20/10: FOCUS/WELFARE. NORD RICCO E SUD IN DIFFICOLTA', ITALIA SPEZZATA

lunedì 22 ottobre 2007



FOCUS/WELFARE. NORD RICCO E SUD IN DIFFICOLTA', ITALIA SPEZZATA
ZCZC
DIR0041 3 LAV  0 RR1 / DIR

FOCUS/WELFARE. NORD RICCO E SUD IN DIFFICOLTA', ITALIA SPEZZATA
STUDI ISTAT E CARITAS: LE FAMIGLIE A RISCHIO SONO SEMPRE DI PIU'.

(DIRE) Bologna, 20 ott. - Il Pil e i consumi in Italia sono in
costante crescita, ma sempre piu' persone fanno fatica ad
arrivare a fine mese. Ormai non si parla soltanto di "sindrome
della quarta settimana": l'affanno compare gia' alla terza.
L'Istat stima che le famiglie povere siano oltre due milioni e
mezzo (2.623.000 per la precisione), corrispondenti a 7 milioni
537 mila individui, pari al 12,9% dell'intera popolazione
italiana. E i due terzi vivono al Sud. Ma ci sono altre 900 mila
famiglie italiane considerate "a rischio di poverta'": basta una
spesa imprevista, ad esempio per un'improvvisa malattia di un
familiare, o l'aumento del tasso del mutuo, per trovarsi
costretti a indebitarsi o a ricorrere ai centri assistenziali.
   Ci sono alcuni "fattori di rischio" che portano piu'
facilmente a superare il sottile confine dell'indigenza, come
l'elevato numero di componenti (le famiglie con cinque o piu'
persone presentano livelli di poverta' piu' elevati), la presenza
di figli, soprattutto minori, e di anziani. Contano poi anche il
basso livello di istruzione e la ridotta partecipazione al
mercato del lavoro. Ma, qualsiasi fattore si consideri, nel
Mezzogiorno le probabilita' di essere poveri sono sempre piu'
alte. (SEGUE)

  (Roc/ Dire)
10:30 20-10-07

NNNN
FOCUS/WELFARE. NORD RICCO E SUD IN DIFFICOLTA', ITALIA... -2-
ZCZC
DIR0042 3 LAV  0 RR1 / DIR

FOCUS/WELFARE. NORD RICCO E SUD IN DIFFICOLTA', ITALIA... -2-


(DIRE) Bologna, 20 ott. - Le statistiche dicono che gia' oggi,
nelle regioni meridionali, il 26,5% della popolazione e' sotto la
soglia di poverta': un cittadino su quattro, insomma. Le
differenze tra Nord e Sud si contano, in certi casi, in decine di
punti percentuali anziche' in unita': ad esempio, la difficolta'
di sostenere spese impreviste di 600 euro riguarda il 16% delle
famiglie trentine e oltre il 50% di quelle siciliane.
   E' un'Italia ancora una volta divisa in due, quella
tratteggiata dall'Istat nell'indagine "La poverta' relativa in
Italia nel 2006", diffusa il 4 ottobre, cui si aggiunge il
"Rapporto sulla poverta' e l'esclusione sociale in Italia"
presentato il 15 ottobre da Caritas Italiana e Fondazione Zancan
di Padova. Dati che si possono incrociare con altre raccolte di
numeri e tabelle: i "Conti economici regionali" relativi al 2005,
resi disponibili dall'Istat sempre il 4 ottobre, il "Rapporto
Unioncamere 2007" e gli "Scenari di sviluppo delle economie
locali italiane 2007-2010" del Centro Studi Unioncamere,
risalenti a poche settimane fa. Studi che mostrano l'altra faccia
dell'Italia, quella del Pil e dei consumi in crescita, ma con una
caratteristica comune: permane il divario tra il Centro-Nord e il
Sud del Paese, anche in termini di performance di mercato delle
imprese.

  (Roc/ Dire)
10:30 20-10-07

NNNN
FOCUS/WELFARE. POVERTA', LA MAPPA DEL DISAGIO PORTA IN SICILIA
ZCZC
DIR0043 3 LAV  0 RR1 / DIR

FOCUS/WELFARE. POVERTA', LA MAPPA DEL DISAGIO PORTA IN SICILIA
IN EMILIA-ROMAGNA IL MINOR NUMERO DI FAMIGLIE POVERE.

