= Lavoro: Cgil a Poletti, politiche attive ferme al palo

martedì 20 febbraio 2018



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AGI0668 3 POL 0 R01 /

== Lavoro: Cgil a Poletti, politiche attive ferme al palo =
(AGI) - Roma, 20 feb. - "Le politiche attive del lavoro sono
ferme al palo. Riteniamo quindi poco utile presentare i dati
come magnifici risultati per motivi esclusivamente elettorali".
Cosi' la segretaria confederale della Cgil Tania Scacchetti
commenta quanto dichiarato quest'oggi dal ministro del Lavoro
Giuliano Poletti in merito allo stato di attuazione della
riforma dei servizi per l'impiego e delle politiche attive per
il lavoro. "Non esiste ancora - sottolinea - un sistema
nazionale di governo, ma un insieme di sistemi regionali,
nonostante i ripetuti sforzi di conciliazione tra Ministero e
Regioni. Inoltre - aggiunge - non  sono stati fatti i necessari
investimenti strutturali o destinate risorse ai centri per
l'impiego e, come ammesso dalla stessa Anpal, la fase
sperimentale di avvio dell'assegno di ricollocazione e' stata
un totale fallimento".
    "I risultati sbandierati peccano di chiarezza", sostiene
Scacchetti. "Non riteniamo ad esempio - spiega - che sia stato
inferto un colpo mortale ai Neet italiani. Nei centri per
l'impiego sono stati registrati 930mila giovani, e solo 145mila
sono stati avviati ad un lavoro, per di piu' precario con
un'occupazione della durata anche di un mese".
    Per quanto riguarda l'assegno di ricollocazione, che "a
Pasqua andra' finalmente a regime", "non si dice che,
considerati i dati di previsione di Anpal, questa misura sara'
rivolta ad una platea potenziale di circa 950mila disoccupati
in NASpI da quattro mesi, e quella reale sara' di 60 - 70mila
persone, per la quale sara' previsto un semplice riavvio ad un
lavoro precario".
    "Si annuncia poi un piano di rafforzamento dei centri per
l'impiego con 1.600 operatori, ma - sottolinea la segretaria
confederale della Cgil - non viene detto che questi verranno
assunti con contratto a tempo determinato e di collaborazione,
quindi anche loro precari. Inoltre, il previsto passaggio del
personale oggi impiegato presso i CpI alle Regioni in realta'
avverra' o presso le regioni, o agenzie regionali o enti
accreditati con nessuna possibilita' di assunzioni stabili e
aggiuntive rispetto agli organici del 2015".
    "I numeri non vanno solo diffusi, vanno resi noti e
interpretati nella loro completezza, altrimenti - conclude
Scacchetti - viene meno l'obiettivita' del giudizio e una
corretta valutazione".(AGI)
red/Gim
201848 FEB 18

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