiana Medici di Medicina
Generale, si e' sollevato alla notizia dei 'tagli', voluti dalle
Regioni, alle cure 'fuori sede' a carico del Servizio Sanitario
Nazionale.
   "Se messa in atto, questa proposta non fara' che aumentare le
disuguaglianze di salute, esasperando i cittadini. Sono stati
rilanciati proprio oggi i dati Istat sul divario tra Nord e Sud
sui presidi residenziali socio-assistenziali e socio-sanitari,
che evidenziano come  il 64% dei posti letto sia concentrato al
Nord, mentre il Sud deve accontentarsi del 10,4%. E se
l'assistenza territoriale e' carente - ha evidenziato ancora ieri
il Forum disuguaglianze e diversita', che riunisce otto
associazioni di cittadinanza attiva, presentando un seminario
sulle 'periferie' del paese, quelle definite come 'aree interne'
- aumenta anche il tasso di ospedalizzazione evitabile. Altri
dati di oggi, poi, quelli di una ricerca condotta dal Simeu,
dimostrano che la meta' delle aggressioni contro i professionisti
della sanita' avvengono nei pronto soccorso in condizioni di
sovraffollamento. È quindi un cane che si morde la coda: le
Regioni dove la Sanita' e' piu' efficiente e accessibile sono
destinate a migliorare, le altre al collasso" continua Anelli.
   "Noi medici siamo con i cittadini e con i sindacati a sostegno
di questa battaglia per la riduzione delle disuguaglianze, nel
rispetto dell'articolo 3 della Costituzione, dell'articolo 32
sulla tutela della salute, dei principi fondanti del Servizio
Sanitario Nazionale e dei precetti del Codice Deontologico,
secondo il quale il medico ha il dovere di prestare la migliore
assistenza senza discriminazione alcuna, quali che siano le
condizioni istituzionali o sociali nelle quali opera- afferma
ancora- Al nuovo Governo assicuriamo la nostra collaborazione
fattiva a supporto del programma, per il mantenimento e
l'implementazione dell'universalita' su base solidaristica del
Servizio sanitario Nazionale - conclude Anelli -. Ci aspetteremmo
che anche le Regioni si unissero a noi e diventassero
protagoniste dell'attuazione dell'Articolo 3 per cittadini con
pari dignita' sociale e uguali davanti alla legge, anche e
soprattutto per quanto riguarda la sanita' e la salute".
  (Comunicati/Dire)
16:41 23-05-18

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