Crollo viadotto: De Micheli, 950 milioni per ponti e dissesto

mercoledì 27 novembre 2019



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(AGI) - Roma, 27 nov. - Sui ponti, i viadotti e le autostrade
che crollano, franano, smottano, la ministra per le
Infrastrutture Paola De Micheli sostiene che "l'emergenza e'
figlia del cambiamento climatico" e che anche con alcuni di
questi aspetti "dobbiamo cominciare a fare i conti" anche se
questo ovviamente "non giustifica il ritardo con cui questo
Paese ha affrontato alcune situazioni, in particolare quella
che riguarda il dissesto idrogeologico". Pero', aggiunge, per
questo scopo "abbiamo gia' assegnato 700 milioni destinati alle
Regioni che hanno presentato i progetti, perche' tutta la
progettazione e' in capo a loro". De Micheli lo afferma in
un'intervista al Corriere della Sera in cui dichiara che
domenica il ponte sulla A6 Torino-Savona "e' crollato per una
frana", ma che da ottobre il governo giallorosso ha "previsto
2.000 interventi di manutenzione straordinaria e di nuova
costruzione sui ponti stanziando 250 milioni", che porta la
cifra complessiva a 950 milioni investiti. (AGI)
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(AGI) - Roma, 27 nov. - Quanto poi alle polemiche seguite, De
Micheli ribatte - anche al Governatore della Liguria, Toti, che
ha avuto da ridire - che "se non si strumentalizzassero le
questioni della sicurezza e ci aiutassimo tutti, faremmo molto
meglio. Le opere contro il dissesto sono delle Regioni",
puntualizza. E osserva ancora: "Le polemiche non aiutano:
generano molto allarmismo nelle persone e non danno il senso
del lavoro collettivo di tutte le istituzioni pubbliche che si
adoperano per garantire il massimo della sicurezza. Non si puo'
fare lo scaricabarile e ridurre tutto a 'e' colpa tua, e' colpa
mia'". Poi: "Che dovrei dire io allora che sono in questo
ministero da solo due mesi e mezzo? Ma sto zitta. Se sei nelle
istituzioni non puoi far e polemiche. I soldi li stiamo
assegnando, come ho detto. 250 milioni per i ponti e 700 per il
dissesto idrogeologico. E' ovvio che non bastano ma voglio
spendere subito quello che gia' c'e'".
    All'obiezione del quotidiano di via Solferino che osserva
che molti cantieri sono pero' chiusi, inattivi, la ministra
ribatte che molti di questi cantieri "sono quelli nei quali
lavoravano le aziende fallite". Una cinquantina circa, precisa
la ministra, che aggiunge: "Per questo abbiamo istituito il
fondo salva opere per pagare le aziende subappaltatrici e i
fornitori coinvolti. E stiamo valutando come inserir e nuove
aziende al posto di quelle fallite" anche attraverso una
consultazione con i sindacati e gli imprenditori per il
regolamento unico per semplificare la normativa degli appalti".
    In un'altra intervista a La Stampa, la ministra delle
Infrastrutture osserva anche che "non c'e' bisogno di un giro
di vite sui controlli sulle infrastrutture, quanto di renderli
'continuativi e non straordinari' e di 'correre sugli
interventi'". (AGI)
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