Manovra e ricerca

martedì 25 ottobre 2005


(regioni.it) L'aula del Senato terminera' l'esame della Finanziaria e del decreto fiscale legato mercoledi' 16 novembre. La commissione Bilancio dovrebbe invece finire l'esame entro il primo novembre.

Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama che ha inoltre fissato a giovedi' 3 novembre, alle 17, il termine per presentare gli emendamenti alla manovra 2006.

L'esame dei 3 provvedimenti (Finanziaria, Ddl bilancio e decreto fiscale) dovrebbe essere condotto in contemporanea a partire da lunedi' 7 novembre quando l'aula e' convocata fino alle 24.

La manovra correttiva, ora all'esame della Camera, potrebbe invece essere riassorbita in Finanziaria attraverso il maxiemendamento del Governo che dovrebbe essere depositato in aula al Senato.

LEGGE FINANZIARIA 2006: VOLUME I
> Legge finanziaria 2006: Volume II

Oggi in Parlamento si discute della riforma dell’Università. ''E' un provvedimento molto positivo e piu' che opportuno''. E' con queste parole che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi commenta la riforma dell'universita' del ministro Moratti, in discussione a Montecitorio. L'esame del provvedimento riprendera' nel pomeriggio.

Per il presidente Martini ''Gli interventi proposti dal governo sono dei colpi di accetta dati alla cieca. Spero che prima o poi si possa fare qualcosa di concreto rispettando e rafforzando i legami che esistono tra il mondo della ricerca ed il territorio'', ha detto il presidente della Regione Toscana Claudio Martini: ''In questo modo rischiamo di allargare ancora di piu' il divario che gia' ci separa dagli altri paesi. A molti incontri a cui partecipo, soprattutto a livello internazionale, si parla sempre di piu' di temi legati alla ricerca e allo sviluppo. E spesso devo ammettere che gli altri paesi, da questo punto di vista, sono piu' avanti di noi''.

Martini ha ricordato che per la ricerca e innovazione, non soltanto a livello universitario, la Toscana con Pisa vanta un piccolo primato in fatto di investimenti con il 3.5% del Pil nazionale; e' lo stesso investimento della Finlandia. Seguono Trieste (2.6%), Roma (2.57%), Torino (2.43%) e Bologna (2.1%). Tutte le altre province non raggiungono l'1.9%, media stabilita dall'UE. L'Italia attualmente investe in media l'1% e, dal 2000 al 2002, ha incrementato gli investimenti in ricerca e sviluppo soltanto dello 0.09%.

La Toscana, ha spiegato ancora Martini, contribuisce con il 6.6% al totale della spesa nazionale in innovazione e ricerca, posizionandosi al quinto posto in Italia soprattutto grazie agli investimenti di istituzioni ed universita' che contribuiscono a circa il 70% del totale (il rimanente 30% arriva dal settore privato).

 (red/25.10.05)