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POVERTÀ. IL 2016 ANNO DEI RECORD: DI PERSONE POVERE E DEI FONDI STRUTTURALI

martedì 27 dicembre 2016


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Il tempo: previsioni di oggi e domani  =
(AGI) - Roma, 27 dic. - Previsioni del tempo in Italia fornite dal
Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare.
SITUAZIONE: e' in transito sulla nostra penisola un flusso
debolmente perturbato dall'Europa centrale che determina condizioni
di instabilita' sulle regioni del medio Adriatico e al meridione.
TEMPO PREVISTO FINO ALLA MEZZANOTTE: NORD - cielo in prevalenza
sereno, con locali riduzioni di visibilita al mattino solo
sull'Emilia e pianura veneta. CENTRO E SARDEGNA - nubi basse e
compatte al primo mattino su Toscana e Sardegna con riduzioni locali
di visibilita' specie sulla Toscana, in successivo dissolvimento. Bel
tempo altrove con cielo in prevalenza sereno a parte temporanei
annuvolamenti nel corso della mattinata sulle Marche in trasferimento
nel pomeriggio all'Abruzzo con locali piovaschi. (AGI)
Red (Segue)
270854 DIC 16

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POVERTÀ.  IL 2016 ANNO DEI RECORD: DI PERSONE POVERE E DEI FONDI STRUTTURALI
IL SOCIALE NEL 2016. Con 4,6 milioni di poveri assoluti e 1,5 miliardi raccolti per il 2017 si chiude un anno senza precedenti. Attesa per il ddl delega sulla poverta' fermo in Parlamento, cresce il Sostegno per l'inclusione attiva (Sia) attivo dal 2 settembre: oltre 50 mila i beneficiari. L'analisi di Raffaele Tangorra, direttore generale per l'inclusione del ministero del Welfare

