Medici italiani emigranti, tra gli europei sono il 52%

sabato 27 aprile 2019


 

>>>ANSA/ Medici italiani emigranti, tra gli europei sono il 52%

Emirati offrono 20mila euro al mese, casa, autista e scuola

(di Silvana Logozzo)

(ANSA) - ROMA, 27 APR - La valigia di cartone è un ricordo da

film, la usavano i contadini del Sud in cerca di fortuna

altrove. I decenni sono passati, ma gli italiani continuano a

emigrare: non ne sono immuni i medici, che tra i camici bianchi

europei rappresentano il 52% di quelli che espatriano. Secondo i

dati della Commissione Ue è la percentuale europea più alta,

seguono a distanza i tedeschi con il 19%. La regione con il

maggior numero di medici che si trasferiscono è il Veneto, con

80 professionisti sui 1.500 che vanno via ogni anno. Secondo

Daniele Giordano, Segretario Generale Fp Cgil, i professionisti

della sanità veneta sono tra i meno pagati d'Italia: è la

quart'ultima regione nella classifica delle retribuzioni medie,

ultima regione del Nord Italia, sottolinea il sindacalista.

Proprio in questi giorni, raccontano dall'Azienda sanitaria di

Padova, gli Emirati Arabi stanno contattando specialisti

italiani e offrono dai 14 ai 20 mila euro al mese, l'interprete,

la casa, la scuola per i figli, assistenza e autista.

Tornando invece ai Paesi europei, le richieste di camici

bianchi arrivano soprattutto da Gran Bretagna, Svizzera,

Germania, Francia, Belgio, Olanda. La ricerca avviene attraverso

Linkedin o società di cacciatori di teste straniere

specializzate. E a quanto pare l'età non importa: nel giro di

poche settimane all'ospedale di Padova una nefrologa esperta ha

avuto un'offerta di lavoro dalla Francia, un altro specialista

di 55 anni ha ricevuto un invito in Svizzera e uno in Sudtirol

direttamente dall'assessore ai servizi sanitari.

"La situazione italiana è paradossale: da una parte alcune

regioni decidono di assumere neolaureati, medici in pensione o

specialisti dalla Romania perché nelle corsie c'è carenza di

medici. Dall'altra ci sono 10 mila medici specializzati in

attesa di chiamata, e altri 6 mila che stanno frequentando

l'ultimo anno di specializzazione ma nessuno li assume per via

del blocco del turn over e del contratto fermo da dieci anni. In

tanti vanno via, anche per fare la specializzazione visto che da

noi non ci sono borse di studio sufficienti", spiega il

segretario nazionale del sindacato Anaao Assomed Carlo Palermo.

"I motivi che inducono tanti camici bianchi a lasciare

l'Italia? All'estero c'è un accesso alla professione più

meritocratico, prospettive di carriera migliori e retribuzioni

molto più alte che in Italia", elenca Adriano Benazzato,

segretario Anaao in Veneto. E non solo: "Qui ci sono condizioni

di lavoro disastrose, turni massacranti e rischio collegato -

aggiunge Palermo - mettiamoci pure il fatto che lavorare nel

privato è decisamente più allettante: un medico che fa

intramoenia nel pubblico viene tassato al 45%, chi invece lavora

nel privato grazie alla flat tax per la stessa attività verserà

il 15%".

Tuttavia c'è anche chi non ci sta, e nonostante offerte più

che vantaggiose decide di restare. E' il caso di Andrea Rossi,

41 anni, geriatra presso l'Azienda ospedaliera universitaria di

Verona: "Mi ha contattato un'agenzia di cacciatori di teste, la

Global executive solutions offrendomi un posto di consulente

medico geriatrico di zona al Queen Elizabeth Hospital di

Norfolk. Mi hanno trovato su Linkedin. L'offerta era di 150 mila

sterline l'anno lorde, pari a 170 mila euro. In Italia ne

guadagniamo 71 mila". E conclude: "Se mi avessero trovato prima,

quando ero precario e lavoravo con un contratto a gettoni pagato

a ore, 10 euro lordi all'ora, avrei detto certamente di sì.

Adesso ho un contratto a tempo indeterminato, faccio ricerca e

ho tre figli piccoli. Ho deciso di restare".(ANSA).

LOG

27-APR-19 16:16 NNN