Foibe: inaugurata Roma la "Casa del Ricordo" per vittime e esodo

giovedì 5 febbraio 2015


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(AGI) - Roma, 5 feb. - Una casa nel cuore di Roma per ricordare la tragedia delle foibe e l'esodo istriano, fiumano e dalmata. Queste le finalita' della Casa del Ricordo, inaugurata stamani a Roma in Via di San Teodoro 72, dall'Assessorato alla Cultura e al Turismo e dall'Assessorato alla Scuola, Sport, Politiche Giovanili e Partecipazione, con delega alla memoria di Roma Capitale in collaborazione con la Regione Lazio, proprio alla vigilia del Giorno del Ricordo 2015, il prossimo 10 febbraio. Presenti all'inaugurazione il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, l'assessore alla cultura di Roma Capitale, Giovanna Marinelli, l'assessore alla scuola con delega alla memoria di Roma Capitale, Paolo Masini. "La comprensione dei fenomeni storici ci aiuta ad essere cittadini e a capire quanto avviene oggi nel mondo - ha spiegato Zingaretti - Il germe del non rispetto dell'identita' non solo non e' morto, ma si ripropone quotidianamente. Per questo quando nel 2004 fu istituita la Giornata del Ricordo, fu un fatto storico per l'Italia. Per le istituzioni e' stata l'occasione di farsi carico di una nuova coscienza. L'iniziativa di Roma Capitale e' stata molto forte e come Regione abbiamo fatto e faremo la nostra parte. Accompagneremo le attivita' della Casa. E' il solo modo di essere coerenti con le parole che poi verranno pronunciate il Giorno del Ricordo". (AGI) Rmt/mld  (Segue) 051323 FEB 15

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Foibe: inaugurata Roma la "Casa del Ricordo" per vittime e esodo (2)=  (AGI) - Roma, 5 feb. -   "Oggi inauguriamo un luogo che arricchisce il patrimonio culturale di Roma - ha detto Marinelli - Tutti i cittadini potranno accedere e dialogare con chi gestisce questa Casa. La priorita' e' conservare il ricordo ed e' per questo che la Casa si propone anche come punto di raccolta di archivi documentali e quindi luogo di studio". Per Masini, "questo luogo riporta alla luce un tema che qualcuno in passato ha tentato di nascondere, ma i totalitarismi non hanno colore. E' uno stimolo per ricordarci quello che e' successo". Masini ha infine ricordato che ad aprile il Comune di Roma portera' 140 studenti sui luoghi della tragedia delle foibe. Le attivita' della Casa - spiegano i rappresentanti delle associazioni - saranno gestite dall'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Comitato Provinciale di Roma e dalla Societa' di Studi Fiumani. Le due Associazione sono rappresentative degli italiani giunti profughi dall'lstria, da Fiume e dalla Dalmazia al termine della seconda guerra mondiale e custodiscono un vasto materiale documentario che testimonia la presenza degli esuli a Roma e nel Lazio. La struttura sara' aperta al pubblico dai primi di marzo per 4 giorni alla settimana ma ospitera', fin da febbraio, incontri, mostre, convegni, presentazioni di libri e proiezioni. La Casa diventera' luogo fondamentale per l'organizzazione e la catalogazione degli archivi cartacei, fotografici e filmografici delle Associazioni, attualmente dislocati in diversi luoghi della Capitale e d'Italia. Inoltre, sara' organizzato, valorizzato e reso fruibile nella Casa il patrimonio bibliografico che racconta la vicenda dei profughi dall'lstria, da Fiume e dalla Dalmazia. Tutte le attivita' avranno come obiettivo la promozione della conoscenza storica, della memoria della tragedia delle foibe, dell'esodo italiano dalle loro terre degli Istriani, Fiumani e Dalmati nel secondo dopoguerra. Marino Micich, Segretario generale societa' studi fiumani, ha spiegato, "noi esuli abbiamo assorbito le storie, il distacco dalla terra, le ostilita'. Ma abbiamo trovato a Roma anche tanta solidarieta', in particolare dal mondo ebraico. E' un mondo variegato, quello degli esuli che lasciavano la loro terra fuggendo dal totalitarismo jugoslavo. Fu una scelta forte quella di mantenere la propria identitá italiana, e molti rimasero li'. Furono coinvolte 300 mila persone, per questo lo chiamiamo 'esodo'. Ma e' stata anche una pulizia etnica, ideologica". Per Donatella Schurzel, dell'Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, "abbiamo lavorato moltissimo per questa casa, e' stato un percorso di molti anni, con molte difficolta' incontrate e superate. Siamo riusciti a fare squadra, e speriamo che i risultati si vedano. Noi ci sentiamo in questa sede davvero a casa nostra. Questa casa non e' in questa posizione per caso: siamo alle spalle del foro di Augusto, che ha costituito la regione istriana, c'e' la chiesa di S. Anastasia, che ebbe contatti con il mondo illirico. Qui non vogliamo ricordi 'nostalgici' ma legati alla documentazione storica, e in questa casa ci sara' grande spazio anche per iniziative culturali, di accoglienza e per prossime future collaborazioni". (AGI) Rmt/mld 051323 FEB 15

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