(DIRE) Bologna, 20 ott. - In Sicilia quasi una famiglia su tre
vive sotto la soglia di poverta'. L'altra faccia dell'Italia e'
rappresentata dall'Emilia-Romagna, dove soltanto quattro famiglie
su cento possono essere considerate povere. La media italiana e'
all'incirca di una famiglia povera ogni dieci. La mappa e' stata
disegnata dall'Istat nella ricerca "La poverta' relativa in
Italia nel 2006".
   Per calcolare la soglia di poverta', L'Istat prende come
riferimento la spesa media mensile di un italiano, pari (nel
2006) a 970,34 euro. Se una famiglia di due persone spende in
totale meno di questa cifra di un "single", allora puo' essere
considerata povera. Per le famiglie piu' numerose viene poi
calcolata una scala di equivalenza: cosi' la soglia di poverta',
per un nucleo di tre persone, e' fissata in 1.290,55 euro di
spesa media mensile, e cosi' via. Tutte le analisi sono poi
basate sulla "incidenza della poverta' relativa", ovvero il
rapporto tra il numero di famiglie con spesa media mensile per
consumi pari o al di sotto della soglia di poverta', e il totale
delle famiglie residenti.
   Il dato nazionale porta a considerare povere l'11,1% delle
famiglie italiane, ma con differenze considerevoli per la
distribuzione geografica. Infatti nel Mezzogiorno il 22,6% delle
famiglie residenti risulta sotto la linea di poverta': si tratta
del 65% del totale delle famiglie povere. Nel Centro-nord, dove
meno del 7% delle famiglie si trova in condizione di poverta'
(5,2% nel Nord e 6,9% nel Centro), vive circa il 35% delle
famiglie povere, nonostante vi risieda ben il 68% del totale
delle famiglie.(SEGUE)

  (Roc/ Dire)
10:30 20-10-07

NNNN
FOCUS/WELFARE. POVERTA', LA MAPPA DEL DISAGIO PORTA IN... -2-
ZCZC
DIR0044 3 LAV  0 RR1 / DIR

FOCUS/WELFARE. POVERTA', LA MAPPA DEL DISAGIO PORTA IN... -2-


(DIRE) Bologna, 20 ott. - Valle d'Aosta e Friuli-Venezia Giulia
sono le uniche regioni a mostrare livelli di poverta' (superiori
all'8%) significativamente piu' elevati rispetto a tutte le altre
regioni del Centro-nord.
   In tutte le regioni meridionali la poverta' e' molto piu'
diffusa che nel resto del Paese; solo in Abruzzo la percentuale
delle famiglie povere (12,2%) e' prossima a quella media
nazionale. Anche la Sardegna, con un'incidenza di poverta' pari
al 16,9%, mostra una situazione migliore rispetto al resto del
Mezzogiorno; al contrario in Calabria e, soprattutto, in Sicilia
i valori risultano significativamente piu' elevati della media
ripartizionale (rispettivamente 27,8% e 28,9%). L'incidenza piu'
bassa spetta poi all'Emilia-Romagna, dove il 3,9% delle famiglie
e' sotto la soglia di poverta'.
   Ecco l'elenco delle regioni per incidenza di poverta' relativa
in ordine crescente: Emilia-Romagna 3,9%; Lombardia 4,7; Veneto
5; Marche 5,9; Liguria 6,1; Trentino-Alto Adige 6,2; Piemonte
6,4; Toscana 6,8; Lazio 7; Umbria 7,3; Friuli-Venezia Giulia 8,2;
Valle d'Aosta 8,5; Abruzzo 12,2; Sardegna 16,9; Molise 18,6;
Puglia 19,8; Campania 21,2; Basilicata 23; Calabria 27,8; Sicilia
28,9.

  (Roc/ Dire)
10:30 20-10-07

NNNN
FOCUS/WELFARE. LA RIPRESA SI FERMA A MEZZOGIORNO
ZCZC
DIR0045 3 LAV  0 RR1 / DIR

FOCUS/WELFARE. LA RIPRESA SI FERMA A MEZZOGIORNO
DATI E PREVISIONI SUL PIL: RESTA IL DIVARIO TRA NORD E SUD.

(DIRE) Bologna, 20 ott. - Nell'economia italiana non c'e' solo la
classica divisione Nord-Sud. I dati della crescita, infatti,
rivelano un Settentrione a due velocita', con il Nord-Est
leggermente piu' "veloce" del Nord-Ovest. Mentre il Mezzogiorno
va sempre piano, anche quando la strada appare in discesa. E'
quanto mette in luce lo studio Istat sui "Conti economici
regionali" relativi all'anno 2005 (ultimi dati definitivi
disponibili, pubblicati a ottobre 2007). Il 2006, invece, e'
caratterizzato da una ripresa generalizzata, in via di
consolidamento nel 2007.
   Cio' che non accenna a diminuire, secondo tutte le
statistiche, e' il "gap" che divide il Settentrione e il
Meridione. L'Unioncamere parla esplicitamente di "una situazione
di diffuso disagio per le popolazioni" del Mezzogiorno, con "un
divario di sviluppo ancora molto forte, che rischia di tradursi
in una profonda lacerazione nella crescita economica e sociale
del nostro Paese".
   Ma vediamo i numeri. Nel 2005 il Pil (Prodotto interno lordo)
risulta sostanzialmente stabile a livello nazionale: +0,1%
rispetto al 2004. Un dato che pero' deriva, sottolinea l'Istat,
"da andamenti differenziati nelle grandi ripartizioni
territoriali". In particolare, il Pil diminuisce sia nell'Italia
meridionale che nel Nord-Ovest (rispettivamente -0,4% e -0,2%),
mentre aumenta nel Nord-Est (+1%) e lievemente al Centro (+0,1%).
(SEGUE)

