REDDITO. PELLA-ZANGRILLO: REGIONI CHIEDONO RISPETTO COSTITUZIONE

martedì 12 febbraio 2019



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(DIRE) Roma, 12 feb. - "Oggi la Commissione parlamentare per le
questioni regionali ha svolto l'audizione di rappresentanti della
Conferenza delle Regioni e delle Province autonome su reddito di
cittadinanza e di pensioni: ne abbiamo ricavato un'analisi
puntuale e l'espressione di una piena volonta' a far si' che il
provvedimento possa raggiungere il proprio obiettivo, con la
massima determinazione a collaborare tra Enti, nel rispetto delle
prerogative costituzionali assegnate alle Regioni in materia, non
da ultimo sancite nella Conferenza Unificata di dicembre 2017.
Per questa ragione infatti c'e' stata positiva risposta da parte
delle Regioni alla mia proposta di inserire nei Tavoli di lavoro
che si insedieranno per la concertazione anche i Comuni con il
coinvolgimento di Anci in ottica di apporto costruttivo dei
territori, ciascuno peculiare, e di miglioramento dei servizi".
Cosi' il deputato Fi Roberto Pella.
   "Sono stati tuttavia rilevati aspetti critici da affrontare su
cui ancora molto c'e' da fare per non creare false aspettative,
di natura economica e giuridica: le Regioni hanno infatti
ribadito di essere pronte ad affrontare l'emergenza, senza
rimandare il provvedimento, ma con responsabilita' bisogna
colmarne le carenze che sono legate in particolare alla
formazione e al suo rafforzamento imprenscindibile per le figure
che saranno introdotte nei centri, alla necessita' di
stabilizzare le assunzioni - visto che Anpal ne ha gia'
abbastanza di precari - in maniera composta e organica
all'interno degli uffici esistenti. Non si puo' correre il
rischio di avviare il Reddito di cittadinanza e poi lasciare le
Regioni sole con il compito di fornire il servizio del Centro per
l'impiego in maniera efficace, se non si saranno armonizzate le
competenze, ottimizzate le piattaforme telematiche per tempo,
rafforzati i piani di formazione delle nuove risorse inserite, i
cosiddetti navigator. Si tratta di 6mila figure calate nei Centri
esistenti, non ancora professionalizzate, non selezionate sul
territorio perche' la procedura concorsuale avrebbe richiesto
almeno 6 mesi, ma assunte solo sulla base del titolo di studio
che diversamente da un concorso non certifica e non garantisce le
competenze. Va immediatamente avviato il rafforzamento della
formazione e dei centri, secondo linee guida gia' presenti nel
Piano Nazionale, perche' ogni Regione ha il proprio modello di
integrazione pubblico-privato che andrebbe infatti, nei casi
positivi, valorizzato e preso a modello per evitare errori e
prevenire disservizi".(SEGUE)
  (Lum/ Dire)
18:09 12-02-19

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REDDITO. PELLA-ZANGRILLO: REGIONI CHIEDONO RISPETTO COSTITUZIONE -2-


(DIRE) Roma, 12 feb. - Il capogruppo in Commissione Lavoro Paolo
Zangrillo di Fi, spiega: "Ci stanno raccontando una bella
favoletta. Le criticita' rivelate dall'audizione di oggi sulla
strutturazione dei centri in termini sia di dotazione informatica
che consenta l'interazione tra tutti i soggetti (INPS, GdF, ANPAL
e ANPAL servizi, CAF, senza dimenticare le imprese) sia
d'inserimento e assunzioni dei navigator, infine di
dimensionamento corretto dei 500 centri dove oggi sono impiegate
persone con scolarita' bassa e non ancora formate: tutte queste
criticita' fanno si' che l'avvio del reddito non possa essere
preceduto da una vera riforma dei centri per l'impiego, come ci
raccontano. Tutte queste attivita' rientrano in un processo che
richiede anni. Se la Germania, cosi' come altri Paesi europei, ha
impiegato 4 anni per strutturare i propri centri, pensare che da
febbraio ad aprile l'Italia, con i suoi 500 pochi centri per
l'impiego, possa farcela e' del tutto fuori luogo. Ottime le
intenzioni, facciamolo seriamente pero': investiamo le ingenti
risorse necessarie, strutturiamo le politiche attive del lavoro
perche' gli inoccupati trovino una posizione remunerativa
stabile, perche' non possiamo andare avanti a sussidi se e' poi
vero che il reddito di cittadinanza deve essere solo uno
strumento. Invece, gia' combinare il tema del contrasto alla
poverta' con le politiche attive del lavoro e' un concetto
illusorio e opinabile, almeno cerchiamo di non raccontare bugie e
metterci sul serio a lavorare per creare lavoro per il Paese".
  (Lum/ Dire)
18:09 12-02-19

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