Riforma scuola: LEGGE 28 marzo 2003, n.53

giovedì 19 gennaio 2006


LEGGE 28 marzo 2003, n.53

 Delega   al   Governo   per   la  definizione  delle  norme  generalisull'istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materiadi istruzione e formazione professionale.    La  Camera  dei  deputati  ed  il  Senato  della Repubblica hannoapprovato;                    IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA                               Promulga la seguente legge:                                Art. 1.(Delega  in  materia  di  norme generali sull'istruzione e di livelliessenziali delle prestazioni in materia di istruzione e di formazione                           professionale) 1.  Al fine di favorire la crescita e la valorizzazione della personaumana, nel rispetto dei ritmi dell'età evolutiva, delle differenze edell'identità  di  ciascuno e delle scelte educative della famiglia,nel  quadro della cooperazione tra scuola e genitori, in coerenza conil  principio  di autonomia delle istituzioni scolastiche e secondo iprincipi  sanciti  dalla  Costituzione,  il  Governo  è  delegato adadottare,  entro  ventiquattro  mesi  dalla data di entrata in vigoredella  presente  legge,  nel rispetto delle competenze costituzionalidelle  regioni  e  di comuni e province, in relazione alle competenzeconferite  ai  diversi soggetti istituzionali, e dell'autonomia delleistituzioni  scolastiche,  uno  o  più  decreti  legislativi  per ladefinizione  delle  norme  generali  sull'istruzione  e  dei  livelliessenziali delle prestazioni in materia di istruzione e di istruzionee formazione professionale.2.  Fatto  salvo  quanto  specificamente  previsto dall'articolo 4, idecreti  legislativi  di cui al comma 1 sono adottati su proposta delMinistro   dell'istruzione,  dell'università  e  della  ricerca,  diconcerto  con  il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze, con ilMinistro  per  la  funzione  pubblica  e con il Ministro del lavoro edelle  politiche  sociali,  sentita  la  Conferenza  unificata di cuiall'articolo  8  del  decreto  legislativo  28 agosto 1997, n. 281, eprevio  parere delle competenti Commissioni della Camera dei deputatie  del Senato della Repubblica da rendere entro sessanta giorni dalladata  di  trasmissione  dei  relativi schemi; decorso tale termine, idecreti  legislativi  possono  essere  comunque  adottati.  I decretilegislativi  in materia di istruzione e formazione professionale sonoadottati  previa  intesa con la Conferenza unificata di cui al citatodecreto legislativo n. 281 del 1997.3.  Per  la  realizzazione  delle  finalità della presente legge, ilMinistro    dell'istruzione,   dell'università   e   della   ricercapredispone,  entro  novanta  giorni  dalla  data di entrata in vigoredella   legge   medesima,   un   piano  programmatico  di  interventifinanziari,   da   sottoporre   all'approvazione  del  Consiglio  deiministri,  previa intesa con la Conferenza unificata di cui al citatodecreto legislativo n. 281 del 1997, a sostegno:a) della riforma degli ordinamenti e degli interventi connessi con laloro  attuazione e con lo sviluppo e la valorizzazione dell'autonomiadelle istituzioni scolastiche;b) dell'istituzione del Servizio nazionale di valutazione del sistemascolastico;c)   dello   sviluppo   delle   tecnologie   multimediali   e   dellaalfabetizzazione  nelle  tecnologie  informatiche, nel pieno rispettodel  principio  di  pluralismo  delle  soluzioni informatiche offertedall'informazione  tecnologica,  al fine di incoraggiare e svilupparele doti creative e collaborative degli studenti;d)   dello   sviluppo   dell'attività  motoria  e  delle  competenzeludico-sportive degli studenti;e) della valorizzazione professionale del personale docente;f) delle iniziative di formazione iniziale e continua del personale;g)   del  concorso  al  rimborso  delle  spese  di  autoaggiornamentosostenute dai docenti;h)  della  valorizzazione professionale del personale amministrativo,tecnico ed ausiliario (ATA);i)  degli interventi di orientamento contro la dispersione scolasticae  per assicurare la realizzazione del diritto - dovere di istruzionee formazione;l)  degli  interventi  per  lo  sviluppo dell'istruzione e formazionetecnica superiore e per l'educazione degli adulti;m)  degli  interventi  di  adeguamento  delle  strutture  di ediliziascolastica.4.  Ulteriori  disposizioni,  correttive  e  integrative  dei decretilegislativi  di  cui  al  presente articolo e all'articolo 4, possonoessere  adottate,  con  il  rispetto  dei medesimi criteri e principidirettivi  e  con le stesse procedure, entro diciotto mesi dalla datadella loro entrata in vigore.                                      Art. 2.          (Sistema educativo di istruzione e di formazione) 1.  I  decreti di cui all'articolo 1 definiscono il sistema educativodi istruzione e di formazione, con l'osservanza dei seguenti principie criteri direttivi:a)  è  promosso  l'apprendimento  in  tutto l'arco della vita e sonoassicurate  a  tutti pari opportunità di raggiungere elevati livelliculturali  e  di  sviluppare le capacità e le competenze, attraversoconoscenze  e  abilità,  generali  e  specifiche,  coerenti  con  leattitudini e le scelte personali, adeguate all'inserimento nella vitasociale  e  nel  mondo del lavoro, anche con riguardo alle dimensionilocali, nazionale ed europea;b)  sono  promossi  il  conseguimento  di una formazione spirituale emorale,  anche ispirata ai principi della Costituzione, e lo sviluppodella coscienza storica e di appartenenza alla comunità locale, allacomunità nazionale ed alla civiltà europea;c)  è assicurato a tutti il diritto all'istruzione e alla formazioneper  almeno  dodici  anni  o,  comunque, sino al conseguimento di unaqualifica  entro  il  diciottesimo anno di età; l'attuazione di talediritto  si  realizza  nel  sistema  di  istruzione  e  in  quello diistruzione  e formazione professionale, secondo livelli essenziali diprestazione  definiti  su  base  nazionale a norma dell'articolo 117,secondo  comma, lettera m), della Costituzione e mediante regolamentiemanati  ai  sensi  dell'articolo  17, comma 2, della legge 23 agosto1988,   n.   400,   e  garantendo,  attraverso  adeguati  interventi,l'integrazione  delle persone in situazione di handicap a norma dellalegge   5  febbraio  1992,  n.  104.  La  fruizione  dell'offerta  diistruzione   e  formazione  costituisce  un  dovere  legislativamentesanzionato;   nei  termini  anzidetti  di  diritto  all'istruzione  eformazione  e  di  correlativo  dovere  viene  ridefinito ed ampliatol'obbligo  scolastico  di  cui  all'articolo  34  della Costituzione,nonché  l'obbligo  formativo introdotto dall'articolo 68 della legge17  maggio  1999,  n.  144,  e successive modificazioni. L'attuazionegraduale   del   diritto-dovere   predetto   è  rimessa  ai  decretilegislativi  di cui all'articolo 1, commi 1 e 2, della presente leggecorrelativamente  agli interventi finanziari previsti a tale fine dalpiano  programmatico  di cui all'articolo 1, comma 3, adottato previaintesa  con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decretolegislativo   28   agosto   1997,  n.  281,  e  coerentemente  con  ifinanziamenti  disposti  a  norma  dell'articolo  7,  comma  6, dellapresente legge;d)  il  sistema  educativo  di istruzione e di formazione si articolanella scuola dell'infanzia, in un primo ciclo che comprende la scuolaprimaria e la scuola secondaria di primo grado, e in un secondo cicloche  comprende  il  sistema dei licei ed il sistema dell'istruzione edella formazione professionale;e)   la   scuola   dell'infanzia,   di   durata  triennale,  concorreall'educazione  e  allo  sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo,morale, religioso e sociale delle bambine e dei bambini promuovendonele potenzialità di relazione, autonomia, creatività, apprendimento,e   ad   assicurare   un'effettiva   eguaglianza  delle  opportunitàeducative;  nel rispetto della primaria responsabilità educativa deigenitori, essa contribuisce alla formazione integrale delle bambine edei  bambini  e,  nella  sua  autonomia  e  unitarietà  didattica  epedagogica,  realizza  la  continuità educativa con il complesso deiservizi  all'infanzia  e  con  la  scuola  primaria. È assicurata lageneralizzazione   dell'offerta   formativa   e  la  possibilità  difrequenza  della  scuola  dell'infanzia;  alla  scuola  dell'infanziapossono  essere iscritti secondo criteri di gradualità e in forma disperimentazione  le bambine e i bambini che compiono i 3 anni di etàentro  il  30  aprile  dell'anno  scolastico di riferimento, anche inrapporto  all'introduzione  di  nuove  professionalità  e  modalitàorganizzative;f)  il primo ciclo di istruzione è costituito dalla scuola primaria,della durata di cinque anni, e dalla scuola secondaria di primo gradodella  durata di tre anni. Ferma restando la specificità di ciascunadi  esse,  la scuola primaria è articolata in un primo anno, teso alraggiungimento  delle  strumentalità  di  base,  e  in  due  periodididattici  biennali;  la scuola secondaria di primo grado si articolain  un  biennio  e  in un terzo anno che completa prioritariamente ilpercorso  disciplinare  ed assicura l'orientamento ed il raccordo conil  secondo ciclo; nel primo ciclo è assicurato altresì il raccordocon  la  scuola dell'infanzia e con il secondo ciclo; è previsto chealla scuola primaria si iscrivano le bambine e i bambini che compionoi  sei  anni  di età entro il 31 agosto; possono iscriversi anche lebambine  e  i  bambini  che  li compiono entro il 30 aprile dell'annoscolastico  di riferimento; la scuola primaria promuove, nel rispettodelle  diversità  individuali, lo sviluppo della personalità, ed hail  fine di far acquisire e sviluppare le conoscenze e le abilità dibase  fino alle prime sistemazioni logico-critiche, di far apprenderei  mezzi  espressivi,  ivi  inclusa  l'alfabetizzazione in almeno unalingua  dell'Unione  europea  oltre alla lingua italiana, di porre lebasi per l'utilizzazione di metodologie scientifiche nello studio delmondo  naturale,  dei suoi fenomeni e delle sue leggi, di valorizzarele  capacità relazionali e di orientamento nello spazio e nel tempo,di  educare  ai  principi  fondamentali  della  convivenza civile; lascuola secondaria di primo grado, attraverso le discipline di studio,è finalizzata alla crescita delle capacità autonome di studio ed alrafforzamento delle attitudini alla interazione sociale; organizza edaccresce,  anche  attraverso  l'alfabetizzazione  e l'approfondimentonelle  tecnologie informatiche, le conoscenze e le abilità, anche inrelazione  alla  tradizione  culturale  e  alla  evoluzione  sociale,culturale    e    scientifica   della   realtà   contemporanea;   ècaratterizzata  dalla  diversificazione  didattica  e metodologica inrelazione  allo  sviluppo  della  personalità  dell'allievo; cura ladimensione sistematica delle discipline; sviluppa progressivamente lecompetenze  e le capacità di scelta corrispondenti alle attitudini evocazioni   degli   allievi;   fornisce   strumenti   adeguati   allaprosecuzione delle attività di istruzione e di formazione; introducelo  studio  di  una  seconda  lingua  dell'Unione  europea;  aiuta adorientarsi  per  la  successiva scelta di istruzione e formazione; ilprimo  ciclo  di istruzione si conclude con un esame di Stato, il cuisuperamento  costituisce  titolo di accesso al sistema dei licei e alsistema dell'istruzione e della formazione professionale;g) il secondo ciclo, finalizzato alla crescita educativa, culturale eprofessionale  dei giovani attraverso il sapere, il fare e l'agire, ela  riflessione  critica  su  di  essi,  è  finalizzato a svilupparel'autonoma  capacità di giudizio e l'esercizio della responsabilitàpersonale  e  sociale; in tale ambito, viene anche curato lo sviluppodelle  conoscenze relative all'uso delle nuove tecnologie; il secondociclo   è   costituito   dal   sistema   dei  licei  e  dal  sistemadell'istruzione  e della formazione professionale; dal compimento delquindicesimo  anno  di  età  i  diplomi  e  le qualifiche si possonoconseguire  in alternanza scuola-lavoro o attraverso l'apprendistato;il   sistema   dei  licei  comprende  i  licei  artistico,  classico,economico,    linguistico,   musicale   e   coreutico,   scientifico,tecnologico,  delle  scienze  umane;  i  licei artistico, economico etecnologico  si  articolano in indirizzi per corrispondere ai diversifabbisogni  formativi; i licei hanno durata quinquennale; l'attivitàdidattica si sviluppa in due periodi biennali e in un quinto anno cheprioritariamente completa il percorso disciplinare e prevede altresìl'approfondimento  delle  conoscenze e delle abilità caratterizzantiil profilo educativo, culturale e professionale del corso di studi; ilicei  si  concludono  con  un  esame  di  Stato  il  cui superamentorappresenta   titolo   necessario  per  l'accesso  all'università  eall'alta  formazione artistica, musicale e coreutica; l'ammissione alquinto   anno   dà   accesso  all'istruzione  e  formazione  tecnicasuperiore;h)  ferma restando la competenza regionale in materia di formazione eistruzione  professionale,  i  percorsi del sistema dell'istruzione edella   formazione   professionale   realizzano   profili  educativi,culturali  e  