[Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica] - Accordo di Partenariato Italia 2014-2020 - 29.10.2014

martedì 4 novembre 2014


Accordo di Partenariato 2014-2020

Consulta di seguito l’Accordo di Partenariato 2014-2020 per l'impiego dei fondi strutturali e di investimento europei, adottato il 29 ottobre alla Commissione europea a chiusura del negoziato formale. 

 

Accordo di Partenariato Italia 2014-2020

Sezione 1A

Sezione 1B

Sezione 2

Sezioni 3 - 4

Allegato I - Risultati attesi - Azioni

Allegato II - Proposta SI.GE.CO

Allegato III - Tavola Azioni EUSAIR

Allegato IV - Tavola di raccordo Priorità Investimento - Risultati attesi

Allegato V - Condizionalità ex ante OT11

P
resentazione

Nel periodo 2014-2020, con il nuovo Accordo di partenariato tra Italia e Commissione Europea, l’Italia gestirà complessivamente circa 44 miliardi di euro di fondi strutturali e di investimento europei (Fondi SIE), ai quali andrà ad aggiungersi la quota di cofinanziamento nazionale per circa 20 miliardi di euro.
L’Accordo di Partenariato, sottoposto alla Commissione Europea dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alla Coesione territoriale, Graziano Delrio, è stato approvato il 29 ottobre scorso e definisce la strategia per l’utilizzo ottimale dei Fondi strutturali e di investimento europei nel prossimo periodo di programmazione della durata di 7 anni.

La politica di coesione che l’Unione Europea mette in campo intende ridurre le disparità di sviluppo fra le regioni degli Stati membri e rafforzare la coesione economica, sociale e territoriale. È una delle principali leve di crescita e sviluppo della qualità di vita in Europa.

L’Accordo di Partenariato, predisposto da ogni Stato membro in collaborazione con le istituzioni di livello centrale dell’Unione Europea e quelle locali e i partner economici e sociali definisce strategie, metodi e priorità di spesa per l'impiego dei Fondi UE al fine di combattere la disoccupazione, favorire la competitività e la crescita economica mediante il supporto all’innovazione, la formazione e l’istruzione in città, comuni e aree rurali, promuovere l’imprenditorialità, combattere l’esclusione sociale e a favorire lo sviluppo di un’economia ecocompatibile ed efficiente in termini di risorse.

L’Accordo di Partenariato sui Fondi UE 2014-2020 punta quindi al rafforzamento dell’Italia, nell’ottica di una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, in linea con le strategie di Europa 2020 e mira, in particolare, a riportare in equilibrio le aree meno sviluppate.

Dei 44 miliardi complessivi, 32,2 miliardi derivano dai fondi di coesione (20,6 miliardi dal FESR-Fondo europeo di sviluppo regionale, 10,4 miliardi dal FSE-Fondo sociale europeo, 1,1 miliardi per la cooperazione territoriale europea e 567 mln della YEI, l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile) che si vanno a sommare ai 10,4 miliardi del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e ai 537 mln del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP).

I fondi di coesione Fesr e Fse saranno così distribuiti tra le regioni, con maggior incidenza sulle aree più svantaggiate:

  • 22,2 miliardi di euro alle regioni meno sviluppate (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia),
  • 1,3 miliardi di euro alle regioni in transizione (Sardegna, Abruzzo e Molise),
  • 7,6 miliardi di euro alle regioni più sviluppate (Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Liguria, Veneto, Provincia di Bolzano, Provincia di Trento, Friuli Venezia-Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria e Lazio).
  • Nel periodo 2014-2020, l’Italia gestirà oltre 60 programmi operativi regionali e 14 programmi operativi nazionali, articolati secondo gli obiettivi tematici previsti dall’Accordo, tra cui ricerca e innovazione, digitalizzazione nazionale, piccole e medie imprese, riduzione dell’inquinamento da Co2 e sostegno alle energie alternative, contrasto agli effetti dei cambiamenti climatici, utilizzo efficiente delle risorse naturali, miglioramento del trasporto pubblico locale, sostegno alla povertà e alla mobilità lavorativa, formazione, riqualificazione e istruzione, maggiore efficienza nella amministrazione pubblica dei fondi.

    Fonte: Commissione europea, Presidenza del Consiglio dei Ministri