  (Roc/ Dire)
10:31 20-10-07

NNNN
FOCUS/WELFARE. LA RIPRESA SI FERMA A MEZZOGIORNO -2-
ZCZC
DIR0046 3 LAV  0 RR1 / DIR

FOCUS/WELFARE. LA RIPRESA SI FERMA A MEZZOGIORNO -2-


(DIRE) Bologna, 20 ott. - Fra le regioni nord-occidentali,
registrano un calo del Pil la Valle d'Aosta (-0,9%), il Piemonte
(-0,3%) e la Lombardia (-0,4%) mentre in Liguria la crescita e'
praticamente nulla. Nelle regioni nord-orientali, di converso, il
Pil aumenta in misura superiore alla media nazionale in tutte le
regioni; in particolare, in Friuli-Venezia Giulia (+3%), in
Emilia-Romagna (+1,1%), nelle province autonome di Bolzano-Bozen
(+1,2%) e Trento (+1,1%) e, in misura piu' contenuta, in Veneto
(+0,5%). La crescita contenuta del Pil nell'Italia centrale e'
riconducibile essenzialmente ai risultati negativi di Lazio e
Toscana (entrambe -0,1%), mentre il Pil aumenta in Umbria e
Marche (rispettivamente +0,7% e +0,5%).
   La lieve diminuzione del Pil nel Mezzogiorno e' poi il
risultato di un andamento piuttosto differenziato. I risultati
economici migliori sono quelli realizzati dall'Abruzzo, dove il
Pil cresce piu' che nelle altre regioni (+1,5%), seguito da
Sicilia (+1,3%) e Molise (+0,7%). Andamenti negativi invece in
Calabria (-2,4%), Campania (-1,1%), Puglia (-0,4%), Basilicata
(-0,2%). Infine, la Sardegna e' caratterizzata da un andamento
stazionario.
   Questo il quadro tracciato dall'Istat per il 2005. Per l'anno
successivo si puo' invece prendere a riferimento il Rapporto
Unioncamere, che definisce il 2006 come "anno della ripresa" dopo
una lunga fase di stagnazione durata cinque anni. Il Pil e'
infatti aumentato di circa il 2%, con una ripresa generalizzata e
che ha interessato anche il Nord-Ovest. (SEGUE)

  (Roc/ Dire)
10:31 20-10-07

NNNN
FOCUS/WELFARE. LA RIPRESA SI FERMA A MEZZOGIORNO -3-
ZCZC
DIR0047 3 LAV  0 RR1 / DIR

FOCUS/WELFARE. LA RIPRESA SI FERMA A MEZZOGIORNO -3-


(DIRE) Bologna, 20 ott. - Il dato che permane costante, anche per
le stime relative al 2007, e' il "nodo del Mezzogiorno", secondo
la definizione dell'Unione nazionale delle Camere di commercio.
"Non accennano a chiudersi i divari tra Centro-Nord e Sud del
Paese", si legge nel rapporto. Nell'anno in corso "dovrebbe
essere il Centro a ottenere i risultati migliori, con uno
sviluppo del Pil nel 2007 pari al 2,2% rispetto al 2,0%
dell'Italia, mentre al di sotto della media nazionale si trova
solo l'1,7% del Mezzogiorno. Tra le regioni, gli incrementi piu'
significativi coinvolgono Lombardia, Umbria, Lazio, Emilia
Romagna, Toscana e Marche, quelli piu' contenuti Calabria,
Molise, Abruzzo e Piemonte. Per il 2007, cosi' come per il 2006,
l'Italia meridionale sembra dunque seguire una dinamica
insufficiente a garantire uno sviluppo in linea con il resto del
Paese", conclude Unioncamere.
   Le previsioni per i prossimi anni sono in chiaroscuro per il
Meridione. E' il Centro Studi Unioncamere a delineare gli
"Scenari di sviluppo delle economie locali italiane 2007-2010",
con la conclusione che "la ripresa dell'economia italiana,
avviata nel 2006, dovrebbe consolidarsi nel periodo 2007-2010.
Tale recupero interessa, tuttavia, in maniera piu' significativa
l'area settentrionale del paese, mentre il Mezzogiorno appare
caratterizzato da una dinamica di sviluppo meno vivace". Tanto
che "tra il 2006 e il 2010 i divari con il resto del paese,
misurati in termini di Pil per abitante, rimangono
sostanzialmente inalterati".