professionali,  ai quali conseguono titoli e qualificheprofessionali  di differente livello, valevoli su tutto il territorionazionale  se rispondenti ai livelli essenziali di prestazione di cuialla  lettera  c);  le modalità di accertamento di tale rispondenza,anche  ai  fini  della spendibilità dei predetti titoli e qualifichenell'Unione   europea,  sono  definite  con  il  regolamento  di  cuiall'articolo  7,  comma  1,  lettera  c);  i  titoli  e le qualifichecostituiscono  condizione  per  l'accesso all'istruzione e formazionetecnica superiore, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 69 dellalegge  17 maggio 1999, n. 144; i titoli e le qualifiche conseguiti altermine  dei  percorsi del sistema dell'istruzione e della formazioneprofessionale  di  durata almeno quadriennale consentono di sostenerel'esame di Stato, utile anche ai fini degli accessi all'università eall'alta formazione artistica, musicale e coreutica, previa frequenzadi  apposito  corso annuale, realizzato d'intesa con le università econ  l'alta  formazione  artistica,  musicale  e  coreutica,  e fermarestando  la  possibilità  di sostenere, come privatista, l'esame diStato anche senza tale frequenza;i)  è  assicurata  e assistita la possibilità di cambiare indirizzoall'interno del sistema dei licei, nonché di passare dal sistema deilicei  al sistema dell'istruzione e della formazione professionale, eviceversa,   mediante  apposite  iniziative  didattiche,  finalizzateall'acquisizione  di  una preparazione adeguata alla nuova scelta; lafrequenza  positiva  di qualsiasi segmento del secondo ciclo comportal'acquisizione  di  crediti  certificati  che  possono  essere  fattivalere,  anche  ai  fini  della  ripresa  degli  studi  eventualmenteinterrotti,  nei  passaggi tra i diversi percorsi di cui alle lettereg)  e  h);  nel  secondo  ciclo,  esercitazioni  pratiche, esperienzeformative e stage realizzati in Italia o all'estero anche con periodidi   inserimento   nelle   realtà  culturali,  sociali,  produttive,professionali   e  dei  servizi,  sono  riconosciuti  con  specifichecertificazioni di competenza rilasciate dalle istituzioni scolastichee   formative;  i  licei  e  le  istituzioni  formative  del  sistemadell'istruzione    e   della   formazione   professionale,   d'intesarispettivamente  con  le  università,  con  le istituzioni dell'altaformazione   artistica,   musicale  e  coreutica  e  con  il  sistemadell'istruzione  e  formazione  tecnica  superiore, stabiliscono, conriferimento   all'ultimo  anno  del  percorso  di  studi,  specifichemodalità  per  l'approfondimento  delle  conoscenze e delle abilitàrichieste  per  l'accesso  ai corsi di studio universitari, dell'altaformazione,  ed  ai  percorsi  dell'istruzione  e  formazione tecnicasuperiore;l)  i  piani  di  studio  personalizzati, nel rispetto dell'autonomiadelle  istituzioni  scolastiche,  contengono  un nucleo fondamentale,omogeneo  su base nazionale, che rispecchia la cultura, le tradizionie  l'identità  nazionale,  e  prevedono  una  quota,  riservata alleregioni,  relativa  agli aspetti di interesse specifico delle stesse,anche collegata con le realtà locali.                                      Art. 3.(Valutazione   degli  apprendimenti  e  della  qualità  del  sistema              educativo di istruzione e di formazione) 1. Con i decreti di cui all'articolo 1 sono dettate le norme generalisulla valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazionee  degli  apprendimenti degli studenti, con l'osservanza dei seguentiprincipi e criteri direttivi:a)  la  valutazione,  periodica  e annuale, degli apprendimenti e delcomportamento degli studenti del sistema educativo di istruzione e diformazione,  e  la certificazione delle competenze da essi acquisite,sono affidate ai docenti delle istituzioni di istruzione e formazionefrequentate;  agli  stessi  docenti  è  affidata  la valutazione deiperiodi  didattici  ai  fini  del passaggio al periodo successivo; ilmiglioramento   dei   processi  di  apprendimento  e  della  relativavalutazione,  nonché la continuità didattica, sono assicurati ancheattraverso   una   congrua  permanenza  dei  docenti  nella  sede  dititolarità;b)  ai fini del progressivo miglioramento e dell'armonizzazione dellaqualità  del  sistema  di  istruzione  e  di  formazione, l'Istitutonazionale  per  la  valutazione  del  sistema  di istruzione effettuaverifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità deglistudenti  e  sulla  qualità complessiva dell'offerta formativa delleistituzioni scolastiche e formative; in funzione dei predetti compitivengono  rideterminate  le  funzioni  e  la  struttura  del  predettoIstituto;c)  l'esame  di  Stato conclusivo dei cicli di istruzione considera evaluta  le competenze acquisite dagli studenti nel corso e al terminedel  ciclo e si svolge su prove organizzate dalle commissioni d'esamee  su  prove  predisposte  e  gestite  dall'Istituto nazionale per lavalutazione  del  sistema  di  istruzione, sulla base degli obiettivispecifici  di apprendimento del corso ed in relazione alle disciplinedi insegnamento dell'ultimo anno.                                      Art. 4.                     (Alternanza scuola-lavoro) 1.  Fermo  restando  quanto  previsto dall'articolo 18 della legge 24giugno  1997,  n.  196, al fine di assicurare agli studenti che hannocompiuto il quindicesimo anno di età la possibilità di realizzare icorsi  del  secondo ciclo in alternanza scuola-lavoro, come modalitàdi   realizzazione  del  percorso  formativo  progettata,  attuata  evalutata  dall'istituzione  scolastica  e formativa in collaborazionecon  le  imprese,  con le rispettive associazioni di rappresentanza econ le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, cheassicuri ai giovani, oltre alla conoscenza di base, l'acquisizione dicompetenze  spendibili nel mercato del lavoro, il Governo è delegatoad  adottare,  entro  il  termine  di ventiquattro mesi dalla data dientrata  in  vigore  della presente legge e ai sensi dell'articolo 1,commi  2  e 3, della legge stessa, un apposito decreto legislativo suproposta  del  Ministro  dell'istruzione,  dell'università  e  dellaricerca,  di  concerto  con  il Ministro del lavoro e delle politichesociali e con il Ministro delle attività produttive, d'intesa con laConferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28agosto   1997,   n.   281,   sentite   le  associazioni  maggiormenterappresentative  dei  datori  di  lavoro,  nel  rispetto dei seguentiprincipi e criteri direttivi:a)  svolgere  l'intera  formazione  dai  15  ai  18  anni, attraversol'alternanza   di   periodi   di   studio   e  di  lavoro,  sotto  laresponsabilità  dell'istituzione  scolastica o formativa, sulla basedi  convenzioni  con  imprese  o  con  le  rispettive associazioni dirappresentanza o con le camere di commercio, industria, artigianato eagricoltura,  o  con  enti  pubblici e privati ivi inclusi quelli delterzo  settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi ditirocinio  che  non  costituiscono rapporto individuale di lavoro. Leistituzioni  scolastiche,  nell'ambito dell'alternanza scuola-lavoro,possono  collegarsi con il sistema dell'istruzione e della formazioneprofessionale  ed  assicurare, a domanda degli interessati e d'intesacon le regioni, la frequenza negli istituti d'istruzione e formazioneprofessionale  di  corsi  integrati  che  prevedano  piani  di studioprogettati d'intesa fra i due sistemi, coerenti con il corso di studie realizzati con il concorso degli operatori di ambedue i sistemi;b)  fornire  indicazioni generali per il reperimento e l'assegnazionedelle  risorse finanziarie necessarie alla realizzazione dei percorsidi  alternanza,  ivi  compresi  gli  incentivi  per  le  imprese,  lavalorizzazione  delle  imprese  come  luogo  formativo e l'assistenzatutoriale;c)  indicare  le  modalità di certificazione dell'esito positivo deltirocinio  e  di  valutazione  dei  crediti formativi acquisiti dallostudente.2.  I  compiti  svolti  dal  docente  incaricato  dei rapporti con leimprese   e   del   monitoraggio   degli  allievi  che  si  avvalgonodell'alternanza  scuola-lavoro  sono  riconosciuti  nel  quadro dellavalorizzazione della professionalità del personale docente.                                      Art. 5.                    (Formazione degli insegnanti) 1.  Con  i  decreti  di  cui  all'articolo 1 sono dettate norme sullaformazione iniziale dei docenti della scuola dell'infanzia, del primociclo  e  del  secondo  ciclo,  nel  rispetto dei seguenti principi ecriteri direttivi:a)  la  formazione iniziale è di pari dignità per tutti i docenti esi  svolge  nelle università presso i corsi di laurea specialistica,il  cui  accesso  è  programmato  ai sensi dell'articolo 1, comma 1,della  legge  2  agosto  1999, n. 264, e successive modificazioni. Laprogrammazione  degli accessi ai corsi stessi è determinata ai sensidell'articolo 3 della medesima legge, sulla base della previsione deiposti  effettivamente  disponibili,  per ogni ambito regionale, nelleistituzioni scolastiche;b)  con uno o più decreti, adottati ai sensi dell'articolo 17, comma95,  della  legge  15  maggio  1997,  n.  127,  anche  in deroga alledisposizioni di cui all'articolo 10, comma 2, e all'articolo 6, comma4,  del regolamento di cui al decreto del Ministro dell'università edella ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, sonoindividuate  le  classi  dei  corsi  di  laurea  specialistica, ancheinterfacoltà  o interuniversitari, finalizzati anche alla formazionedegli  insegnanti  di  cui alla lettera a) del presente comma. Per laformazione  degli insegnanti della scuola secondaria di primo grado edel secondo ciclo le classi predette sono individuate con riferimentoall'insegnamento   delle   discipline  impartite  in  tali  gradi  diistruzione    e   con   preminenti   finalità   di   approfondimentodisciplinare.  I  decreti stessi disciplinano le attività didatticheattinenti  l'integrazione  scolastica  degli  alunni in condizione dihandicap;  la  formazione  iniziale  dei docenti può prevedere stageall'estero;c) l'accesso ai corsi di laurea specialistica per la formazione degliinsegnanti   è   subordinato   al   possesso  dei  requisiti  minimicurricolari,  individuati  per  ciascuna  classe  di abilitazione neldecreto  di  cui  alla  lettera  b) e all'adeguatezza della personalepreparazione dei candidati, verificata dagli atenei;d)  l'esame finale per il conseguimento della laurea specialistica dicui  alla lettera a) ha valore abilitante per uno o più insegnamentiindividuati     con    decreto    del    Ministro    dell'istruzione,dell'università e della ricerca;e)  coloro  che  hanno conseguito la laurea specialistica di cui allalettera  a),  ai  fini  dell'accesso nei ruoli organici del personaledocente  delle  istituzioni  scolastiche, svolgono, previa stipula diappositi  contratti  di  formazione  lavoro,  specifiche attività ditirocinio.  A  tale  fine  e  per  la  gestione dei corsi di cui allalettera   a),   le   università,  sentita  la  direzione  scolasticaregionale,   definiscono   nei   regolamenti   didattici   di  ateneol'istituzione  e  l'organizzazione  di apposite strutture di ateneo od'interateneo  per la formazione degli insegnanti, cui sono affidati,sulla  base  di  convenzioni,  anche  i  rapporti  con le istituzioniscolastiche;f)  le  strutture  didattiche  di  ateneo o d'interateneo di cui allalettera  e)  promuovono  e  governano  i  centri di eccellenza per laformazione permanente degli insegnanti, definiti con apposito decretodel Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca;g)  le strutture di cui alla lettera e) curano anche la formazione inservizio   degli  insegnanti  interessati  ad  assumere  funzioni  disupporto,  di  tutorato  e di coordinamento dell'attività educativa,didattica e gestionale delle istituzioni scolastiche e formative.2. Con i decreti di cui all'articolo 1 sono dettate norme anche sullaformazione  iniziale  svolta  negli  istituti  di  alta  formazione especializzazione artistica, musicale e coreutica di cui alla legge 21dicembre  1999,  n.  508,  relativamente  agli insegnamenti cui dannoaccesso i relativi diplomi accademici. Ai predetti fini si applicano,con i necessari adattamenti, i principi e criteri direttivi di cui alcomma 1 del presente articolo..  3.  