Sociale: le Regioni chiedono un incontro al Governo

giovedì 26 aprile 2012



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(ASCA) - Bologna, 26 apr - Potenziare e riqualificare i
servizi sociali. Questo chiedono le Regioni al Governo e, in
una lettera indirizzata al ministro dell'Economia Mario Monti
e delle Politiche sociali Elsa Fornero, chiedono un incontro
ed esprimono ''forti preoccupazioni'' sulla tenuta del
sistema di welfare. ''Non ci possiamo rassegnare ai
pesantissimi tagli imposti negli ultimi anni'', sottolinea
l'assessore alle Politiche sociali Teresa Marzocchi. ''Pur in
un momento di difficolta' gravissime, non e' accettabile il
taglio del 93% delle risorse per servizi che sono sempre
indispensabili per i cittadini e le famiglie, e la cui
richiesta e' triplicata in questo momento di crisi. Non si
puo' azzerare l'intervento sociale da parte dello Stato,
peraltro previsto dalla legge, perche' gli enti locali non
riuscirebbero piu' a garantire nemmeno il livello minimo dei
servizi''. Nella lettera che il presidente della Conferenza
delle Regioni e delle Province autonome Vasco Errani ha
inviato al Governo, le Regioni chiedono ''un forte impegno
istituzionale per difendere i diritti dei piu' deboli, con
particolare riferimento ai bambini e agli anziani''.  Le
Regioni propongono un riassetto dei servizi sociali, puntando
su tre obiettivi strategici: infanzia, non autosufficienza;
lotta a poverta', emergenza abitativa e disagio. ''Il sistema
sociale per ripartire - scrivono le Regioni nel documento
sulla situazione delle politiche sociali in Italia - ha
bisogno di almeno 1,5 miliardi, e considerando il triennio
2013/2015, il Fondo Nazionale delle politiche sociali
dovrebbe ammontare a complessivi 2,4 miliardi (1 per il 2013,
800 milioni per il 2014 e 600 milioni per il 2015). L'impegno
alla fine del triennio e' di riportare le politiche sociali
allo 0,50 di un punto PIL, come erano nel 2009, con un lieve
incremento dello 0,25 di punto''. Le risorse economiche
potranno essere reperite, sottolineano le Regioni, anche
attraverso alcune specifiche entrate: dal ripristino delle
somme destinate alla politiche sociali e previste dalle norme
sul prolungamento dell'eta' pensionistica delle donne; dalla
lotta all'evasione fiscale, di cui almeno un 5% potrebbe
essere dedicato alla fascia della poverta'; dalle entrate del
gioco; da risparmi derivati dalle spese per gli armamenti;
dalla revisione di alcune misure assistenziali come previsto
dal decreto ''Salva Italia'' che prevede anche la modifica
dell'Isee.
com/rus
261546 APR 12 

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