SALUTE MENTALE, DA AFFARI SOCIALI OK A RISOLUZIONE PD-M5S-FDI: AGGIORNARE LEA

mercoledì 6 novembre 2019


PPA0087 1  PEC NG01 1437 ITA0087


(Public Policy) - Roma, 06 nov - Aggiornare i livelli essenziali di
assistenza (Lea) "privilegiando percorsi di cura individuali in una
prospettiva di presa in carico della persona nel complesso dei suoi
bisogni, per una piena inclusione sociale secondo i princìpi della
'recovery' e sulla base di un processo partecipato"; e "
incrementare, sul territorio nazionale, l'attività dei consultori
familiari e dei distretti sanitari, potenziandone gli interventi
sociali e di sostegno psicologico a favore delle famiglie". Sono
alcuni degli impegni contenuti nella risoluzione unitaria sulla
salute mentale, approvata all'unanimità in commissione Affari sociali
della Camera. Il testo è frutto delle risoluzioni presentate dalla
Giuditta Pini (Pd), Francesca Troiano (M5s) e Maria Teresa Bellucci
(FdI).

La risoluzione impegna il Governo anche a stanziare maggiori risorse
per: incrementare il personale sanitario specializzato, con
particolare riguardo a un'adeguata dotazione di psichiatri, psicologi
clinici e psicoterapeuti, oltre a operatori sociali con funzioni
educative e riabilitative e a tecnici della riabilitazione
psichiatrica; promuovere politiche inerenti l'inserimento lavorativo
e la reale inclusione sociale e abitativa delle persone affette da
disturbi della salute mentale; la formazione e l'aggiornamento del
personale sanitario, sociosanitario ed educativo.


(Public Policy)

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061308 nov 2019


PPA0088 1  PEC NG01 1225 ITA0088
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(Public Policy) - Roma, 06 nov - La risoluzione unitaria chiede poi
di "implementare il Piano nazionale per la salute mentale sulla base
delle risultanze del lavoro svolto dal Tavolo di lavoro tecnico sulla
salute mentale, istituito presso il ministero della Salute, anche
includendo interventi, azioni e strategie finalizzati alla promozione
della salute mentale, alla prevenzione e alla diagnosi precoce del
disagio e dei disturbi mentali".

Il Governo si è poi impegnato a "verificare il rispetto della
normativa in materia di trattamento sanitario obbligatorio (tso), in
modo tale che vi sia uniformità di applicazione di questo istituto
nei riguardi delle persone con disturbo mentale"; e "ad adottare, in
collaborazione con le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, iniziative per assicurare, nell'ambito della programmazione
e dell'organizzazione dei servizi sanitari e sociali, la risposta ai
bisogni di cura, di salute e di integrazione sociale attraverso un
approccio multisettoriale e intersettoriale, al fine di favorire
l'inclusione nelle attività del territorio, promuovendo l'uso del
budget di salute come strumento di integrazione sociosanitaria".


(Public Policy)

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061308 nov 2019


PPA0089 1  PEC NG01 1808 ITA0089
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(Public Policy) - Roma, 06 nov - Tra gli altri impegni: rafforzare
l'azione di coordinamento, monitoraggio e documentazione svolta dal
ministero della Salute per "superare le drammatiche disuguaglianze
nell'accesso ai servizi del Dsm e nei processi di cura, prevedendo
che esso riferisca periodicamente alle competenti commissioni
parlamentari sullo stato di attuazione delle politiche relative alla
salute mentale; assicurare gli interventi di monitoraggio, indirizzo
e supporto per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla legge
30 maggio 2014, n. 81, in raccordo con il Comitato paritetico
interistituzionale, con particolare riferimento alla presa in carico
delle persone dimesse da parte dei dipartimenti di salute mentale
delle regioni di residenza, all'accoglienza e all'assistenza dei
soggetti presso le Rems e all'assistenza dei destinatari di misure di
sicurezza in condizioni di infermità psichica".

Infine la risoluzione chiede di: definire percorsi di prevenzione,
cura e presa in carico specifici ad accesso facilitato secondo i
principi di tempestività e di integrazione funzionale tra le diverse
équipe, prediligendo interventi meno invasivi per gli adolescenti e i
giovani adulti che presentano disturbi psichici o del comportamento o
significativi livelli di rischio; fronteggiare la carenza dei posti
letto in regime di acuzie in reparti specializzati di
neuropsichiatria infantile per la corretta presa in carico dei minori
con disturbi neuropsichici; garantire la trasparenza per quanto
riguarda l'attività del ministero della Salute relativamente alla
tutela della salute mentale, anche mediante un maggiore
coinvolgimento delle società scientifiche e della comunità delle
professioni che si occupano della materia.


(Public Policy)

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061308 nov 2019