Per  coloro che, sprovvisti dell'abilitazione all'insegnamentosecondario, sono in possesso del diploma biennale di specializzazioneper  le  attività  di  sostegno di cui al decreto del Ministro dellapubblica  istruzione  24  novembre  1998,  pubblicato  nella GazzettaUfficiale n. 131 del 7 giugno 1999, e al decreto del Presidente dellaRepubblica  31  ottobre 1975, n. 970, nonché del diploma di laurea odel  diploma  di  istituto superiore di educazione fisica (ISEF) o diAccademia  di  belle  arti  o  di Istituto superiore per le industrieartistiche   o   di  Conservatorio  di  musica  o  Istituto  musicalepareggiato, e che abbiano superato le prove di accesso alle scuole dispecializzazione  all'insegnamento  secondario,  le  scuole  medesimevalutano  il percorso didattico teorico-pratico e gli esami sostenutiper il conseguimento del predetto diploma di specializzazione ai finidel   riconoscimento   dei  relativi  crediti  didattici,  anche  perconsentire  loro  un'abbreviazione  del  percorso  degli  studi dellascuola  di  specializzazione  previa  iscrizione  in  sovrannumero alsecondo  anno  di  corso  della  scuola. I corsi di laurea in scienzedella formazione primaria di cui all'articolo 3, comma 2, della legge19   novembre   1990,   n.   341,   valutano  il  percorso  didatticoteorico-pratico  e  gli  esami  sostenuti  per  il  conseguimento deldiploma  biennale di specializzazione per le attività di sostegno aifini   del   riconoscimento   dei   relativi   crediti   didattici  edell'iscrizione  in  soprannumero al relativo anno di corso stabilitodalle  autorità  accademiche,  per  coloro  che, in possesso di taletitolo  di  specializzazione  e  del  diploma  di  scuola  secondariasuperiore,  abbiano superato le relative prove di accesso. L'esame dilaurea  sostenuto a conclusione dei corsi in scienze della formazioneprimaria  istituiti  a norma dell'articolo 3, comma 2, della legge 19novembre  1990, n. 341, comprensivo della valutazione delle attivitàdi  tirocinio  previste dal relativo percorso formativo, ha valore diesame  di  Stato  e  abilita all'insegnamento, rispettivamente, nellascuola  materna o dell'infanzia e nella scuola elementare o primaria.Esso  consente  altresì  l'inserimento  nelle graduatorie permanentipreviste  dall'articolo  401  del  testo  unico  di  cui  al  decretolegislativo  16  aprile  1994, n. 297, e successive modificazioni. Alfine  di  tale  inserimento,  la tabella di valutazione dei titoli èintegrata con la previsione di un apposito punteggio da attribuire alvoto  di  laurea  conseguito. All'articolo 3, comma 2, della legge 19novembre  1990,  n.  341,  le  parole:  "I  concorsi  hanno  funzioneabilitante" sono soppresse.                                          Art. 6.(Regioni  a  statuto  speciale  e  province  autonome  di Trento e di                              Bolzano) 1.  Sono fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale edelle  province  autonome  di  Trento e di Bolzano, in conformità airispettivi statuti e relative norme di attuazione, nonché alla leggecostituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.      
                                Art. 7.                  (Disposizioni finali e attuative) 1.  Mediante uno o più regolamenti da adottare a norma dell'articolo117,  sesto  comma,  della  Costituzione e dell'articolo 17, comma 2,della   legge   23  agosto  1988,  n.  400,  sentite  le  Commissioniparlamentari    competenti,   nel   rispetto   dell'autonomia   delleistituzioni scolastiche, si provvede:a)  alla  individuazione  del  nucleo  essenziale dei piani di studioscolastici  per  la  quota  nazionale  relativamente  agli  obiettivispecifici   di   apprendimento,  alle  discipline  e  alle  attivitàcostituenti  la  quota  nazionale dei piani di studio, agli orari, ailimiti di flessibilità interni nell'organizzazione delle discipline;b)  alla  determinazione  delle  modalità di valutazione dei creditiscolastici;c) alla definizione degli standard minimi formativi, richiesti per laspendibilità nazionale dei titoli professionali conseguiti all'esitodei percorsi formativi, nonché per i passaggi dai percorsi formativiai percorsi scolastici.2.  Le  norme  regolamentari  di  cui  al  comma  1, lettera c), sonodefinite  previa  intesa  con la Conferenza permanente per i rapportitra  lo  Stato,  le  regioni  e  le  province autonome di Trento e diBolzano, di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.3.  Il  Ministro  dell'istruzione,  dell'università  e della ricercapresenta  ogni  tre  anni  al  Parlamento  una  relazione sul sistemaeducativo di istruzione e di formazione professionale.4.  Per  gli anni scolastici 2003-2004, 2004-2005 e 2005-2006 possonoiscriversi,   secondo   criteri   di   gradualità   e  in  forma  disperimentazione,  compatibilmente  con  la disponibilità dei posti edelle  risorse finanziarie dei comuni, secondo gli obblighi conferitidall'ordinamento  e  nel  rispetto  dei  limiti  posti  alla  finanzacomunale  dal  patto  di  stabilità,  al  primo  anno  della  scuoladell'infanzia  i bambini e le bambine che compiono i tre anni di etàentro   il   28   febbraio  2004,  ovvero  entro  date  ulteriormenteanticipate, fino alla data del 30 aprile di cui all'articolo 2, comma1,  lettera e). Per l'anno scolastico 2003-2004 possono iscriversi alprimo   anno   della   scuola  primaria,  nei  limiti  delle  risorsefinanziarie  di cui al comma 5, i bambini e le bambine che compiono isei anni di età entro il 28 febbraio 2004.5.  Agli  oneri  derivanti  dall'attuazione dell'articolo 2, comma 1,lettera  f),  e dal comma 4 del presente articolo, limitatamente allascuola   dell'infanzia   statale  e  alla  scuola  primaria  statale,determinati  nella  misura  massima  di  12.731  migliaia di euro perl'anno  2003,  45.829  migliaia  di  euro  per  l'anno  2004 e 66.198migliaia  di  euro  a  decorrere dall'anno 2005, si provvede mediantecorrispondente  riduzione  dello  stanziamento  iscritto, ai fini delbilancio triennale 2003-2005, nell'ambito dell'unità previsionale dibase di parte corrente "Fondo speciale" dello stato di previsione delMinistero  dell'economia  e delle finanze per l'anno 2003, allo scopoparzialmente   utilizzando  l'accantonamento  relativo  al  Ministerodell'istruzione,   dell'università  e  della  ricerca.  Il  Ministrodell'istruzione, dell'università e della ricerca provvede a modularele  anticipazioni,  anche  fino  alla  data  del  30  aprile  di  cuiall'articolo  2, comma 1, lettera f), garantendo comunque il rispettodel predetto limite di spesa.6.  All'attuazione  del  piano  programmatico  di cui all'articolo 1,comma  3,  si  provvede,  compatibilmente  con  i  vincoli di finanzapubblica, mediante finanziamenti da iscrivere annualmente nella leggefinanziaria,  in  coerenza  con  quanto  previsto  dal  Documento  diprogrammazione economico-finanziaria.7. Lo schema di ciascuno dei decreti legislativi di cui agli articoli1   e   4  deve  essere  corredato  da  relazione  tecnica  ai  sensidell'articolo  11-ter,  comma 2, della legge 5 agosto 1978, n. 468, esuccessive modificazioni.8.  I  decreti  legislativi  di  cui  al  comma  7  la cui attuazionedetermini nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica sono emanatisolo   successivamente   all'entrata   in   vigore  di  provvedimentilegislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie.9.  Il  parere  di  cui  all'articolo  1,  comma 2, primo periodo, èespresso  dalle Commissioni parlamentari competenti per materia e perle conseguenze di carattere finanziario.10.   Con   periodicità   annuale,   il  Ministero  dell'istruzione,dell'università  e  della  ricerca  ed  il Ministero dell'economia edelle  finanze  procedono alla verifica delle occorrenze finanziarie,in  relazione  alla graduale attuazione della riforma, a fronte dellesomme  stanziate  annualmente  in  bilancio  per  lo  stesso fine. Leeventuali   maggiori   spese  dovranno  trovare  copertura  ai  sensidell'articolo  11-ter,  comma 7, della legge 5 agosto 1978, n. 468, esuccessive modificazioni.11.  Il  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze è autorizzato adapportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.12. La legge 10 febbraio 2000, n. 30, è abrogata.13. La legge 20 gennaio 1999, n. 9, è abrogata.     La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inseritanella  Raccolta  ufficiale  degli  atti  normativi  della  Repubblicaitaliana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farlaosservare come legge dello Stato.      Data a Roma, addì 28 marzo 2003       CIAMPI       Berlusconi,  Presidente  del  Consiglio dei Ministri      Moratti,    Ministro   dell'istruzione, dell'università e della ricerca      Visto, il Guardasigilli: Castelli
                              LAVORI PREPARATORI           Senato della Repubblica (atto n. 1306):              Presentato      dal      Ministro      dell'istruzione,          dell'università  e  della  ricerca  (Moratti)  il 3 aprile          2002.              Assegnato  alla  commissione  7a  (Istruzione), in sede          referente,  il  4 aprile 2002, con pareri delle commissioni          1a,  5a,  10a,  11a,  12a,  Giunta  per  gli  Affari  delle          Comunità   europee   e   Parlamentare   per  le  questioni          regionali.              Esaminato  dalla  7a  commissione il 9, 10, 11, 16 e 17          aprile  2002;  7,  14 e 15 maggio 2002; 2, 3, 4, 9, 10, 16,          17, 23, 24, 25, 26, 29, 30 e 31 luglio 2002; 17, 18, 19, 24          e 25 settembre 2002; 2 ottobre 2002.              Relazione scritta presentata il 2 ottobre 2002 (atto n.          1306/A - relatore sen. Asciutti).              Esaminato in aula il 3, 17 ottobre 2002; 5, 6, 7 e 12 e          approvato il 13 ottobre 2002.           Camera dei deputati (atto n. 3387):              Assegnato  alla  VII  commissione  (Cultura),  in  sede          referente, il 19 novembre 2002 con pareri delle commissioni          I,  V,  X,  XI,  XII,  XIV  e Parlamentare per le questioni          regionali.              Esaminato  dalla  VII  commissione  il 26 e 27 novembre          2002;  17, 19 dicembre  2002;  14,  15,  16,  21,  28, 29 e          30 gennaio 2003; 4 e 5 febbraio 2003.              Esaminato   in  aula  l'11,  12,  13 febbraio  2003  ed          approvato con modificazioni il 18 febbraio 2003.           Senato della Repubblica (atto 1306/B):              Assegnato  alla  7a  commissione  (Istruzione), in sede          referente, il 20 febbraio 2003 con pareri delle commissioni          1a e 5a.              Esaminato  dalla  7a commissione, in sede referente, il          25 e 26 febbraio 2003; 4 marzo 2003.              Esaminato in aula il 5, 6, 11 marzo 2003 e approvato il          12 marzo 2003.      
          Avvertenza:              Il  testo  delle  note  qui pubblicato è stato redatto          dall'amministrazione   competente  per  materia,  ai  sensi          dell'art.   10,   commi  2  e  3,  del  testo  unico  delle          disposizioni     sulla     promulgazione    delle    leggi,          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica          e  sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,          approvato  con  D.P.R.  28  dicembre 1985, n. 1092, al solo          fine  di  facilitare la lettura delle disposizioni di legge          modificate  o  alle  quali  è  operato  il rinvio. Restano          invariati  il  valore  e l'efficacia degli atti legislativi          qui trascritti.          Note all'art. 1:              -  Il  testo  dell'art.  8  del  decreto legislativo 28          agosto  1997,  n. 281, recante: "Definizione ed ampliamento          delle   attribuzioni  della  Conferenza  permanente  per  i          rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di          Trento  e  Bolzano  ed  unificazione,  per  le materie ed i          compiti di interesse comune delle regioni, delle province e          dei  comuni,  con  la  Conferenza Stato-città ed autonomie          locali", così recita:              "Art.  8 (Conferenza Stato-città ed autonomie locali e          Conferenza  unificata).  - 1. La Conferenza Stato-città ed          autonomie  locali  è unificata per le materie ed i compiti          di  interesse  comune  delle  regioni,  delle province, dei          comuni   e  delle  comunità  montane,  con  la  Conferenza          Stato-regioni.              2.  La  Conferenza  Stato-città ed autonomie locali è          presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, per          sua  delega,  dal  Ministro dell'interno o dal Ministro per          gli  affari  regionali; ne fanno parte altresì il Ministro          del tesoro e del bilancio e della programmazione economica,          il Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici,          il  Ministro della sanità, il presidente dell'Associazione          nazionale   dei  comuni  d'Italia  -  ANCI,  il  presidente          dell'Unione  province  d'Italia  -  UPI  ed  il  presidente          dell'Unione  nazionale  comuni, comunità ed enti montani -          UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati          dall'ANCI e sei presidenti di provincia designati dall'UPI.          Dei   quattordici   sindaci   designati   dall'ANCI  cinque          rappresentano  le  città  individuate  dall'art.  17 della          legge  8  giugno 1990, n. 142. Alle riunioni possono essere          invitati  altri  membri del Governo, nonché rappresentanti          di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici.              3.  La  Conferenza  Stato-città ed autonomie locali è          convocata  almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i casi          il  presidente ne ravvisi la necessità o qualora ne faccia          richiesta il presidente dell'ANCI, dell'UPI o dell'UNCEM.              4.  La  Conferenza  unificata  di  cui  al  comma  1 è          convocata  dal  Presidente  del  Consiglio dei Ministri. Le          sedute  sono  presiedute  dal  Presidente del Consiglio dei          Ministri  o,  su  sua  delega,  dal Ministro per gli affari          regionali  o,  se  tale  incarico  non  è  conferito,  dal          Ministro dell'interno.".

