Cartabellotta: Regioni non cercano malati per evitare nuove chiusure

lunedì 25 maggio 2020



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Cartabellotta: Regioni non cercano malati per evitare nuove chiusure
Tamponi? Siamo ancora fermi alla fase 1, speriamo nel caldo

Roma, 25 mag. (askanews) - ""Il numero totale dei tamponi deve
essere suddiviso in due macrocategorie: quelli diagnostici, che
vanno a cercare nuovi casi in nuovi soggetti, e quelli di
controllo. Dalla nostra ultima valutazione fatta la scorsa
settimana, i tamponi di controllo rappresentano quasi il 40%. La
media nazionale per 100mila abitanti è variabile, è di 61 tamponi
diagnostici in Italia  ma con grande variazione, dai 18 della
Puglia ai 168 della Valle d'Aosta. Questo si chiama indice di
propensione alla all'esecuzione dei tamponi, che ci spiega quanti
tamponi stanno facendo ciascuna regione per andare a cercare
nuovi casi"". Così Nino Cartabellotta, presidente fondazione
Gimbe, ospite della trasmissione 'Circo Massimo' su Radio Capital
che spiega: ""Ci sono due strategie fondamentali in questa fase 2:
quella attendista, che non va a cercare nuovi casi e monitora i
ricoveri nelle terapie intensive, e quella interventista, che
utilizza la tecnica dell tre T per cercare nuovi soggetti
contagiati. È possibile che una regione scelga la prima strategia
per evitare nuove chiusure. Ma il cosiddetto federalismo
sanitario è stato legittimato dal governo nel monitoraggio delle
regioni. Il decreto del 16 maggio ha detto che le regioni devono
fare monitoraggio sull'epidemia e prendere decisioni su eventuali
chiusure o allentamento, Ci troviamo così, aggiunge
Cartabellotta, ""in un paese con 21 sistemi di controllo
differenti dove ognuno è controllore e controllato e non mi
sembra una buona idea né per la salute pubblica né per il
rilancio dell'economia"". Sulla strategia dei tamponi ""sarebbe
opportuno che lo stato definisca i criteri di
monitoraggio"".(Segue)

Rus


Roma, 25 MAG 2020 10:36
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