Fase 3: Fondazione Gimbe,no stato emergenza ma non e' finita

lunedì 20 luglio 2020



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Fase 3: Fondazione Gimbe,no stato emergenza ma non e' finita

(AGI) - Roma, 20 lug. -   "Le nostre analisi indipendenti
suggeriscono che non e' opportuno prorogare lo stato di emergenza,
perche' non esistono piu' condizioni sanitarie attuali o imminenti
che lo giustifichino".
Lo afferma Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione GIMBE.
     "Peraltro - aggiunge -  l'uscita del Paese dallo stato di
emergenza permetterebbe al Parlamento di riappropriarsi del suo ruolo
legislativo. Il Governo, in ogni caso, potrebbe rivalutare piu'
avanti la necessita' di uno stato di emergenza nazionale, in
relazione all'andamento della curva dei contagi, alla capacita' di
gestione dell'epidemia e alla reale necessita' di tutelare salute
pubblica e liberta' individuali con strumenti 'piu' agili'"
(AGI)red/Mld (Segue)

20/07/2020 10:46


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Fase 3: Fondazione Gimbe,no stato emergenza ma non e' finita (2)
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Fase 3: Fondazione Gimbe,no stato emergenza ma non e' finita (2)

(AGI) - Roma, 20 lug.-  "I presupposti sanitari per la proroga -
aggiunge la Fondazione -  ci sarebbero tutti: da quelli che hanno
motivato lo stato di emergenza nazionale del 31 gennaio, allo stato
di pandemia dichiarato dall'OMS l'11 marzo, all'evidenza che a
livello mondiale il numero dei casi continua a crescere. Tuttavia,
nel nostro Paese la curva epidemica si e' ormai stabilizzata e
durante i mesi estivi la curva dei contagi sara' verosimilmente
influenzata per lo piu' da focolai e casi di 'rientro' da altri
Paesi. Ma in questa valutazione ottimistica bisogna tener conto di
tre elementi: l'Italia e' stato il primo Paese, dopo la Cina, a
sperimentare la pandemia; i risultati sono stati ottenuti anche
grazie ad un lockdown rigoroso e prolungato; la stagione attuale e'
lontana dal picco dei virus respiratori (da ottobre ad aprile). In
altre parole, le criticita' potrebbero emergere nella seconda parte
dell'autunno, sia per la possibile risalita della curva dei contagi,
potenzialmente influenzata anche dalla riapertura delle scuole, sia
soprattutto per la 'convivenza' della prossima stagione influenzale
con il coronavirus. Tuttavia, fatta eccezione per la circolare del
Ministero della Salute che raccomanda di potenziare la vaccinazione
anti-influenzale, attualmente manca un piano per gestire l'enorme
numero di pazienti con sintomi influenzali che sovraccaricheranno i
servizi sanitari e che, in assenza di una diagnosi tempestiva,
finiranno in quarantena con effetti imprevedibili sulle attivita'
produttive.
       In ogni caso - aggiunge ancora la Fondazione -  in assenza
dell'effetto sorpresa, la probabilita' di grandi emergenze
ospedaliere e' limitata e il servizio sanitario nazionale e' stato
adeguatamente potenziato per gestire una eventuale seconda ondata. In
alcune persone, soprattutto se psicologicamente fragili, la proroga
potrebbe alimentare paure e preoccupazioni per la ripresa
dell'epidemia e per le possibili nuove restrizioni a liberta' e
diritti. Tuttavia, in termini di sanita' pubblica e' piu' rischioso
il progressivo calo di attenzione che sarebbe ulteriormente
alimentato dalla mancata proroga dello stato di emergenza. Ecco
perche' e' necessario accompagnare la decisione con una forte
comunicazione pubblica per non consolidare ulteriormente il messaggio
che 'ormai e' tutto finito'".
     Con la delibera del 31 gennaio 2020, ricorda la fondazione
Gimbe, "e' stato dichiarato in Italia lo stato di emergenza in
conseguenza del rischio sanitario connesso all'insorgenza di
patologie derivanti da agenti virali trasmissibili. L'annuncio di una
possibile proroga ha acceso una bagarre politica che rischia di far
saltare gli equilibri di Governo, vista la perplessita' di alcuni
esponenti della maggioranza e il secco no dei partiti di opposizione
che condiziona inevitabilmente anche i rapporti con le Regioni. Tanto
che l'ipotesi iniziale di proroga al 31 dicembre e' stata
ridimensionata al 31 ottobre e le ultime indiscrezioni la danno come
definitivamente tramontata".
      "Ancora una volta - aggiunge Cartabellotta - un dibattito che
riguarda la tutela della salute e le liberta' individuali delle
persone viene ridotto alla contrapposizione tra schieramenti politici
e alla necessita' di mantenere equilibri di Governo, senza una
valutazione sistematica di rischi e benefici del prolungamento dello
stato di emergenza, oltre che la ricerca di soluzioni alternative".
Secondo la Fondazione, "L'opportunita' della proroga, deve basarsi su
condizioni d'emergenza (oggi inesistenti), oppure su una loro
'imminenza' che giustifichino la necessita' di essere fronteggiate
con mezzi e poteri straordinari.
Se da un lato la proroga lascerebbe alla Protezione Civile la
possibilita' di azioni rapide e flessibili, dall'altro bisogna tenere
conto che: la maggior parte delle misure per gestire la pandemia sono
gia' state attuate; le differenze regionali del quadro epidemiologico
non giustificano uno stato di emergenza nazionale; anche nel peggiore
degli scenari eventuali criticita' future possono essere gestite con
strumenti legislativi che coinvolgono il Parlamento. Inoltre, dal
punto di vista sanitario, il Ministro della Salute puo' disporre
ordinanze urgenti, in materia di igiene e sanita' pubblica e di
polizia veterinaria, con efficacia estesa all'intero territorio
nazionale o a parte di esso. E lo stesso potere spetta al Presidente
della Regione e al sindaco, con efficacia estesa rispettivamente alla
Regione (o a parte di essa) e al Comune. Infine, rispetto agli
approvvigionamenti, per i quali la Protezione Civile ha avuto
particolari poteri di intervento, il codice degli appalti gia'
prevede l'aggiudicazione senza pubblicazione del bando di gara in
casi connotati da urgenza". (AGI)red/Mld

20/07/2020 10:46


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