 

 

 

 

 

 

 

                  Note all'art. 2:              -  Si  ritiene  opportuno  riportare,  per  intero, gli          articoli 117 e 118 della Costituzione:              "Art.  117.  -  La  potestà  legislativa è esercitata          dallo   Stato   e   dalle   regioni   nel   rispetto  della          Costituzione,     nonché     dei     vincoli     derivanti          dall'ordinamento     comunitario     e    dagli    obblighi          internazionali.              Lo  Stato  ha  legislazione  esclusiva  nelle  seguenti          materie:                a) politica  estera  e  rapporti internazionali dello          Stato;  rapporti  dello Stato con l'Unione europea; diritto          di  asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non          appartenenti all'Unione europea;                b) immigrazione;                c) rapporti   tra  la  Repubblica  e  le  confessioni          religiose;                d) difesa  e  Forze  armate;  sicurezza  dello Stato;          armi, munizioni ed esplosivi;                e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari;          tutela   della   concorrenza;  sistema  valutario;  sistema          tributario  e  contabile  dello  Stato;  perequazione delle          risorse finanziarie;                f) organi  dello  Stato  e relative leggi elettorali;          referendum statali; elezione del Parlamento europeo;                g) ordinamento  e organizzazione amministrativa dello          Stato e degli enti pubblici nazionali;                h) ordine  pubblico  e sicurezza, ad esclusione della          polizia amministrativa locale;                i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;                l) giurisdizione  e  norme  processuali;  ordinamento          civile e penale; giustizia amministrativa;                m) determinazione   dei   livelli   essenziali  delle          prestazioni  concernenti  i  diritti  civili  e sociali che          devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;                n) norme generali sull'istruzione;                o) previdenza sociale;                p) legislazione   elettorale,  organi  di  governo  e          funzioni   fondamentali   di   comuni,  province  e  città          metropolitane;                q) dogane,   protezione   dei   confini  nazionali  e          profilassi internazionale;                r) pesi,   misure   e   determinazione   del   tempo;          coordinamento informativo statistico e informatico dei dati          dell'amministrazione  statale,  regionale  e  locale; opere          dell'ingegno;                s) tutela  dell'ambiente,  dell'ecosistema e dei beni          culturali.              Sono   materie   di   legislazione  concorrente  quelle          relative  a: rapporti internazionali e con l'Unione europea          delle  regioni;  commercio con l'estero; tutela e sicurezza          del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni          scolastiche  e  con  esclusione  della  istruzione  e della          formazione  professionale; professioni; ricerca scientifica          e  tecnologica  e  sostegno  all'innovazione  per i settori          produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento          sportivo;  protezione civile; governo del territorio; porti          e   aeroporti   civili;  grandi  reti  di  trasporto  e  di          navigazione;  ordinamento  della comunicazione; produzione,          trasporto    e    distribuzione   nazionale   dell'energia;          previdenza  complementare e integrativa; armonizzazione dei          bilanci  pubblici  e coordinamento della finanza pubblica e          del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e          ambientali  e  promozione  e  organizzazione  di  attività          culturali;  casse  di  risparmio,  casse rurali, aziende di          credito  a carattere regionale; enti di credito fondiario e          agrario   a   carattere   regionale.   Nelle   materie   di          legislazione  concorrente  spetta  alle regioni la potestà          legislativa,  salvo  che per la determinazione dei principi          fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.              Spetta   alle   regioni   la  potestà  legislativa  in          riferimento  ad  ogni  materia  non espressamente riservata          alla legislazione dello Stato.              Le  regioni  e  le  province  autonome  di  Trento e di          Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle          decisioni  dirette  alla  formazione  degli  atti normativi          comunitari  e  provvedono  all'attuazione  e all'esecuzione          degli  accordi  internazionali  e  degli  atti  dell'Unione          europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da          legge dello Stato, che disciplina le modalità di esercizio          del potere sostitutivo in caso di inadempienza.              La  potestà  regolamentare  spetta  allo  Stato  nelle          materie   di  legislazione  esclusiva,  salva  delega  alle          regioni.  La  potestà regolamentare spetta alle regioni in          ogni  altra  materia.  I  comuni,  le  province e le città          metropolitane  hanno  potestà regolamentare in ordine alla          disciplina  dell'organizzazione  e  dello svolgimento delle          funzioni loro attribuite.              Le   leggi   regionali   rimuovono  ogni  ostacolo  che          impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella          vita  sociale,  culturale  ed  economica  e  promuovono  la          parità   di  accesso  tra  donne  e  uomini  alle  cariche          elettive.              La legge regionale ratifica le intese della regione con          altre  regioni  per  il  migliore  esercizio  delle proprie          funzioni, anche con individuazione di organi comuni.              Nelle   materie  di  sua  competenza  la  regione  può          concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali          interni   ad   altro   Stato,  nei  casi  e  con  le  forme          disciplinati da leggi dello Stato.".              "Art. 118. - Le funzioni amministrative sono attribuite          ai  comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario,          siano conferite a province, città metropolitane, regioni e          Stato,   sulla   base   dei   principi  di  sussidiarietà,          differenziazione ed adeguatezza.              I  comuni,  le  province e le città metropolitane sono          titolari  di  funzioni  amministrative  proprie e di quelle          conferite   con  legge  statale  o  regionale,  secondo  le          rispettive competenze.              La  legge statale disciplina forme di coordinamento fra          Stato  e  regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h)          del secondo comma dell'art. 117, e disciplina inoltre forme          di  intesa  e  coordinamento nella materia della tutela dei          beni culturali.              Stato, regioni, città metropolitane, province e comuni          favoriscono  l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e          associati,  per  lo  svolgimento  di attività di interesse          generale, sulla base del principio di sussidiarietà.".              -  La  legge  23 agosto 1988, n. 400, reca: "Disciplina          dell'attività  di  Governo  e ordinamento della Presidenza          del  Consiglio  dei Ministri". Il testo dell'art. 17, comma          2, così recita:              "2. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa          deliberazione   del  Consiglio  dei  Ministri,  sentito  il          Consiglio  di  Stato,  sono  emanati  i  regolamenti per la          disciplina  delle  materie, non coperte da riserva assoluta          di legge prevista dalla Costituzione, per le quali le leggi          della  Repubblica,  autorizzando l'esercizio della potestà          regolamentare  del  Governo,  determinano le norme generali          regolatrici  della materia e dispongono l'abrogazione delle          norme  vigenti,  con  effetto  dall'entrata in vigore delle          norme regolamentari.".              - La legge 5 febbraio 1992, n. 104, reca: "Legge-quadro          per  l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle          persone   handicappate"".   In  particolare  l'integrazione          scolastica  delle  persone  in  situazione  di  handicap è          oggetto degli articoli:                12 (diritto all'educazione e all'istruzione);                13 (integrazione scolastica);                14 (modalità di attuazione dell'integrazione);                15 (gruppi di lavoro per l'integrazione scolastica);                16 (valutazione del rendimento e prove d'esame);                17 (formazione professionale).              - L'art. 34 della Costituzione così recita:              "Art.  34 (La scuola è aperta a tutti). - L'istruzione          inferiore,  impartita per almeno otto anni, è obbligatoria          e gratuita.              I  capaci  e  meritevoli, anche se privi di mezzi hanno          diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.              La  Repubblica rende effettivo questo diritto con borse          di  studio  assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che          devono essere attribuite per concorso."."              -  La  legge  17  maggio 1999, n. 144, reca: "Misure in          materia  di investimenti, delega al Governo per il riordino          degli  incentivi  all'occupazione  e  della  normativa  che          disciplina  l'INAIL,  nonché  disposizioni per il riordino          degli enti previdenziali"". L'art. 68 così recita:              "Art. 68 (Obbligo di frequenza di attività formative).          -  1.  Al  fine  di  potenziare  la  crescita  culturale  e          professionale  dei  giovani, ferme restando le disposizioni          vigenti  per quanto riguarda l'adempimento e l'assolvimento          dell'obbligo     dell'istruzione,    è    progressivamente          istituito,  a  decorrere  dall'anno 1999-2000, l'obbligo di          frequenza  di  attività  formative  fino al compimento del          diciottesimo anno di età. Tale obbligo può essere assolto          in percorsi anche integrati di istruzione e formazione:                a) nel sistema di istruzione scolastica;                b) nel  sistema  della  formazione  professionale  di          competenza regionale;                c) nell'esercizio dell'apprendistato.              2.  L'obbligo  di  cui  al  comma 1 si intende comunque          assolto  con  il  conseguimento  di  un  diploma  di scuola          secondaria  superiore  o di una qualifica professionale. Le          competenze  certificate in esito a qualsiasi segmento della          formazione  scolastica,  professionale e dell'apprendistato          costituiscono  crediti  per  il  passaggio  da  un  sistema          all'altro.              3.  I servizi per l'impiego decentrati organizzano, per          le funzioni di propria competenza, l'anagrafe regionale dei          soggetti che hanno adempiuto o assolto l'obbligo scolastico          e predispongono le relative iniziative di orientamento.              4. Agli oneri derivanti dall'intervento di cui al comma          1 si provvede:                a) a carico del Fondo di cui all'art. 1, comma 7, del          decreto-legge  20  maggio  1993,  n.  148,  convertito, con          modificazioni,  dalla  legge  19 luglio 1993, n. 236, per i          seguenti  importi:  lire 200 miliardi per l'anno 1999, lire          430  miliardi  per il 2000, lire 562 miliardi per il 2001 e          fino a lire 590 miliardi a decorrere dall'anno 2002;                b) a  carico  del Fondo di cui all'art. 4 della legge          18 dicembre  1997,  n. 440, per i seguenti importi: lire 30          miliardi per l'anno 2000, lire 110 miliardi per l'anno 2001          e  fino  a  lire 190 miliardi a decorrere dall'anno 2002. A          decorrere  dall'anno  2000,  per  la  finalità di cui alla          legge  18  dicembre  1997,  n.  440,  si  provvede ai sensi          dell'art.  11,  comma  3,  lettera d), della legge 5 agosto          1978, n. 468, e successive modificazioni.              5.  Con  regolamento  da adottare, entro sei mesi dalla          data  di  pubblicazione della presente legge nella Gazzetta          Ufficiale,  su  proposta  dei  Ministri  del lavoro e della          previdenza sociale, della pubblica istruzione e del tesoro,          del  bilancio  e  della  programmazione  economica,  previo          parere  delle  competenti  Commissioni parlamentari e della          Conferenza   unificata   di   cui  al  decreto  legislativo          28 agosto 1997, n. 281, sentite le organizzazioni sindacali          comparativamente  più rappresentative a livello nazionale,          sono  stabiliti  i  tempi  e le modalità di attuazione del          presente  articolo, anche con riferimento alle funzioni dei          servizi per l'impiego di cui al comma 3, e sono regolate le          relazioni  tra  l'obbligo  di  istruzione  e  l'obbligo  di          formazione,  nonché  i  criteri coordinati ed integrati di          riconoscimento reciproco dei crediti formativi e della loro          certificazione  e  di  ripartizione delle risorse di cui al          comma 4  tra le diverse iniziative attraverso le quali può          essere  assolto  l'obbligo  di  cui  al  comma 1. In attesa          dell'emanazione  del  predetto regolamento, il Ministro del          lavoro  e  della  previdenza  sociale  con  proprio decreto          destina  nell'ambito  delle  risorse  di  cui  al  comma 4,          lettera  a), una quota fino a lire 200 miliardi, per l'anno          1999,   per   le  attività  di  formazione  nell'esercizio          dell'apprendistato  anche se svolte oltre il compimento del          diciottesimo  anno  di  età,  secondo  le modalità di cui          all'art. 16 della legge 24 giugno 1997, n. 196. Le predette          risorse  possono  essere  altresì destinate al sostegno ed          alla  valorizzazione  di  progetti sperimentali in atto, di          formazione per l'apprendistato, dei quali sia verificata la          compatibilità  con  le  disposizioni previste dall'art. 16          della  citata  legge n. 196 del 1997. Alle finalità di cui          ai  commi  l  e  2  la  regione Valle d'Aosta e le province          autonome  di  Trento  e di Bolzano provvedono, in relazione          alle  competenze ad esse attribuite e alle funzioni da esse          esercitate    in    materia   di   istruzione,   formazione          professionale  e apprendistato, secondo quanto disposto dai          rispettivi  statuti  speciali  e  dalle  relative  norme di          attuazione.  Per  l'esercizio di tali competenze e funzioni          le  risorse  dei  fondi  di  cui  al comma 4 sono assegnate          direttamente  alla  regione  Valle  d'Aosta e alle province          autonome di Trento e di Bolzano.".              -  Il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reca:          "Definizione   ed   ampliamento  delle  attribuzioni  della          Conferenza  permanente  per  i  rapporti  tra  lo Stato, le          regioni  e  le  province  autonome  di  Trento e Bolzano ed          unificazione,  per  le  materie  ed  i compiti di interesse          comune  delle  regioni, delle province e dei comuni, con la          Conferenza  Stato-città  ed  autonomie  locali."".  Per il          testo dell'art. 8 si rinvia alle note all'art. 1.              -  La  legge  17  maggio 1999, n. 144, reca: "Misure in          materia  di investimenti, delega al Governo per il riordino          degli  incentivi  all'occupazione  e  della  normativa  che          disciplina  l'INAIL,  nonché  disposizioni per il riordino          degli enti previdenziali". L'art. 69 così recita:              "Art. 69 (Istruzione e formazione tecnica superiore). -          1.   Per   riqualificare  e  ampliare  l'offerta  formativa          destinata   ai  giovani  e  agli  adulti,  occupati  e  non          occupati,  nell'ambito  del sistema di formazione integrata          superiore (FIS), è istituito il sistema della istruzione e          formazione  tecnica superiore (IFTS), al quale si accede di          norma  con  il  possesso  del  diploma di scuola secondaria          superiore.  