Tumori: oncologi, in Italia costano 19 mld l'anno

venerdì 1 giugno 2018



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(AGI) - Roma, 1 giu. - I tumori costano circa 19 miliardi di
euro (18,9) ogni anno nel nostro Paese, le uscite per i farmaci
equivalgono a 4,5 miliardi (il 25% del totale) con un
incremento annuo di 400 milioni. Il sistema sanitario italiano
finora e' riuscito a garantire a tutti i cittadini i farmaci
anti-cancro innovativi. Grazie anche al Fondo di 500 milioni di
euro destinato a queste terapie fortemente voluto
dall'Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) nel 2016
e che oggi costituisce una misura strutturale. "Ma serve piu'
impegno da parte di tutti perche' il nostro sistema
universalistico continui a rendere possibile a tutti l'accesso
alle cure migliori - spiega Stefania Gori, presidente nazionale
AIOM -. I clinici con l'applicazione rigorosa dei criteri di
appropriatezza prescrittiva, l'Agenzia Italiana del Farmaco
(AIFA) premiando la reale innovazione e rendendo disponibili le
nuove molecole nel piu' breve tempo possibile, le Regioni con
la realizzazione effettiva delle Reti oncologiche, i pazienti e
i cittadini aderendo ai programmi di screening e seguendo stili
di vita sani, e l'industria favorendo la ricerca e mettendo a
disposizione i farmaci a prezzi equi. E' necessario anche uno
sforzo di ricerca clinica indipendente, finanziata dalle
agenzie nazionali e dai sistemi sanitari, atta a individuare
strategie terapeutiche che ottimizzino l'impiego di questi
farmaci. Serve quindi un'alleanza fra tutti gli attori
coinvolti". E' l'appello che la societa' scientifica lancia dal
54  Congresso dell'American Society of Clinical Oncology (ASCO)
che si apre oggi a Chicago con la partecipazione di oltre
39mila oncologi da tutto il mondo. "La lotta al cancro passa
dalla medicina di precisione e dalla sostenibilita' dei sistemi
sanitari - afferma Giordano Beretta, presidente eletto AIOM -.
I costi associati alle patologie tumorali in Italia sono stati
pari a 18,9 miliardi di euro nel 2015, il 57% rappresentato dai
costi diretti (per assistenza primaria, ambulatoriale,
ospedaliera, pronto soccorso, follow up e farmaci) e il 43%
costituito dalle perdite di produttivita' legate a mortalita',
disabilita' e pensionamento anticipato. Queste uscite sono
destinate ad aumentare, perche' il cancro e' soprattutto una
malattia della terza eta'. Nel 2017 sono state stimate nel
nostro Paese circa 369mila nuove diagnosi di cancro: piu' del
50%, cioe' oltre 184mila casi, riguarda proprio gli anziani. E
l'Italia, con una quota di over 65 pari al 22%, e' il secondo
Paese piu' vecchio al mondo dopo il Giappone". (AGI)
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(AGI) - Roma, 1 giu. - E' stato stimato che nei prossimi 15
anni in tutto il mondo verranno diagnosticati piu' di 21
milioni di nuovi casi di tumore ogni anno. "E' necessaria una
strategia unitaria per combattere la malattia che vada dalla
prevenzione, alle terapie, alla riabilitazione,
all'accompagnamento di fine vita, all'umanizzazione
dell'assistenza fino alla ricerca - evidenzia la dott.ssa Gori
-. Ed AIOM e' da sempre impegnata in progetti in grado di
incidere a 360 gradi sull'impatto di questa patologia nel
nostro Paese". "La nuova frontiera nel trattamento della
malattia e' la medicina di precisione in oncologia, un concetto
che dovrebbe essere applicato in modo ampio a qualsiasi tipo di
approccio sistemico nella terapia dei tumori solidi -
sottolinea il dott. Beretta -. Queste innovazioni implicano
costi rilevanti e impongono con forza il tema della
sostenibilita', nell'ambito di un servizio sanitario
universalistico come il nostro che offre ogni attivita'
diagnostica e terapia a titolo gratuito. Il Governo italiano
nel 2016 ha introdotto, su forte richiesta della nostra
societa' scientifica, uno strumento importante per garantire la
sostenibilita', un Fondo di 500 milioni di euro destinato ai
farmaci oncologici innovativi. Oggi il Fondo e' una misura
strutturale e sono 6 le molecole incluse in questo elenco
stilato dall'AIFA. Si tratta di uno strumento al momento
indispensabile con cui abbiamo garantito l'accesso alle terapie
innovative a tutti i pazienti, ma che rappresenta solo la
stampella in attesa che, proprio attraverso la medicina di
precisione, si ottimizzino scelte e risultati, consentendo
maggiori benefici a minor costi per il sistema. Vanno anche
eliminate le aree di inappropriatezza, evitando gli esami (in
particolare radiologici e strumentali) superati e talvolta
inutili". I farmaci antineoplastici e immunomodulatori hanno un
peso importante all'interno della spesa farmaceutica nazionale,
infatti nel 2016 hanno rappresentato la prima categoria
terapeutica a maggior spesa pubblica con 4,5 miliardi di euro.
"Questo valore, anche se significativo, equivale solo al 25%
dei costi sanitari relativi ai tumori - continua la dott.ssa
Gori -. Inoltre l'innovazione terapeutica e' un investimento
perche' permette di raggiungere traguardi importantissimi. Se
alla fine degli anni '70 solo poco piu' del 30% delle persone
colpite riusciva a sconfiggere la malattia e negli anni '90
questa percentuale arrivava al 47%, oggi circa 6 persone su
dieci sopravvivono al cancro e, quando non si arriva a
guarigione, si riesce comunque a trasformare il tumore in una
malattia cronica, con cui poter convivere per anni". (AGI)
Pgi (Segue)
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(AGI) - Roma, 1 giu. - "La prima 'ondata' della medicina di
precisione in oncologia - conclude la dott.ssa Gori - e' stata
costituita dalle terapie a bersaglio molecolare che hanno
cambiato l'aspettativa di vita in diverse neoplasie solide e in
un considerevole numero di quelle ematologiche, ma che hanno
anche mostrato limiti in termini di acquisizione di resistenza.
Ad esempio nel tumore del polmone questi trattamenti riescono a
controllare la malattia per un lungo periodo di tempo, pero'
sono efficaci solo nei pazienti che presentano specifiche
mutazioni genetiche: sono una minoranza, pari a circa il 15%,
soprattutto non fumatori. Nel caso dell'immunoterapia, che
progressivamente ha dimostrato efficacia in diversi tipi di
tumori solidi, a partire dal melanoma fino alle neoplasie del
rene e del polmone, con importanti prospettive anche in quelle
della vescica, del distretto testa collo, del fegato e del
colon-retto, dobbiamo invece ancora imparare come individuare i
pazienti responsivi al fine di ottimizzare l'impiego dei
farmaci, evitando trattamenti non utili nei pazienti che non
hanno possibilita' di beneficio, evitando in questo modo
tossicita' e costi inutili ed aumentando ulteriormente il
risultato di tali trattamenti". (AGI)
Pgi
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