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SANITA'. OSSERVASALUTE 2018: IN ITALIA MENO MORTI, MA PIU' MALATI CRONICI RAPPORTO AL GEMELLI: DA FUMO A SEDENTARIETA', STILI VITA LENTI A CAMBIARE

mercoledì 15 maggio 2019

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(DIRE) Roma, 15 mag. - Italiani ancora lenti a cambiare abitudini
nocive per la salute come fumo, sedentarieta' e alimentazioni
scorrette, ma nel Bel Paese si muore sempre meno, grazie
soprattutto ai miglioramenti nell'assistenza sanitaria e ai
traguardi della medicina moderna. E' quanto emerge dal 16esimo
Rapporto Osservasalute 2018, presentato oggi al policlinico
Gemelli. Il documento di 639 pagine - suddiviso tra una parte
dedicata alla salute e ai bisogni della popolazione, e un'altra
parte dedicata ai sistemi sanitari regionali - e' il frutto del
lavoro di 318 ricercatori dell'Osservatorio nazionale sulla
salute nelle Regioni italiane, che opera nell'ambito di Vihtaly,
spin off dell'Universita' Cattolica di Roma. A presentarlo oggi
il direttore scientifico dell'Osservatorio, Alessandro Solipaca,
e il direttore dell'Osservatorio, Walter Ricciardi.
   Tornando ai dati, come detto, si muore di meno. La mortalita'
prematura e' diminuita, dal 2004 al 2016, del 26,5% per gli
uomini e del 17,3% per le donne. In generale, in poco piu' di
trent'anni, il tasso standardizzato di mortalita' totale si e'
ridotto di oltre il 50% nel periodo 1980-2015 e il contributo
delle malattie cardiovascolari e' stato quello che piu' ha
influito sul trend in discesa della mortalita' (nello stesso
periodo la mortalita' per malattie ischemiche del cuore si e'
ridotta di circa il 63% e quella delle malattie cerebrovascolari
di circa il 70%).

TUMORI PRIMA CAUSA DI MORTE - Si muore meno di tumori che
restano, pero', la prima causa di morte tra i 19-64 anni:
nell'arco di tempo compreso tra il 2006-2016, diminuisce del 24%
per gli uomini (da 12,5 a 9,5 per 10.000) e del 12,6% per le
donne (da 8,7 a 7,6 decessi per 10.000). La mortalita' neonatale
e infantile e' significativamente diminuita nel nostro Paese e ha
raggiunto livelli tra i piu' bassi del mondo, anche migliori di
quelli osservati nei Paesi occidentali piu' sviluppati. Il tasso
di mortalita' infantile e' passato da 3,16 decessi per 1.000 nati
vivi a 2,81 per 1.000 nell'arco temporale 2010-2016.(SEGUE)
  (Mel/ Dire)
11:30 15-05-19

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(DIRE) Roma, 15 mag. - E ancora:

VITA MEDIA - Non a caso l'Italia, con 83,4 anni di vita media
attesa alla nascita nel 2016 (ultimo anno disponibile per i
confronti internazionali), e' da anni uno dei Paesi piu' longevi
nel contesto internazionale, secondo dopo la Spagna (83,5 anni)
tra i Paesi dell'Unione Europea (UE). Sempre nel 2016, il nostro
Paese si colloca direttamente al primo posto in Europa per la
piu' elevata speranza di vita alla nascita per gli uomini (81,0
anni), secondo gli ultimi dati disponibili da fonte europea
Eurostat. Per le donne, invece, si colloca al terzo posto (con
85,6 anni) dopo Spagna (86,3 anni) e Francia (85,7 anni).
L'Italia, rispetto alla media dei Paesi dell'Ue, presenta un
vantaggio di circa 3 anni per gli uomini (la media dell'Ue e'
pari a 78,2 anni) e 2,0 anni per le donne (la media dell'Ue e'
83,6 anni).

ITALIA PAESE DI FUMATORI - Sono circa 10 milioni e 370 mila i
fumatori in Italia nel 2017, poco piu' di 6 milioni e 300 mila
uomini e poco piu' di 4 milioni e 70.000 donne. Si tratta del
19,7% della popolazione di 14 anni e oltre. Il numero di coloro
che fumano e' rimasto pressoche' costante a partire dal 2014.

SOVRAPPESO - In Italia, nel 2017, si conferma che piu' di un
terzo della popolazione di eta' 18 anni ed oltre (35,4%) e' in
sovrappeso, mentre poco piu' di una persona su dieci e' obesa
(10,5%); complessivamente, il 45,9% dei soggetti di eta' maggiore
di 18 anni e' in eccesso ponderale. Questi valori non presentano
variazioni significative rispetto al 2016. In Italia, la quota
dei bambini e degli adolescenti in eccesso di peso e' pari al
24,2%. L'eccesso di peso raggiunge la prevalenza piu' elevata tra
i bambini di eta' 6-10 anni risultando pari a 32,9%. Al crescere
dell'eta', il sovrappeso e l'obesita' diminuiscono, fino a
raggiungere il valore minimo tra i ragazzi di eta' 14-17 anni
(14,4%).(SEGUE)
  (Mel/ Dire)
11:30 15-05-19

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(DIRE) Roma, 15 mag. - Infine:

MALATTIE CRONICHE - L'Italia e' sempre piu' vecchia (nel 2017,
gli ultra 65enni sono oltre 13,5 milioni, il 22,3% della
popolazione totale) e gravata da malattie croniche la cui
gestione, infatti, incide per circa l'80% dei costi sanitari. Nel
2017, il costo medio annuo grezzo della popolazione in carico ai
Medici di Medicina Generale del network Health Search, affetta da
almeno una patologia cronica e' stato di 708 euro. I costi medi
annui per i pazienti cronici aumentano progressivamente al
crescere dell'eta', raggiungendo il picco nelle fasce di eta'
80-84 anni (1.129 euro) e 75-79 anni (1.115 euro), per poi calare
leggermente nelle classi di eta' successive.

DEPRESSIONE E ASSISTENZA ANZIANI - Oltre alle malattie croniche,
tra le problematiche di salute che condizionano la vita di un
anziano ci sono i disturbi depressivi. Depressione per quasi 1
anziano su 5: disturbi depressivi per il 19,5% degli ultra
75enni. Differenze di genere a svantaggio delle donne, tra le
over 75 anni quasi una donna su quattro soffre di sintomi
depressivi (23,0%) a fronte del 14,2% tra gli uomini.
Carente l'assistenza dedicata agli anziani: infatti, in Italia,
nonostante l'elevata percentuale di ultra 80enni, e' ancora
troppo bassa la quota della spesa sanitaria complessiva allocata
da tutto il sistema sanitario all'assistenza sanitaria a lungo
termine (10,1%) se confrontata con quella di Paesi con simile
livello di invecchiamento (14,8% in Francia e 16,5% in Germania).
Risulta, quindi, prioritario per il nostro sistema sanitario
orientarsi alle necessita' della popolazione che invecchia,
potenziando l'assistenza a lungo termine e l'assistenza
domiciliare, con maggiori e rinnovate risorse economiche ed umane
(soprattutto infermieri e personale specializzato nell'assistenza
domiciliare).
  (Mel/ Dire)
11:30 15-05-19

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