Sanità: 599 infermieri in pensione, ne mancano 2.482

sabato 11 maggio 2019


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   (ANSA) - PESCARA, 11 MAG - Circa 599 infermieri in Abruzzo
sono pronti ad andare in pensione anticipata approfittando della
clausola di "quota 100", con l'effetto di rendere ancora più
pesante la già grave carenza di personale sanitario nelle Asl,
che rischia di portare a un "buco" stimato in 2.482 unità,
pregiudicando ulteriormente la sicurezza delle cure per i
cittadini. Secondo i dati elaborati dal centro studi FNOPI
(Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche) alla
vigilia della giornata internazionale dell'infermiere, in
Abruzzo il fabbisogno rischia di salire a 155,93 professionisti
sanitari mancanti ogni 100mila abitanti, rispetto a una media
nazionale di 126.
   "La sanità non funziona senza infermieri" è lo slogan per le
celebrazioni di domani: in Abruzzo la giornata internazionale
dell'infermiere arriva a poche settimane dall'approvazione in
Giunta regionale dei programmi obiettivo delle quattro Asl,
finanziati in sede di Conferenza Stato-Regioni con risorse
vincolate pari a 27 milioni di euro del Fondo sanitario
nazionale, e dall'approvazione della delibera che introduce e
disciplina uno strumento di monitoraggio del personale in
servizio nelle aziende sanitarie abruzzesi. Gli obiettivi di
carattere prioritario e di carattere nazionale sono contenuti in
varie linee progettuali: multicronicità, promozione dell'equità
in ambito sanitario, terapia del dolore e sviluppo delle cure
palliative e terapia del dolore in area pediatrica, supporto al
piano nazionale della prevenzione, tecnologia sanitaria come
integrazione ospedale-territorio.
   "Si tratta di provvedimenti importanti - spiegano, in
rappresentanza degli oltre 11 mila infermieri abruzzesi, i
presidenti dei quattro Ordini provinciali delle professioni
infermieristiche di Chieti, L'Aquila, Pescara e Teramo Giancarlo
Cicolini, Maria Luisa Ianni, Irene Rosini e Cristian Pediconi -
che non possono però non tenere conto delle urgenze più volte
segnalate alle istituzioni regionali in termini di assistenza
sul territorio".(SEGUE).

     COM-HNZ/IC
11-MAG-19 14:47 NNN


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   (ANSA) - PESCARA, 11 MAG - Nel dettaglio, secondo le stime
del centro studi FNOPI, sono 1.996 gli infermieri in Abruzzo
che, al 31 dicembre 2018, hanno maturato i requisiti previsti da
"quota 100": di questi la Fnopi valuta che 599 potrebbero
effettivamente usufruirne, ovvero il 59,11% del personale
sanitario (compresi medici e altre figure) considerati in uscita
nei prossimi mesi. A questi si aggiungono 481 pensionamenti
ordinari, per raggiunti limiti di età a fine dicembre 2018, che
si vanno a sommare alla "strutturale" carenza di 1.452
infermieri rispetto alle reali esigenze dei cittadini. Di questi
ultimi ne mancano 719 necessari sul territorio per l'assistenza
alle persone fragili (non solo anziani, ma anche malati cronici,
non autosufficienti e altri pazienti che necessitano di una
gestione sanitaria costante) e altri 733 infermieri secondo i
parametri per le dotazioni organiche fissati dall'Unione europea
e che l'Italia e soprattutto l'Abruzzo non rispettano.
    "Non si tratta - aggiungono Giancarlo Cicolini, Maria Luisa
Ianni, Irene Rosini, Cristian Pediconi - di un problema solo
degli infermieri, ma riguarda tutti i cittadini in termini di
sicurezza, assistenza e accessibilità alle cure. Si assiste
inoltre a un aumento esponenziale della spesa privata per
l'assistenza e le cure da parte dei cittadini. Le famiglie
abruzzesi risultano terze in Italia per tasso di impoverimento
causato dalle spese sanitarie out of pocket. Un fenomeno che a
livello nazionale colpisce oltre 300mila famiglie, mentre
l'Abruzzo partecipa con circa 15mila famiglie finite al di sotto
della soglia di povertà per pagare le spese sanitarie. Emerge
quanto sia necessario un cambiamento di rotta, che deve vedere
l'applicazione di nuovi modelli organizzativi (infermiere di
famiglia, ospedali di comunità, ambulatori infermieristici) già
realizzati in altre regioni con ottimi risultati in termini di
assistenza e accessibilità alle cure. Il 17 dicembre 2018 il
MIUR ha dato l'ok alla proposta di modificare gli indirizzi
formativi degli infermieri. Oggi gli infermieri sono presenti
all'Istituto superiore di sanità, sono professori associati
nelle università, sono dirigenti, direttori e stimati
professionisti ed è per questo che nella nostra Regione non
vogliamo rimanere indietro. Desideriamo che i cittadini possano
beneficiare di un sistema e di un nuovo modo di fare sanità che
includa e coinvolga chi può fare molto per loro, in un lavoro
che sia di reale integrazione e collaborazione fra tutti i
professionisti sanitari nel rispetto naturalmente delle
competenze e delle responsabilità di ognuno".

     COM-HNZ/IC
11-MAG-19 14:48 NNN