Dati scuola superiore e riforma professionali

giovedì 15 dicembre 2005


(regioni.it) Innanzitutto i dati regione per regione del Censis sul numero degli alunni nelle scuole statali secondarie  (anno scolastico 2005-2006) e impegni di spesa: Censis: numero alunni secondarie ...    

Secondo la Uil gli stituti professionali statali sono a rischio 'estinzione'. A lanciare l'allarme per questo segmento del nostro sistema di istruzione, frequentato da uno studente su cinque delle superiori e in cui insegna il 21% dei docenti di ruolo della secondaria e' la Uil Scuola che ha presentato un dossier in cui denuncia lo stato in cui si trovano questi istituti ''dal futuro incerto, tra competenze regionali e nuovi modelli di scuola superiore prefigurati dalla riforma'' e che, quindi, potrebbero restare fuori dai decreti di equiparazione.

Il dossier viene presentato in concomitanza con laConferenza unificata Stato-Regioni che ha all'ordine del giorno il decreto di equipollenza, la validita' dei titoli e la quota oraria chedalle regioni dovrebbe andare alle scuole. Tra gli elementi piu' delicati, tra definizione delle competenze regionali e nuovi modelli ancora 'virtuali' prefigurati dalla riforma, c'e' la questione degli istituti professionali. Percorsi di studio che consentono la formazione di figure importanti per lo sviluppo del Paese che rischiano, pero' di essere dimenticate perche' non incluse nei decreti di equiparazione previsti dalla riforma nel passaggio tra vecchi e nuovi ordinamenti.

Il 30 novembre, ricorda la Uil Scuola, scadeva il termine entro il quale dovevano essere approvate le tabelle di confluenza dei percorsi e di corrispondenza dei titoli tra vecchi e nuovi ordinamenti. Il decreto di riforma del secondo ciclo dell'istruzione prevede infatti che ''al coordinamento dell'attuazione a livello nazionale si provvede attraverso specifiche intese Stato-Regioni da definire entro il 30 novembre''. Oggi la Conferenza Unificata ha all'ordine del giorno proprio il parere sulle queste tabelle. Una tappa importante, che dovrebbe essere propedeutica al coordinamento dei nuovo ordinamenti con le competenze delle regioni.

(red/15.12.05)