Lavoro: rapporto Ue, in Italia aumentano poverta' e Neet

lunedì 17 luglio 2017



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(AGI) - Bruxelles, 17 lug. - Mentre in gran parte degli Stati membri
nel 2016 c'e' stato un miglioramento degli standard di vita e dei
livelli di occupazione, l'Italia ha registrato un peggioramento in
numerosi indicatori economici e sociali, a cominciare dal livello di
poverta'. E' quanto emerge da un rapporto sugli sviluppi economici e
sociali nell'Unione europea, pubblicato oggi dalla Commissione. "Gran
parte degli Stati membri ha registrato dei miglioramenti degli
standard di vita nel 2016", dice il rapporto: il numero di persone
che vivono in condizioni di poverta' estrema si e' ridotto lo scorso
anno. "Solo Estonia, Italia e Romania hanno registrato un
deterioramento tra il 2015 e il 2016". La situazione e'
particolarmente critica per i giovani. Il tasso dei NEET ("not in
education, employment or training", cioe' non impegnati
nell'istruzione, nel lavoro o in una formazione, ndr) e' in Italia
tra i piu' elevati dell'Ue. Per i giovani tra i 20 e i 24 anni, il
tasso NEET a livello Ue ha continuato a scendere nel 2016 dopo il
picco del 2012, ma "e' particolarmente alto in Italia, Romania e
Grecia (23%-29%)", dice il rapporto. L'Italia e' nel gruppo di paesi
dove i giovani sotto i 30 anni guadagnano meno del 60% della media
dei lavoratori che hanno piu' di 60 anni. Quanto alla differenza di
genere, dopo Malta l'Italia e' il paese che ha registrato lo scarto
maggiore (20,1%) nel tasso di occupazione tra uomini e donne. (AGI)
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(AGI) - Bruxelles, 17 lug. - Secondo l'indagine della
Commissione, con piu' di 234 milioni di lavoratori, il tasso di
occupazione non e' mai stato cosi' elevato come oggi nell'UE e
la disoccupazione e' al livello piu' basso dal dicembre 2008.
Dal 2013 sono stati creati 10 milioni di posti di lavoro
nell'UE. Tuttavia i dati mostrano anche che sulle generazioni
piu' giovani grava un onere particolarmente elevato: tendono ad
avere piu' difficolta' a ottenere un posto di lavoro e si
trovano piu' spesso in forme di occupazione atipiche e precarie
come i contratti temporanei, che possono comportare una minore
copertura previdenziale. "Questa indagine annuale dimostra
ancora una volta che stiamo procedendo con determinazione verso
una maggiore crescita e occupazione. Ciononostante, i giovani
d'oggi e i loro figli potrebbero ritrovarsi in condizioni
peggiori rispetto ai genitori, e non e' quello che vogliamo",
ha detto la commissaria responsabile per l'Occupazione,
Marianne Thyssen, promettendo di "agire rapidamente". (AGI)
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