Con  decreto  adottato di concerto dai Ministri          della  pubblica  istruzione,  del lavoro e della previdenza          sociale  e  dell'università  e della ricerca scientifica e          tecnologica,  sentita  la  Conferenza  unificata  di cui al          decreto  legislativo  28 agosto 1997, n. 281, sono definiti          le  condizioni di accesso ai corsi dell'IFTS per coloro che          non  sono  in  possesso  del  diploma  di scuola secondaria          superiore,  gli standard dei diversi percorsi dell'IFTS, le          modalità  che  favoriscono  l'integrazione  tra  i sistemi          formativi  di  cui  all'art. 68 e determinano i criteri per          l'equipollenza  dei  rispettivi  percorsi  e titoli; con il          medesimo decreto sono altresì definiti i crediti formativi          che   vi   si   acquisiscono  e  le  modalità  della  loro          certificazione  e  utilizzazione,  a  norma  dell'art. 142,          comma 1, lettera c), del decreto legislativo 31 marzo 1998,          n 112.              2.  Le  regioni  programmano  l'istituzione  dei  corsi          dell'IFTS,   che   sono   realizzati   con   modalità  che          garantiscono  l'integrazione  tra  sistemi formativi, sulla          base  di linee guida definite d'intesa tra i Ministri della          pubblica  istruzione, del lavoro e della previdenza sociale          e   dell'università   e   della   ricerca   scientifica  e          tecnologica,  la  Conferenza  unificata  di  cui al decreto          legislativo  28  agosto  1997,  n.  281, e le parti sociali          mediante  l'istituzione  di un apposito comitato nazionale.          Alla   progettazione   dei   corsi   dell'IFTS   concorrono          università,  scuole  medie  superiori,  enti  pubblici  di          ricerca,  centri  e  agenzie  di  formazione  professionale          accreditati  ai  sensi  dell'art.  17 della legge 24 giugno          1997,  n.  196,  e  imprese  o  loro associazioni, tra loro          associati anche in forma consortile.              3.  La  certificazione  rilasciata in esito ai corsi di          cui al comma 1, che attesta le competenze acquisite secondo          un  modello allegato alle linee guida di cui al comma 2, è          valida in ambito nazionale.              4.  Gli  interventi  di  cui  al presente articolo sono          programmabili  a  valere  sul Fondo di cui all'art. 4 della          legge  18  dicembre  1997, n. 440, nei limiti delle risorse          preordinate   allo   scopo  dal  Ministero  della  pubblica          istruzione,  nonché sulle risorse finalizzate a tale scopo          dalle  regioni  nei  limiti delle proprie disponibilità di          bilancio. Possono concorrere allo scopo anche altre risorse          pubbliche  e  private.  Alle  finalità  di cui al presente          articolo la regione Valle d'Aosta e le province autonome di          Trento   e   di   Bolzano  provvedono,  in  relazione  alle          competenze  e  alle  funzioni  ad  esse attribuite, secondo          quanto  disposto  dagli  statuti  speciali e dalle relative          norme di attuazione; a tal fine accedono al Fondo di cui al          presente  comma  e la certificazione rilasciata in esito ai          corsi da essi istituiti è valida in ambito nazionale."."
Note all'art. 4:              -  La  legge  24  giugno  1997, n. 196, reca: "Norme in          materia  di  promozione  dell'occupazione." L'art. 18 così          recita:              "Art.  18  (Tirocini formativi e di orientamento). - 1.          Al  fine  di  realizzare momenti di alternanza tra studio e          lavoro  e  di agevolare le scelte professionali mediante la          conoscenza   diretta   del  mondo  del  lavoro,  attraverso          iniziative  di  tirocini  pratici  e  stages  a  favore  di          soggetti  che  hanno  già  assolto l'obbligo scolastico ai          sensi  della  legge  31 dicembre 1962, n. 1859, con decreto          del  Ministro  del  lavoro  e  della previdenza sociale, di          concerto   con   il  Ministro  della  pubblica  istruzione,          dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica,          da  adottarsi  ai  sensi dell'art. 17 della legge 23 agosto          1988,  n.  400, sono emanate, entro nove mesi dalla data di          entrata  in  vigore  della presente legge, disposizioni nel          rispetto dei seguenti principi e criteri generali:                a) possibilità  di  promozione delle iniziative, nei          limiti   delle   risorse  rese  disponibili  dalla  vigente          legislazione,  anche  su  proposta  degli enti bilaterali e          delle  associazioni  sindacali  dei  datori di lavoro e dei          lavoratori,   da   parte   di   soggetti   pubblici   o   a          partecipazione  pubblica  e  di soggetti privati non aventi          scopo  di  lucro,  in  possesso  degli  specifici requisiti          preventivamente  determinati in funzione di idonee garanzie          all'espletamento    delle    iniziative   medesime   e   in          particolare:  agenzie  regionali  per  l'impiego  e  uffici          periferici  del  Ministero  del  lavoro  e della previdenza          sociale;    università;    provveditorati    agli   studi;          istituzioni scolastiche non statali che rilascino titoli di          studio con valore legale; centri pubblici di formazione e/o          orientamento,  ovvero  a partecipazione pubblica o operanti          in  regime  di convenzione ai sensi dell'art. 5 della legge          21  dicembre  1978,  n.  845;  comunità  terapeutiche enti          ausiliari  e  cooperative  sociali,  purchè iscritti negli          specifici   albi   regionali,  ove  esistenti;  servizi  di          inserimento   lavorativo   per  disabili  gestiti  da  enti          pubblici delegati dalla regione;                b) attuazione   delle   iniziative   nell'ambito   di          progetti di orientamento e di formazione, con priorità per          quelli  definiti  all'interno di programmi operativi quadro          predisposti   dalle   regioni,  sentite  le  organizzazioni          sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale;                c) svolgimento  dei  tirocini  sulla base di apposite          convenzioni  intervenute tra i soggetti di cui alla lettera          a) e i datori di lavoro pubblici e privati;                d) previsione   della   durata   dei   rapporti   non          costituenti  rapporti  di lavoro, in misura non superiore a          dodici mesi, ovvero a ventiquattro mesi in caso di soggetti          portatori  di  handicap,  da  modulare  in  funzione  della          specificità dei diversi tipi di utenti;                e) obbligo   da   parte  dei  soggetti  promotori  di          assicurare i tirocinanti mediante specifica convenzione con          l'Istituto   nazionale   per   l'assicurazione  contro  gli          infortuni  sul  lavoro  (INAIL)  e  per  la responsabilità          civile  e  di  garantire  la  presenza  di  un  tutore come          responsabile  didattico-organizzativo  delle attività; nel          caso in cui i soggetti promotori siano le agenzie regionali          per  l'impiego  e  gli  uffici periferici del Ministero del          lavoro  e  della  previdenza  sociale,  il datore di lavoro          ospitante   può  stipulare  la  predetta  convenzione  con          l'INAIL direttamente e a proprio carico;                f) attribuzione  del valore di crediti formativi alle          attività  svolte nel corso degli stages e delle iniziative          di  tirocinio  pratico di cui al comma l da utilizzare, ove          debitamente certificati, per l'accensione di un rapporto di          lavoro;                g) possibilità  di  ammissione,  secondo modalità e          criteri  stabiliti  con  decreto  del Ministro del lavoro e          della  previdenza  sociale,  e  nei  limiti  delle  risorse          finanziarie preordinate allo scopo nell'ambito del Fondo di          cui  all'art.  1  del decreto-legge 20 maggio 1993, n. 148,          convertito,  con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993,          n.   236,   al  rimborso  totale  o  parziale  degli  oneri          finanziari connessi all'attuazione di progetti di tirocinio          di  cui  al  presente  articolo  a  favore  dei giovani del          Mezzogiorno  presso  imprese  di  regioni diverse da quelle          operanti nella predetta area, ivi compresi, nel caso in cui          i  progetti  lo  prevedano,  gli  oneri relativi alla spesa          sostenuta  dall'impresa  per  il  vitto  e  l'alloggio  del          tirocinante;                h) abrogazione, ove occorra, delle norme vigenti;                i) computabilità  dei soggetti portatori di handicap          impiegati  nei  tirocini ai fini della legge 2 aprile 1963,          n.  482,  e  successive  modificazioni,  purchè gli stessi          tirocini  siano  oggetto  di  convenzione  ai  sensi  degli          articoli 5  e  17  della  legge  28 febbraio 1987, n. 56, e          siano finalizzati all'occupazione.".              -  Il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, reca:          "Definizione   ed   ampliamento  delle  attribuzioni  della          Conferenza  permanente  per  i  rapporti  tra  lo Stato, le          regioni  e  le  province  autonome  di  Trento e Bolzano ed          unificazione,  per  le  materie  ed  i compiti di interesse          comune  delle  regioni, delle province e dei comuni, con la          Conferenza Stato-città ed autonomie locali.". Per il testo          dell'art. 8, si rinvia alle note all'art. 1.
Note all'art. 5:              -  La  legge  2  agosto  1999,  n. 264, reca: "Norme in          materia di accessi ai corsi universitari"." L'art. 1, comma          1, così recita:              "1. Sono programmati a livello nazionale gli accessi:                a) ai  corsi  di  laurea  in medicina e chirurgia, in          medicina  veterinaria,  in odontoiatria e protesi dentaria,          in  architettura,  ai  corsi  di laurea specialistica delle          professioni   sanitarie,   nonché   ai  corsi  di  diploma          universitario,  ovvero individuati come di primo livello in          applicazione  dell'art. 17, comma 95, della legge 15 maggio          1997,  n.  127,  e successive modificazioni, concernenti la          formazione del personale sanitario infermieristico, tecnico          e  della  riabilitazione ai sensi dell'art. 6, comma 3, del          decreto  legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive          modificazioni,  in  conformità  alla normativa comunitaria          vigente  e  alle  raccomandazioni  dell'Unione  europea che          determinano   standard  formativi  tali  da  richiedere  il          possesso di specifici requisiti;                b) ai  corsi  di  laurea  in scienza della formazione          primaria    e   alle   scuole   di   specializzazione   per          l'insegnamento   secondario,   di   cui,   rispettivamente,          all'art.  3,  comma  2,  e all'art. 4, comma 2, della legge          19 novembre 1990, n. 341;                c) ai  corsi  di formazione specialistica dei medici,          disciplinati  ai  sensi  del  decreto  legislativo 8 agosto          1991, n. 257;                d) alle scuole di specializzazione per le professioni          legali,  disciplinate  ai  sensi  dell'art.  16 del decreto          legislativo 17 novembre 1997, n. 398;                e) ai  corsi  universitari  di  nuova  istituzione  o          attivazione,  su  proposta  delle università e nell'ambito          della  programmazione  del  sistema  universitario,  per un          numero  di  anni  corrispondente  alla  durata  legale  del          corso."."              -  La  legge  15  maggio  1997,  n.  127, reca: "Misure          urgenti  per lo snellimento dell'attività amministrativa e          dei  procedimenti  di decisione e di controllo". L'art. 17,          comma 95, così recita:              "95. L'ordinamento  degli studi dei corsi universitari,          con  esclusione  del  dottorato di ricerca, è disciplinato          dagli  atenei, con le modalità di cui all'art. 11, commi 1          e 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, in conformità a          criteri  generali  definiti,  nel  rispetto della normativa          comunitaria   vigente  in  materia,  sentiti  il  Consiglio          universitario   nazionale  e  le  Commissioni  parlamentari          competenti,   con   uno   o   più   decreti  del  Ministro          dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica,          di  concerto  con altri Ministri interessati, limitatamente          ai  criteri  relativi  agli  ordinamenti  per  i  quali  il          medesimo  concerto  è  previsto  alla  data  di entrata in          vigore  della  presente  legge,  ovvero da disposizioni dei          commi  da  96 a 119 del presente articolo. I decreti di cui          al presente comma determinano altresì:                a) con riferimento ai corsi di cui al presente comma,          accorpati per aree omogenee, la durata, anche eventualmente          comprensiva del percorso formativo già svolto, l'eventuale          serialità  dei  predetti  corsi e dei relativi titoli, gli          obiettivi   formativi  qualificanti,  tenendo  conto  degli          sbocchi  occupazionali  e  della  spendibilità  a  livello          internazionale, nonché la previsione di nuove tipologie di          corsi   e   di   titoli  universitari,  in  aggiunta  o  in          sostituzione  a  quelli determinati dagli articoli 1, 2, 3,          comma 1 e 4, comma 1, della legge 19 novembre 1990, n. 341,          anche  modificando gli ordinamenti e la durata di quelli di          cui  al  decreto  legislativo  8  maggio  1998,  n. 178, in          corrispondenza    di    attività   didattiche   di   base,          specialistiche,  di  perfezionamento  scientifico,  di alta          formazione permanente e ricorrente;                b) modalità  e  strumenti  per  l'orientamento e per          favorire la mobilità degli studenti, nonché la più ampia          informazione   sugli   ordinamenti   degli   studi,   anche          attraverso    l'utilizzo   di   strumenti   informatici   e          telematici;                c) modalità  di  attivazione da parte di università          italiane, in collaborazione con atenei stranieri, dei corsi          universitari di cui al presente comma, nonché di dottorati          di  ricerca,  anche  in  deroga alle disposizioni di cui al          Capo  II  del  Titolo  III del decreto del Presidente della          Repubblica 11 luglio 1980, n. 382."."              -  Il  decreto  del  Ministro  dell'università e della          ricerca  scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509,          reca:  "Regolamento  recante  norme concernenti l'autonomia          didattica  degli  atenei".  L'art.  10, comma 2 e l'art. 6,          comma 4, così recitano:              "Art.  10 (Obiettivi e attività formative qualificanti          delle classi).              (Omissis).              2.  I  decreti  ministeriali  determinano altresì, per          ciascuna  classe,  il  numero  minimo  di  crediti  che gli          ordinamenti didattici riservano ad ogni attività formativa          e   ad   ogni   ambito  disciplinare  di  cui  al  comma 1,          rispettando  i  seguenti vincoli percentuali sul totale dei          crediti necessari per conseguire il titolo di studio:                a) la  somma  totale dei crediti riservati non potrà          essere superiore al 66 per cento;                b) le  somme  dei  crediti  riservati,  relativi alle          attività di cui alle lettere a), b), c) e alle lettere d),          e),   f) del   comma   l  non  potranno  essere  superiori,          rispettivamente, al 50 per cento e al 20 per cento;                c) i  crediti  riservati,  relativi alle attività di          ognuna delle tipologie di cui alle lettere a), b), c) e d),          e),   f)   del  comma  1  non  potranno  essere  inferiori,          rispettivamente, al 10 e al 5 per cento".              "Art. 6 (Requisiti di ammissione ai corsi di studio).              (Omissis).              4.  Per  essere ammessi ad un corso di specializzazione          occorre  essere  in possesso almeno della laurea, ovvero di          altro  titolo di studio conseguito all'estero, riconosciuto          idoneo.  Nel  rispetto delle norme e delle direttive di cui          all'art.  3,  comma  6, i decreti ministeriali stabiliscono          gli  specifici  requisiti  di  ammissione  ad  un  corso di          specializzazione,   ivi   compresi  gli  eventuali  crediti          formativi  universitari  aggiuntivi  rispetto  al titolo di          studio   già   conseguito,  purchè  nei  limiti  previsti          dall'art. 7, comma 3".              -  La  legge  21  dicembre 1999, n. 508, reca: "Riforma          delle  Accademie di belle arti, dell'Accademia nazionale di          danza,  dell'Accademia  nazionale di arte drammatica, degli          Istituti   superiori   per  le  industrie  artistiche,  dei          Conservatori   di   musica   e   degli   Istituti  musicali          pareggiati.".  Si  ritiene  opportuno riportare le seguenti          parti della legge:              "1  (Finalità  della legge). - 1. La presente legge è          finalizzata  alla  riforma  delle  Accademie di belle arti,          dell'Accademia nazionale di danza, dell'Accademia nazionale          di   arte  drammatica,  degli  Istituti  superiori  per  le          industrie  artistiche  (ISIA), dei Conservatori di musica e          degli Istituti musicali pareggiati.              2 (Alta   formazione  e  specializzazione  artistica  e          musicale).  -  1.  Le  Accademie di belle arti, l'Accademia          nazionale  di  arte  drammatica  e  gli  ISIA, nonché, con          l'applicazione  delle  disposizioni  di  cui  al comma 2, i          Conservatori  di  musica,  l'Accademia nazionale di danza e          gli Istituti musicali pareggiati costituiscono, nell'ambito          delle  istituzioni  di  alta  cultura  cui  l'art. 33 della          Costituzione  riconosce  il  diritto  di  darsi ordinamenti          autonomi,     il    sistema    dell'alta    formazione    e          specializzazione   artistica   e   musicale.   Le  predette          istituzioni  sono  disciplinate dalla presente legge, dalle          norme  in  essa richiamate e dalle altre norme che vi fanno          espresso riferimento.              2.  I  Conservatori di musica, l'Accademia nazionale di          danza  e  gli Istituti musicali pareggiati sono trasformati          in  Istituti  superiori  di  studi musicali e coreutici, ai          sensi del presente articolo.              3.   Il   Ministro  dell'università  e  della  ricerca          scientifica  e  tecnologica  esercita,  nei confronti delle          istituzioni  di  cui  all'art. 1, poteri di programmazione,          indirizzo e coordinamento sulla base di quanto previsto dal          titolo  I della legge 9 maggio 1989, n. 168, e nel rispetto          dei principi di autonomia sanciti dalla presente legge.              4.  Le istituzioni di cui all'art. 1 sono sedi primarie          di  alta  formazione,  di specializzazione e di ricerca nel          settore artistico e musicale e svolgono correlate attività          di  produzione.  Sono  dotate  di  personalità giuridica e          godono  di  autonomia  statutaria,  didattica, scientifica,          amministrativa,   finanziaria  e  contabile  ai  sensi  del          presente    articolo,    anche   in   deroga   alle   norme          dell'ordinamento   contabile   dello  Stato  e  degli  enti          pubblici, ma comunque nel rispetto dei relativi principi.              5.  Le  istituzioni  di  cui  all'art. 1 istituiscono e          attivano  corsi  di  formazione  ai  quali si accede con il          possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado,          nonché  corsi di perfezionamento e di specializzazione. Le          predette    istituzioni    rilasciano   specifici   diplomi          accademici   di   primo   e  secondo  livello,  nonché  di          perfezionamento,  di  specializzazione e di formazione alla          ricerca in campo artistico e musicale. Ai titoli rilasciati          dalle  predette istituzioni si applica il comma 5 dell'art.          9  della  legge  19  novembre 1990, n. 341. Con decreto del          Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato su proposta          del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e          tecnologica,  di  concerto  con il Ministro per la funzione          pubblica,  previo parere del Consiglio nazionale per l'alta          formazione  artistica e musicale (CNAM), di cui all'art. 3,          sono  dichiarate  le  equipollenze  tra  i titoli di studio          rilasciati  ai  sensi  della  presente  legge e i titoli di          studio  universitari  al  fine esclusivo dell'ammissione ai          pubblici  concorsi per l'accesso alle qualifiche funzionali          del  pubblico  impiego  per  le  quali  ne è prescritto il          possesso.              6.   Il   rapporto   di   lavoro  del  personale  delle          istituzioni  di cui all'art. 1 è regolato contrattualmente          ai  sensi del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e          successive  modificazioni  e  integrazioni,  nell'ambito di          apposito  comparto  articolato  in  due  distinte  aree  di          contrattazione,  rispettivamente per il personale docente e          non  docente.  Limitatamente  alla  copertura  dei posti in          organico  che  si  rendono  disponibili  si fa ricorso alle          graduatorie  nazionali previste dall'art. 270, comma 1, del          testo  unico  delle  disposizioni  legislative  vigenti  in          materia  di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine          e  grado, approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994,          n. 297, come modificato dall'art. 3, comma 1, della legge 3          maggio   1999,   n.   124,  le  quali  integrate  in  prima          applicazione  a  norma  del  citato  art.  3, comma 2, sono          trasformate  in graduatorie ad esaurimento. Per le esigenze          didattiche  derivanti dalla presente legge cui non si possa          far   fronte  nell'ambito  delle  dotazioni  organiche,  si          provvede    esclusivamente   mediante   l'attribuzione   di          incarichi  di  insegnamento  di  durata  non  superiore  al          quinquennio,   rinnovabili,   anche   ove   temporaneamente          conferiti  a  personale  incluso nelle predette graduatorie          nazionali.  Dopo  l'esaurimento  di  tali  graduatorie, gli          incarichi  di insegnamento sono attribuiti con contratti di          durata   non   superiore  al  quinquennio,  rinnovabili.  I          predetti   incarichi  di  insegnamento  non  sono  comunque          conferibili al personale in servizio di ruolo. Il personale          docente e non docente, in servizio nelle istituzioni di cui          all'art.  1  alla  data di entrata in vigore della presente          legge  con  rapporto  di  lavoro  a tempo indeterminato, è          inquadrato presso di esse in appositi ruoli ad esaurimento,          mantenendo  le  funzioni  e  il  trattamento complessivo in          godimento.  Salvo  quanto stabilito nel secondo e nel terzo          periodo   del   presente   comma,  nei  predetti  ruoli  ad          esaurimento  è  altresì  inquadrato il personale inserito          nelle graduatorie nazionali sopraindicate, anche se assunto          dopo la data di entrata in vigore della presente legge.              7.   Con  uno  o  più  regolamenti  emanati  ai  sensi          dell'art.  17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400,          su  proposta  del Ministro dell'università e della ricerca          scientifica e tecnologica di concerto con il Ministro della          pubblica  istruzione,  sentiti  il  CNAM  e  le  competenti          Commissioni   parlamentari,  le  quali  si  esprimono  dopo          l'acquisizione  degli altri pareri previsti per legge, sono          disciplinati:                a) i    requisiti    di   qualificazione   didattica,          scientifica e artistica delle istituzioni e dei docenti;                b) i requisiti di idoneità delle sedi;                c) le modalità di trasformazione di cui al comma 2;                d) i  possibili  accorpamenti  e  fusioni, nonché le          modalità di convenzionamento con istituzioni scolastiche e          universitarie e con altri soggetti pubblici e privati;                e) le procedure di reclutamento del personale;                f) i criteri generali per l'adozione degli statuti di          autonomia e per l'esercizio dell'autonomia regolamentare;                g) le  procedure,  i  tempi  e  le  modalità  per la          programmazione,  il riequilibrio e lo sviluppo dell'offerta          didattica nel settore;                h) i    criteri    generali   per   l'istituzione   e          l'attivazione   dei  corsi,  ivi  compresi  quelli  di  cui          all'art. 4, comma 3, per gli ordinamenti didattici e per la          programmazione degli accessi;                i) la valutazione dell'attività delle istituzioni di          cui all'art. 1.              8.  I  regolamenti di cui al comma 7 sono emanati sulla          base dei seguenti principi e criteri direttivi:                a) valorizzazione   delle  specificità  culturali  e          tecniche  dell'alta formazione artistica e musicale e delle          istituzioni  del  settore,  nonché definizione di standard          qualitativi riconosciuti in ambito internazionale;                b) rapporto tra studenti e docenti, nonché dotazione          di  strutture  e  infrastrutture,  adeguati alle specifiche          attività formative;                c) programmazione  dell'offerta  formativa sulla base          della  valutazione  degli  sbocchi  professionali  e  della          considerazione  del  diverso  ruolo  della  formazione  del          settore  rispetto  alla formazione tecnica superiore di cui          all'art.  69 della legge 17 maggio 1999, n. 144, e a quella          universitaria, prevedendo modalità e strumenti di raccordo          tra i tre sistemi su base territoriale;                d) previsione,  per le istituzioni di cui all'art. 1,          della  facoltà  di  attivare, fino alla data di entrata in          vigore  di  specifiche norme di riordino del settore, corsi          di formazione musicale o coreutica di base, disciplinati in          modo  da  consentire la frequenza agli alunni iscritti alla          scuola media e alla scuola secondaria superiore;                e) possibilità  di  prevedere,  contestualmente alla          riorganizzazione  delle  strutture e dei corsi esistenti e,          comunque, senza maggiori oneri per il bilancio dello Stato,          una  graduale  statizzazione,  su  richiesta, degli attuali          Istituti  musicali  pareggiati  e  delle Accademie di belle          arti  legalmente riconosciute, nonché istituzione di nuovi          musei  e  riordino  di  musei  esistenti,  di  collezioni e          biblioteche,  ivi  comprese  quelle musicali, degli archivi          sonori,  nonché  delle strutture necessarie alla ricerca e          alle  produzioni  artistiche.  Nell'ambito  della  graduale          statizzazione   si   terrà   conto,   in  particolare  nei          capoluoghi     sprovvisti     di    istituzioni    statali,          dell'esistenza  di  Istituti  non  statali  e  di  Istituti          pareggiati  o  legalmente  riconosciuti  che  abbiano fatto          domanda,  rispettivamente, per il pareggiamento o il legale          riconoscimento, ovvero per la statizzazione, possedendone i          requisiti  alla  data  di  entrata in vigore della presente          legge;                f)  definizione  di  un  sistema di crediti didattici          finalizzati  al  riconoscimento reciproco dei corsi e delle          altre  attività didattiche seguite dagli studenti, nonché          al  riconoscimento parziale o totale degli studi effettuati          qualora   lo   studente  intenda  proseguirli  nel  sistema          universitario  o  della formazione tecnica superiore di cui          all'art. 69 della legge 17 maggio 1999, n. 144;                g) facoltà  di  convenzionamento,  nei  limiti delle          risorse  attribuite a ciascuna istituzione, con istituzioni          scolastiche per realizzare percorsi integrati di istruzione          e  di  formazione  musicale  o  coreutica anche ai fini del          conseguimento   del   diploma   di   istruzione  secondaria          superiore  o  del  proseguimento  negli  studi  di  livello          superiore;                h) facoltà  di  convenzionamento,  nei  limiti delle          risorse  attribuite a ciascuna istituzione, con istituzioni          universitarie  per  lo  svolgimento  di attività formative          finalizzate  al  rilascio  di  titoli universitari da parte          degli  atenei  e  di  diplomi  accademici  da  parte  delle          istituzioni di cui all'art. 1;                i)   facoltà   di   costituire,   sulla  base  della          contiguità territoriale, nonché della complementarietà e          integrazione   dell'offerta  formativa,  Politecnici  delle          arti,  nei  quali  possono  confluire le istituzioni di cui          all'art.   1   nonché   strutture  delle  università.  Ai          Politecnici  delle  arti  si  applicano le disposizioni del          presente articolo;                l)  verifica  periodica,  anche  mediante l'attività          dell'Osservatorio    per   la   valutazione   del   sistema          universitario,   del   mantenimento   da   parte   di  ogni          istituzione  degli  standard e dei requisiti prescritti; in          caso  di  non mantenimento da parte di istituzioni statali,          con  decreto  del Ministro dell'università e della ricerca          scientifica  e  tecnologica  le  stesse sono trasformate in          sedi  distaccate  di  altre istituzioni e, in caso di gravi          carenze  strutturali e formative, soppresse; in caso di non          mantenimento   da   parte   di   istituzioni  pareggiate  o          legalmente    riconosciute,    il    pareggiamento   o   il          riconoscimento   è   revocato  con  decreto  del  Ministro          dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica.              9.  Con  effetto  dalla data di entrata in vigore delle          norme  regolamentari  di  cui  al  comma 7 sono abrogate le          disposizioni  vigenti  incompatibili  con  esse  e  con  la          presente   legge,   la  cui  ricognizione  è  affidata  ai          regolamenti stessi.              3  (Consiglio nazionale per l'alta formazione artistica          e  musicale).  -  1.  È  costituito,  presso  il Ministero          dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica,          il  Consiglio  nazionale  per l'alta formazione artistica e          musicale   (CNAM),   il  quale  esprime  pareri  e  formula          proposte:                a) sugli  schemi  di  regolamento  di  cui al comma 7          dell'art.  2,  nonché  sugli  schemi  di decreto di cui al          comma 5 dello stesso articolo;                b) sui regolamenti didattici degli istituti;                c) sul reclutamento del personale docente;                d) sulla  programmazione  dell'offerta  formativa nei          settori artistico, musicale e coreutico.              2.  