Università: al via test Professioni sanitarie, meno iscritti

mercoledì 11 settembre 2019


ZCZC1884/SX4
XCI37884_SX4_QBXI
R CRO S04 QBXI


   (ANSA) - ROMA, 11 SET - Aumentano i posti ma, a differenza di
quanto avvenuto per Medicina e Odontoiatria, questo non si
traduce in una parallela crescita del numero degli iscritti ai
quiz. Si sono svolti oggi i test d'ingresso per le Professioni
sanitarie, corsi di laurea da sempre tra i più ambìti del
panorama accademico, specie quelli che tradizionalmente aprono
quasi automaticamente le porte del mondo del lavoro. E, così
come avvenuto per tutte le altre lauree a numero chiuso
nazionale, il Miur stavolta ha deciso di dare molte più chance
alle aspiranti matricole, mettendo a bando per l'anno accademico
2019/2020 ben 25.376 posti (695 in più rispetto a dodici mesi
fa, quando furono 24.681), spalmati sugli oltre 400 corsi
attivati dai 42 atenei coinvolti (37 atenei statali e 5
privati).
   Un aumento, quasi il 3% in più, che è tutto generalizzato,
riguardando ben 17 Professioni su 22. L'incremento maggiore è
per il corso nettamente più frequentato: Infermieristica. Il
Ministero, rispondendo ai tanti stimoli provenienti da Regioni e
associazioni di categoria, che lamentavano la carenza di
personale, ha portato a 15.069 i posti messi a disposizione in
tutta Italia (rispetto ai 14.723 del 2018, +2,4%). Crescita
considerevole, tra le Professioni 'storiche', pure per Logopedia
(da 756 a 771, +2%), Fisioterapia (da 2.029 a 2.117, +4,3%) e
Ostetricia (da 771 a 831, +7,8%). Alla fine, solamente tre
Professioni assistono a un calo: Assistente Sanitario (da 372 a
327), Terapista della Neuro e Psicomotricità dell'età evolutiva
(da 337 a 323) e Tecnico Audiometrista (da 60 a 51); in ogni
caso corsi con poca diffusione territoriale e, di conseguenza,
poca concorrenza.
    La Calabria (+29%), la Sicilia (+9,9%), la provincia di
Bolzano (+5,1%) e la Lombardia (+4%) sono le regioni che hanno
ricevuto in dote la quota più consistente di posti rispetto alla
precedente dotazione. Merito soprattutto delle nuove attivazioni
di corsi in precedenza assenti nei loro atenei. A seguire
troviamo Veneto (+3,8%) ed Emilia Romagna (+3,4%). Saldo
negativo, invece, per Lazio e Marche (in quest'ultima è del
-9,3%) e, in misura minore, per Basilicata, Toscana e Sardegna.
Per le future matricole, dunque, più buone notizie che cattive.
   Tuttavia la risposta degli studenti non sia stata altrettanto
'generosa': secondo quanto riportato dalla Conferenza nazionale
corsi di laurea Professioni Sanitarie, complessivamente - qui il
focus è esclusivamente sulle università pubbliche - si sono
iscritti per sostenere la prova 74.380 ragazzi e ragazze,
addirittura in flessione (-0,8%) rispetto all'anno accademico
2018/2019, quando i candidati all'immatricolazione furono
74.909. Interrompendo il trend positivo degli anni scorsi. Si
tratta certamente di un dato medio, perché molto dipende
dall'area geografica d'Italia e soprattutto dalla
specializzazione. Ci sono, infatti, corsi che vanno in
controtendenza e registrano aumenti importanti nel numero di
domande presentate: +9% per Tecnico di Radiologia e Tecnico
della prevenzione, +8% per Dietistica. Mentre a trainare in
basso il dato contribuiscono in maniera determinante i corsi per
Audiometrista (-42%), seguiti da quelli per Audioprotesisti,
Assistenti sanitari e Tecnici di Neurofisiopatologia (-18%).
   Questi, invece, i numeri delle Professioni sanitarie più
ambite, quelle che storicamente hanno il tasso più alto di
candidati e di iscritti: +3,8% per Infermieristica (da 21.813
aspiranti a 22.632), tra le poche a veder crescere le aspiranti
matricole; -3,8% per Ostetricia; -2,4% per Tecnico di
Laboratorio. Discorso a parte per Fisioterapia che, nonostante
un calo del 4% (da 26.516 iscritti ai test dello scorso anno
agli attuali 25.459) resta comunque il corso con lo sbarramento
più importante all'ingresso, con un rapporto domande-posti di 12
a 1 (rispetto alla media delle 22 Professioni che è di 3,1).
In alcuni atenei sarà più difficile entrare
   A parità di corso, è l'ateneo di destinazione a indirizzare
il destino degli studenti che si cimenteranno con i questionari.
Perché, restando ad esempio su Fisioterapia, le chance di
successo di restringono e si dilatano enormemente a seconda
dell'università prescelta: secondo i calcoli fatti da
Skuola.net, incrociando numero di posti e domande presentate, a
Bari la proporzione è di 1 su 9, mentre a Cagliari si arriva a 1
posto ogni 20 candidati, a Modena-Reggio Emilia a 1 posto ogni
22 iscritti che supereranno i test, a Pisa addirittura a 1 ogni
23. Strada in salita anche per gli aspiranti Logopedisti: quasi
dappertutto la proporzione vede 1 che entra verde ogni 9
tentativi (a Modena-Reggio Emilia, però, ne entrerà 1 su 25).
(ANSA).

     VR-COM
11-SET-19 15:48 NNN