  (Roc/ Dire)
10:31 20-10-07

NNNN
FOCUS/WELFARE. SPESA SOCIALE, VAL D'AOSTA IN TESTA
ZCZC
DIR0048 3 LAV  0 RR1 / DIR

FOCUS/WELFARE. SPESA SOCIALE, VAL D'AOSTA IN TESTA
ECCO QUANTO I COMUNI DESTINANO ALL'ASSISTENZA DEI BISOGNOSI.

(DIRE) Bologna, 20 ott. - E' la Val d'Aosta la regione in cui si
spende di piu' per assistere i cittadini bisognosi, mentre al
lato opposto si trova la Calabria. E' quanto emerge dal Rapporto
2007 sulla poverta' e l'esclusione sociale realizzato da Caritas
e Fondazione Zancan.
   In Italia la spesa per l'assistenza sociale ammonta
complessivamente a 44 miliardi e 540 milioni di euro, piu' o meno
pari a 750 euro pro-capite. Si tratta di circa un quarto del Pil
(precisamente e' il 26,1% nel 2004, rispetto a una media europea
del 27,3%): un "impegno non indifferente", sottolinea Tiziano
Vecchiato, direttore della Fondazione Zancan. E "in armonia con
altri Paesi": la Grecia spende il 26%, il Regno Unito il 26,3, la
Finlandia il 26,7. Ma e' una spesa "significativamente inferiore"
rispetto ad Austria (29,1%), Belgio (29,3), Germania (29,5),
Danimarca (30,7), Francia (31,2) e Svezia (32,9).
   Ma il welfare all'italiana, prosegue Vecchiato, "si basa su
squilibri interni evidenti": piu' della meta' della spesa sociale
(56,1%) e' destinata alla voce "Pensioni in senso stretto e Tfr".
Il resto e' ripartito tra le voci "Assicurazioni del mercato del
lavoro" (6,6%), "Assistenza sociale" (11,9), "Sanita'" (25,4).
Insomma, "gran parte delle risorse vanno all'ultima fase della
vita, e molto meno alla prima e al sostegno delle responsabilita'
familiari".(SEGUE)

  (Roc/ Dire)
10:31 20-10-07

NNNN
FOCUS/WELFARE. SPESA SOCIALE, VAL D'AOSTA IN TESTA -2-
ZCZC
DIR0049 3 LAV  0 RR1 / DIR

FOCUS/WELFARE. SPESA SOCIALE, VAL D'AOSTA IN TESTA -2-


(DIRE) Bologna, 20 ott. - Il rapporto Caritas-Zancan ha poi
calcolato quanto, di questa spesa sociale, e' gestito
direttamente dallo Stato e quanto dagli enti locali: "La spesa
dei Comuni per assistenza sociale al netto della multiutenza e'
di 5 miliardi e 11 milioni di euro, con un pro-capite medio di
86,15 euro. Di conseguenza, dei 750 euro sopra indicati, i Comuni
gestiscono solo 86 euro pro-capite, mentre la parte restante,
pari a circa 664 euro, e' gestita dallo Stato o da
amministrazioni da esso controllate".
   La Fondazione Zancan ha quindi elaborato dati Istat per
raggruppare la spesa comunale secondo l'area di utenza regionale.
E' da questi calcoli che la Val d'Aosta risulta la regione in cui
i Comuni spendono di piu' in assistenza, con 344 euro pro-capite.
Ultima in classifica e' la Calabria, con 23 euro a testa. La
distribuzione delle risorse appare piu' o meno corrispondente
alla geografia italiana: tutte le regioni del Sud, insomma,
occupano la parte inferiore della classifica.
   Ecco l'elenco in ordine decrescente: Val d'Aosta 344,20 euro;
Trentino Alto Adige 250,36; Friuli-Venezia Giulia 140,66;
Emilia-Romagna 137,02; Piemonte 113,60; Toscana 104,44; Lazio
98,47; Lombardia 98,25; Liguria 96,91; Sardegna 95,88; Veneto
87,84; Marche 78,51; Umbria 72,19; Sicilia 62,19; Abruzzo 48,89;
Molise 42,82; Basilicata 40,59; Puglia 36,53; Campania 32,76;
Calabria 23,81.

  (Roc/ Dire)
10:31 20-10-07

NNNN