LAVORO: ACCORDO GOVERNO-REGIONI PER COLLABORAZIONE SU POLITICHE ATTIVE

giovedì 30 luglio 2015



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Roma, 30 lug. (AdnKronos) - Nel quadro della riforma delle regole del
mercato del lavoro in fase avanzata di implementazione, il Governo e
le Regioni italiane "concordano sull'esigenza che la fase di
transizione dei prossimi anni venga gestita dal Governo e dalle
Regioni, di comune accordo e in forte spirito di leale
collaborazione". E' quanto si legge nell'Accordo quadro in materia di
politiche attive per il lavoro siglato questa mattina.

A tal fine, "il Governo e le Regioni convengono che spetterà al
Governo, per iniziativa del Ministero del Lavoro, previa intesa con le
Regioni, la definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (Lep)
in materia di politiche attive per il lavoro, validi per tutto il
territorio nazionale; spetteranno alla istituenda Agenzia Nazionale
per le Politiche Attive del Lavoro (Anpal) le funzioni di
coordinamento su scala nazionale della rete degli enti attuatori delle
politiche attive, di monitoraggio dell'efficacia delle stesse, di
surroga in caso di malfunzionamento, e di sviluppo del sistema
informativo unitario delle politiche attive; spetterà alle Regioni la
gestione operativa delle politiche attive e la responsabilità delle
articolazioni territoriali pubbliche (Cpi) ad esse preposte". (segue)

(Stg/AdnKronos)
30-LUG-15 17:30

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LAVORO: ACCORDO GOVERNO-REGIONI PER COLLABORAZIONE SU POLITICHE ATTIVE (2) =

(AdnKronos) - Governo e Regioni si impegnano inoltre "a garantire
congiuntamente, per tutta la fase di transizione verso un diverso
assetto delle competenze, la continuità di funzionamento dei Centri
per l'Impiego, considerandoli l'infrastruttura pubblica indispensabile
per lo sviluppo delle politiche attive. A tal fine saranno individuate
le modalità più opportune perché il personale in essi impiegato possa
continuare ad operare senza soluzioni di continuità, assicurandone il
miglior rapporto funzionale con le Regioni medesime. In particolare il
Governo e le Regioni si impegnano a reperire le risorse per i costi
del personale a tempo indeterminato, nella proporzione di 2/3 a carico
del governo e di 1/3 a carico delle Regioni".

L'ulteriore impegno siglato tra Governo e Regioni consiste nella
definizione congiunta di un "Piano Generale di raccordo delle azioni
di politiche attive per il lavoro contenute nei Programmi Operativi
Nazionale e Regionali della programmazione UE 2014/2020, al fine di
potenziarne l'efficacia e le sinergie; definire, in una cornice di
indirizzo unitario, l'attuazione puntuale dei contenuti del presente
accordo-quadro mediante la stipula di specifiche convenzioni tra il
Ministero del Lavoro e ciascuna Regione, con l'obiettivo di
individuare linee di collaborazione che consentano di valorizzare le
buone pratiche realizzate nei contesti regionali".


(Stg/AdnKronos)
30-LUG-15 17:30

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