Entro un anno dalla data di entrata in vigore della          presente  legge, con decreto del Ministro deIl'unversità e          della  ricerca  scientifica  e  tecnologica,  previo parere          delle  competenti  Commissioni  parlamentari, espresso dopo          l'acquisizione  degli altri pareri previsti per legge, sono          disciplinati:                a) la composizione del CNAM, prevedendo che:                  1)  almeno i tre quarti dei componenti siano eletti          in   rappresentanza   del   personale  docente,  tecnico  e          amministrativo, nonché degli studenti delle istituzioni di          cui all'art. 1;                  2)  dei restanti componenti, una parte sia nominata          dal Ministro dell'università e della ricerca scientifica e          tecnologica   e   una  parte  sia  nominata  dal  Consiglio          universitario nazionale (CUN);                b) le   modalità   di   nomina  e  di  elezione  dei          componenti dei CNAM;                c) il funzionamento del CNAM;                d) l'elezione  da parte del CNAM di rappresentanti in          seno   al   CUN,   la   cui   composizione  numerica  resta          conseguentemente modificata.              3. In sede di prima applicazione della presente legge e          fino  alla  prima elezione del CNAM, le relative competenze          sono esercitate da un organismo composto da:                a) quattro membri in rappresentanza delle Accademie e          degli ISIA;                b) quattro  membri in rappresentanza dei Conservatori          e degli Istituti musicali pareggiati;                c) quattro  membri  designati  in  parti  eguali  dal          Ministro  dell'università  e  della  ricerca scientifica e          tecnologica e dal CUN;                d) quattro studenti delle istituzioni di cui all'art.          1;                e) un direttore amministrativo.              4.  Le  elezioni dei rappresentanti e degli studenti di          cui  al  comma 3  si  svolgono, con modalità stabilite con          decreto  del  Ministro  dell'università  e  della  ricerca          scientifica  e  tecnologica  da  pubblicare  nella Gazzetta          Ufficiale,  entro  tre mesi dalla data di entrata in vigore          della  presente legge, presso il Ministero dell'università          e  della  ricerca  scientifica e tecnologica, sulla base di          liste  separate, presentate almeno un mese prima della data          stabilita per le votazioni.              5.  Per  il  funzionamento del CNAM e dell'organismo di          cui  al  comma  3 è autorizzata la spesa annua di lire 200          milioni.              4  (Validità  dei  diplomi). - 1. I diplomi rilasciati          dalle    istituzioni   di   cui   all'art.   1,   in   base          all'ordinamento   previgente  al  momento  dell'entrata  in          vigore  della  presente  legge,  ivi compresi gli attestati          rilasciati  al  termine  dei corsi di avviamento coreutico,          mantengono   la   loro   validità   ai  fini  dell'accesso          all'insegnamento,  ai  corsi  dì  specializzazione  e alle          scuole di specializzazione.              2.  Fino  all'entrata  in vigore di specifiche norme di          riordino  del  settore, i diplomi conseguiti al termine dei          corsi di didattica della musica, compresi quelli rilasciati          prima della data di entrata in vigore della presente legge,          hanno  valore abilitante per l'insegnamento dell'educazione          musicale  nella scuola e costituiscono titolo di ammissione          ai  corrispondenti  concorsi  a posti di insegnamento nelle          scuole  secondarie, purchè il titolare sia in possesso del          diploma  di  scuola  secondaria  superiore e del diploma di          conservatorio.              3.  I  possessori  dei  diplomi  di cui al comma 1, ivi          compresi  gli  attestati rilasciati al termine dei corsi di          avviamento  coreutico,  sono ammessi, previo riconoscimento          dei  crediti  formativi acquisiti, e purchè in possesso di          diploma di istruzione secondaria di secondo grado, ai corsi          di diploma accademico di secondo livello di cui all'art. 2,          comma  5,  nonché  ai  corsi  di laurea specialistica e ai          master  di  primo  livello presso le Università. I crediti          acquisiti  ai  fini del conseguimento dei diplomi di cui al          comma  1  sono  altresì  valutati nell'ambito dei corsi di          laurea presso le Università.              3-bis.  Ai  fini dell'accesso ai pubblici concorsi sono          equiparati  alle  lauree previste dal regolamento di cui al          decreto  ministeriale  3 novembre 1999, n. 509 del Ministro          dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica,          i  diplomi  di  cui  al comma 1, ivi compresi gli attestati          rilasciati  al  termine  dei corsi di avviamento coreutico,          conseguiti  da  coloro che siano in possesso del diploma di          istruzione di secondo grado.              3-ter.  Le  disposizioni di cui al presente articolo si          applicano   alle   Accademie   di   belle  arti  legalmente          riconosciute   e   agli   Istituti   musicali   pareggiati,          limitatamente  ai  titoli  rilasciati  al  termine di corsi          autorizzati   in   sede   di   pareggiamento  o  di  legale          riconoscimento.              -  Il decreto del Ministro della pubblica istruzione 24          novembre 1998, reca: "Norme transitorie per il passaggio al          sistema   universitario  di  abilitazione  all'insegnamento          nelle   scuole  e  istituti  di  istruzione  secondaria  ed          artistica.".              - Il decreto del Presidente della Repubblica 31 ottobre          1975,  n.  970,  reca:  "Norme  in materia di scuole aventi          particolari finalità".              - La  legge  19  novembre  1990, n. 341, reca: "Riforma          degli   ordinamenti   didattici  universitari".  L'art.  3,          comma 2,  come modificato dalla legge qui pubblicata, così          recita:              "2.  Uno  specifico  corso di laurea, articolato in due          indirizzi,  è  preordinato  alla  formazione  culturale  e          professionale   degli  insegnanti,  rispettivamente,  della          scuola materna e della scuola elementare, in relazione alle          norme  del  relativo  stato giuridico. Il diploma di laurea          costituisce  titolo  necessario,  a  seconda dell'indirizzo          seguito,  ai  fini  dell'ammissione  ai concorsi a posti di          insegnamento   nella   scuola   materna   e   nella  scuola          elementare.  Il  diploma  di  laurea  dell'indirizzo per la          formazione culturale e professionale degli insegnanti della          scuola elementare costituisce altresì titolo necessario ai          fini  dell'ammissione  ai concorsi per l'accesso a posti di          istitutore  o  istitutrice nelle istruzioni educative dello          Stato.  Ai due indirizzi del corso di laurea contribuiscono          i   dipartimenti  interessati;  per  il  funzionamento  dei          predetti  corsi sono utilizzati le strutture e, con il loro          consenso,  i  professori  ed  i  ricercatori  di  tutte  le          facoltà   presso   cui   le   necessarie  competenze  sono          disponibili.".              - Il  decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, reca:          "Approvazione    del   testo   unico   delle   disposizioni          legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle          scuole di ogni ordine e grado". L'art. 401 così recita:              "Art. 401 (Graduatorie permanenti). - 1. Le graduatorie          relative  ai concorsi per soli titoli del personale docente          della scuola materna, elementare e secondaria, ivi compresi          i  licei  artistici e gli istituti d'arte, sono trasformate          in  graduatorie permanenti, da utilizzare per le assunzioni          in ruolo di cui all'art. 399, comma 1.              2.  Le  graduatorie  permanenti  di cui al comma 1 sono          periodicamente  integrate con l'inserimento dei docenti che          hanno  superato le prove dell'ultimo concorso regionale per          titoli  ed  esami,  per la medesima classe di concorso e il          medesimo   posto,  e  dei  docenti  che  hanno  chiesto  il          trasferimento  dalla  corrispondente graduatoria permanente          di  altra provincia. Contemporaneamente all'inserimento dei          nuovi   aspiranti   è   effettuato  l'aggiornamento  delle          posizioni  di  graduatoria di coloro che sono già compresi          nella graduatoria permanente.              3.  Le  operazioni  di  cui  al comma 2 sono effettuate          secondo  modalità  da definire con regolamento da adottare          con decreto del Ministro della pubblica istruzione, secondo          la  procedura  prevista  dall'art.  17,  commi 3 e 4, della          legge  23 agosto  1988,  n.  400, nel rispetto dei seguenti          criteri:  le procedure per l'aggiornamento e l'integrazione          delle  graduatorie permanenti sono improntate a principi di          semplificazione  e  snellimento  dell'azione amministrativa          salvaguardando  comunque  le  posizioni  di coloro che sono          già inclusi in graduatoria.              4.  La  collocazione  nella  graduatoria permanente non          costituisce elemento valutabile nei corrispondenti concorsi          per titoli ed esami.              5. Le graduatorie permanenti sono utilizzabili soltanto          dopo   l'esaurimento   delle   corrispondenti   graduatorie          compilate  ai sensi dell'art. 17 del decreto-legge 3 maggio          1988,  n.  140,  convertito, con modificazioni, dalla legge          4 luglio   1988,  n.  246,  e  trasformate  in  graduatorie          nazionali  dall'art. 8-bis del decreto-legge 6 agosto 1988,          n.   323,   convertito,   con  modificazioni,  dalla  legge          6 ottobre   1988,   n.   426,   nonché  delle  graduatorie          provinciali  di  cui  agli  articoli 43  e  44  della legge          20 maggio 1982, n. 270.              6.  La  nomina  in  ruolo  è  disposta  dal  dirigente          dell'amministrazione       scolastica      territorialmente          competente.              7.  Le disposizioni concernenti l'anno di formazione di          cui  all'art.  440  si applicano anche al personale docente          assunto in ruolo ai sensi del presente articolo.              8.  La  rinuncia  alla  nomina  in  ruolo  comporta  la          decadenza  dalla  graduatoria per la quale la nomina stessa          è stata conferita.              9.  Le  norme di cui al presente articolo si applicano,          con  i  necessari adattamenti, anche al personale educativo          dei  convitti  nazionali,  degli educandati femminili dello          Stato e delle altre istituzioni educative.".
Note all'art. 6:              - La  legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, reca:          "Modifiche   al   titolo   V   della  parte  seconda  della          Costituzione".  Vedi  al  riguardo  la  nota  relativa agli          articoli 117 e 118 della Costituzione riportata all'art. 2.          Si  ritiene  opportuno riportare, inoltre, l'art. 116 della          Costituzione    e    l'art.   10   della   predetta   legge          costituzionale n. 3 del 2001:              "116.   Il   Friuli-Venezia  Giulia,  la  Sardegna,  la          Sicilia,   il  Trentino-Alto  Adige/Su"dtirol  e  la  Valle          d'Aosta/Vallee  D'Aoste  dispongono  di  forme e condizioni          particolari  di  autonomia,  secondo  i  rispettivi statuti          speciali adottati con legge costituzionale.              La  regione Trentino-Alto Adige/Su"dtirol è costituita          dalle province autonome di Trento e di Bolzano.              Ulteriori  forme e condizioni particolari di autonomia,          concernenti  le materie di cui al terzo comma dell'art. 117          e  le  materie  indicate  dal  secondo  comma  del medesimo          articolo  alle lettere l), limitatamente all'organizzazione          della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite          ad  altre  regioni,  con  legge  dello Stato, su iniziativa          della  regione  interessata,  sentiti  gli enti locali, nel          rispetto  dei  principi  di  cui  all'art. 119. La legge è          approvata   dalle   Camere   a   maggioranza  assoluta  dei          componenti,  sulla base di intesa fra lo Stato e la regione          interessata.".              "10. 1. Sino all'adeguamento dei rispettivi statuti, le          disposizioni   della   presente   legge  costituzionale  si          applicano  anche  alle  regioni  a statuto speciale ed alle          province  autonome  di  Trento e di Bolzano per le parti in          cui  prevedono  forme  di  autonomia  più ampie rispetto a          quelle già attribuite.".
Note all'art. 7:              - Per  l'art.  117, sesto comma, della Costituzione, si          veda nelle note riportate all'art. 2.              - Per  l'art.  17, comma 2, della legge 23 agosto 1988,          n. 440, si veda nelle note riportate all'art. 2.              - Per il decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, si          veda nelle note riportate all'art. 1.              - La  legge  5  agosto  1978, n. 468, reca: "Riforma di          alcune  norme  di  contabilità  generale  dello  Stato  in          materia  di  bilancio".  L'art.  11-ter, commi 2 e 7, così          recita:              "11-ter (Copertura finanziaria delle leggi).              (Omissis).              2.   I   disegni   di  legge,  gli  schemi  di  decreto          legislativo e gli emendamenti di iniziativa governativa che          comportino  conseguenze finanziarie devono essere corredati          da una relazione tecnica, predisposta dalle amministrazioni          competenti  e  verificata  dal  Ministero  del  tesoro, del          bilancio    e    della   programmazione   economica   sulla          quantificazione  delle  entrate  e  degli  oneri  recati da          ciascuna  disposizione,  nonché  delle relative coperture,          con  la  specificazione,  per  la  spesa  corrente e per le          minori  entrate,  degli  oneri  annuali  fino alla completa          attuazione  delle  norme e, per le spese in conto capitale,          della  modulazione relativa agli anni compresi nel bilancio          pluriennale  e  dell'onere  complessivo  in  relazione agli          obiettivi  fisici previsti. Nella relazione sono indicati i          dati  e i metodi utilizzati per la quantificazione, le loro          fonti e ogni elemento utile per la verifica tecnica in sede          parlamentare secondo le norme da adottare con i regolamenti          parlamentari.              (Omissis).              7.  Qualora  nel  corso  dell'attuazione  di  leggi  si          verifichino  o siano in procinto di verificarsi scostamenti          rispetto  alle  previsioni  di  spesa o di entrata indicate          dalle  medesime  leggi al fine della copertura finanziaria,          il  Ministro  competente  ne dà notizia tempestivamente al          Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  il  quale, ove          manchi  la  predetta  segnalazione, riferisce al Parlamento          con  propria  relazione  e assume le conseguenti iniziative          legislative.  La  relazione  individua  le  cause che hanno          determinato  gli scostamenti, anche ai fini della revisione          dei  dati  e  dei  metodi utilizzati per la quantificazione          degli  oneri  autorizzati dalle predette leggi. Il Ministro          dell'economia  e  delle finanze può altresì promuovere la          procedura  di cui al presente comma allorchè riscontri che          l'attuazione  di  leggi  rechi pregiudizio al conseguimento          degli  obiettivi di finanza pubblica indicati dal Documento          di  programmazione  economico-finanziaria  e  da  eventuali          aggiornamenti,  come  approvati  dalle relative risoluzioni          parlamentari.  La  stessa procedura è applicata in caso di          sentenze definitive di organi giurisdizionali e della Corte          costituzionale   recanti  interpretazioni  della  normativa          vigente suscettibili di determinare maggiori oneri.".              - La legge 10 febbraio 2000, n. 30, reca: "Legge-quadro          in materia di riordino dei cicli dell'istruzione".              - La  legge  20 gennaio 1999, n. 9, reca: "Disposizioni          urgenti per l'elevamento dell'obbligo di istruzione".