(RED.SOC.) ROMA - Per la poverta', il 2016 verra' ricordato come
l'anno dei record. L'annuale rapporto Istat sulla poverta',
presentato a luglio, ha registrato ilpicco dei poveri assoluti in
Italia: sono 4,6 milioni di persone, piu' di 1,5 milioni di
famiglie.Il dato piu' alto dal 2005 (anno in cui l'istituto di
statistica ha iniziato a seguire passo passo i dati -sui poveri
assoluti). Ma non sono solo i dati sui poveri ad aver catturato
la scena, c'e' anche un altro primato che va registrato e cioe'
quello dellerisorse recuperate dal governo per combattere la
poverta' assoluta: nel 2017 ci saranno circa un miliardo e mezzo,
mai destinato cosi' tanto a questo tema e mai destinato cosi'
tanto in maniera strutturale. A fare un bilancio su quest'anno
che sta per concludersi e qualche previsione utile per il 2017
e'Raffaele Tangorra, direttore generale per l'inclusione e le
politiche sociali del ministero del Lavoro e delle Politiche
Sociali,che a Redattore sociale racconta gli ultimi sviluppi sul
Sia, il sostegno per l'inclusione attiva, e le novita' contenute
nella legge di bilancio e nel testo della delega in discussione
al Senato.La prima novita' riguarda le risorse. In realta', non
e' proprio una "buona nuova", ma per il 2017 di sicuro sara' un
buon inizio.Secondo Tangorra nel 2017 ci saranno circa 1,5
miliardi contro la poverta', qualcosa in piu' degli 1,15 miliardi
raggiunti con la legge di bilancio. Una quota raggiunta non per
via di nuove risorse rispetto a quelle previste dalla legge di
stabilita' 2016 (1 miliardo per il 2017) e dalla legge di
bilancio approvata in tutta fretta dopo il referendum (150
milioni), ma di un totale che si accumulera' anche grazie allo
slittamento delle risorse stanziate per il 2016 sul Sia. "Nel
primo bimestre del 2017 - spiega Tangorra - ci sara' gia' un
allargamento della platea rispetto a quella del 2016. Con
emendamento approvato dalla Camera, la dotazione e' stata portata
a 150 milioni in piu' gia' nel 2017, ma tenuto conto delle
risorse risparmiate sul 2016, sui 750 milioni del decreto del 19
luglio del 2016, riusciremo gia' dal 2017 a portare l'intervento
sul suo livello strutturale di un miliardo e mezzo, sin dai primi
60 giorni. Circa meta' delle risorse di quest'anno potranno
essere disponibili per il 2017".Ma quale sara' lo strumento che
il governo utilizzera' per combattere la poverta' da gennaio
2017?Al momento, di sicuro, c'e' solo il Sia.La crisi di governo,
infatti, ha rallentato l'iter del disegno di legge delega
"recante norme relative al contrasto della poverta', al riordino
delle prestazioni e al sistema degli interventi e dei servizi
sociali" collegato alla legge di stabilita' 2016. Attualmente il
testo e' al Senato e non e' facile determinare i suoi tempi. "Gli
scenari politici piu' generali dovranno in qualche modo essere
presi in considerazione rispetto al futuro di questo
provvedimento - spiega Tangorra -. Per l'approvazione della
delega i tempi ci sono. Ci sarebbero anche quelli
dell'approvazione dei decreti delegati, ma a quel punto bisogna
davvero correre e l'orizzonte del governo deve essere
sufficientemente lungo. Queste sono valutazioni che dovra' fare
il governo insieme al Parlamento con l'anno nuovo". Intanto, il
2017 e' ormai alle porte e l'unica soluzione sembra essere quella
di continuare con il Sia, aspettando il Rei, il reddito di
inclusione contenuto nel ddl delega. "La legge di stabilita'
dello scorso anno diceva che nel 2016 il piano poverta' doveva
essere costituito da due misure, il Sia e l'Asdi: il primo su
base nazionale e l'Asdi gia' previsto dal Jobs Act. Se i nuovi
provvedimenti non verranno
 adottati, le risorse del 2017 si possono utilizzare e saranno
utili per rafforzare la misura contro la poverta' vigente. In
questo momento, quindi, ci si concentra sul Sia".Sia e Rei,
pero', non sono la stessa cosa, anche se le differenze non sono
molte. "I principi fondamentali sono i medesimi - assicura
Tangorra -. La differenza principale e' forse quella legata la
beneficio. Con emendamento approvato alla Camera, il Rei e' una
misura il cui ammontare e' dimensionato rispetto alla distanza
dalla soglia di poverta', che andra' definita. Dal punto di vista
del beneficio, inoltre, il Rei dovrebbe contenere delle novita'
rispetto al Sia, ma non e' escluso che possano essere introdotte
anche immediatamente sullo stesso Sia". Se e quando il Rei sara'
pronto, difficile dirlo ora. Quando ci sara' un nuovo strumento,
spiega Tangorra, verra' attivato un "percorso senza strappi che
permetta di transitare da una misura all'altra".
Intanto, dal nuovo Sia arrivano "risconti positivi", anche se la
risposta dei territori, ammette Tangorra, e' "variabile"."Il 2
settembre si sono aperti i canali per l'acquisizione delle
domande - spiega Tangorra -. L'impressione che abbiamo, pero', e'
che non ci sia ancora sufficiente conoscenza dello strumento. E'
molto presto per fare bilanci. Tuttavia, in assenza di una
comunicazione sui grandi media, che stiamo preparando, abbiamo
gia' raggiunto risultati considerevoli. Siamo gia' sopra i 50
mila nuclei beneficiari". E il flusso di domande e' "tuttora
consistente". Oggi all'Inps arrivano circa "10-15 mila richieste
a settimana", aggiunge Tangorra. Numeri che vanno letti in un
contesto diverso da quello della prima sperimentazione del Sia
nelle 12 grandi citta' italiane. Se in quel caso la finestra
temporale per presentare domanda era davvero ristretta (e
sbadatamente aperta in piena estate), oggi non ci sono piu'
scadenze. Le domande vengono raccolte "a sportello" e valutate
caso per caso. Niente piu' bandi e graduatorie. Come prevedibile,
inoltre, e' "il Mezzogiorno quello che traina - continua Tangorra
-. In particolare, le due regioni piu' popolose in cui gli
indicatori di poverta' tutti ci dicono che c'e' maggiore disagio,
cioe' Campania e Sicilia. Nel Centro Nord, invece, non abbiamo
regioni che spiccano per quantita' di domande presentate".La vera
scommessa, pero', si gioca sui territori e riguarda i servizi
rivolti all'attivazione di percorsi di fuoriuscita dalla poverta'
delle persone che accedono al beneficio economico. Il meccanismo
condizionale, che lega cioe' l'erogazione alla partecipazione a
corsi o attivita' per il reinserimento lavorativo, e' pero'
un'arma a doppio taglio. Se e' essenziale a recidere il cordone
ombelicale con lo Stato, bisogna riconoscere che funziona solo se
sul territorio ci sono servizi adeguati. In tal senso e' stato
proprio il governo a puntare sui Pon Inclusione legando il
miliardo stanziato al potenziamento dei servizi territoriali. "Al
momento e' ancora aperto l'avviso pubblico - spiega Tangorra -.
Abbiamo destinato quasi tutto il Pon inclusione, un programma
operativo nazionale che nasce proprio con questa finalita': 1
miliardo che spenderemo nei prossimi anni per rafforzare i
servizi territoriali. L'avviso permette di presentare domande a
scadenze di circa un mese e mezzo. La prima l'abbiamo avuta il 30
settembre, l'altra il 15 novembre, adesso una il 30 di dicembre e
proprio in questi giorni ci e' stato chiesto di tenere aperti i
termini anche per il mese e mezzo successivo. E' un percorso che
i servizi stanno facendo. Si stanno guardando dentro e stanno
cercando di capire quali sono le difficolta'. Dall'ultimo tavolo
con gli assessori regionali, le grandi citta' e l'Anci, e' stato
riconosciuto il ruolo