 


 

 

 

LA RIFORMA DELLA SCUOLA

Legge 28 marzo 2003, n. 53
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I grafici della riforma

  • Il percorso dello studente (grafico)
  • Cosa c'è di nuovo per le famiglie, i docenti e gli studenti (grafico)
  • La nuova scuola (grafico)
  •  

    I nuovi piani di studio - (BOZZE)

  • Indicazioni nazionali per i Piani di Studio Personalizzati nella Scuola Secondaria di primo grado (pubblicato il 30 luglio 2003)
  • Indicazioni Nazionali per la Scuola Secondaria di primo grado (24 dicembre 2002)
  • Testo e contesto dei Documenti. Guida alla lettura
  • Profilo educativo, culturale e professionale dello studente alla fine del Primo Ciclo di istruzione (6-14 anni)
  • Indicazioni nazionali per i Piani di Studio Personalizzati nella Scuola Primaria (6 novembre 2002)
  • Indicazioni Nazionali per i Piani Personalizzati delle Attività Educative nelle Scuole dell'Infanzia (6 novembre 2002)
  • Raccomandazioni per l'attuazione delle Indicazioni Nazionali per i Piani di studio personalizzati nella Scuola Primaria (pubblicato il 9 ottobre 2002)
  • Raccomandazioni per l'attuazione delle Indicazioni nazionali per i Piani Personalizzati delle Attività Educative nelle Scuole dell'Infanzia
  • Ipotesi di modelli organizzativi della Scuola Primaria
    (pubblicato il 9 ottobre 2002)
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