D'Alfonso su macroregione adriatico-jonica: cambiamo ottica

mercoledì 28 ottobre 2015




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D'Alfonso su macroregione adriatico-jonica: cambiamo ottica
Al convegno a bordo della fregata maestrale della marina a Ortona

Chieti, 28 ott. (askanews) - "Non sarà un trono quello che
nascerà grazie alla strategia della macroregione Adriatico-Jonica
ma un'alleanza, una collaborazione su base progettuale in
funzione della quale bisognerebbe cominciare a ripensarsi in
un'ottica di cittadinanza adriatica". Lo ha detto, questa
mattina, il presidente della Giunta regionale, Luciano D'Alfonso,
in apertura del convegno "Il cammino della Macroregione
Adriatico-Jonica sulle tracce dell'ila Adriatic Cbc" in corso di
svolgimento a bordo della Fregata maestrale della marina
militare. La nave, prima di concludere l'ultima campagna della
sua vita operativa dopo circa trentatrè anni di navigazione, è
attraccata al porto di Ortona (Chieti) dove rimarrà fino a
domenica prossima. "Una cosa è certa, - ha rimarcato D'Alfonso -
con la riuscita di questa collaborazione, nulla di ciò che era
prima il sistema dei territori bagnato dal mare Adriatico rimarrà
tal quale sia dal punto di vita della connettività terra-mare che
sotto il profilo del turismo e della tutela dell'ambiente".
Intanto, proprio in giornata si attende da Bruxelles la fumata
bianca riguardo le votazioni sull'emendamento relativo alla
strategia della Macroregione Adriatico-Jonica e sull'inserimento
dell'Abruzzo nelle reti di connettività transeuropee Ten. A
fornire un importante contributo in termini di bagaglio di
esperienze e di competenze nell'ottica della Macroregione, è
stato il presidente della Giunta regionale delle Marche, Luca
Ceriscioli. "Le Marche sono qui - ha sottolineato D'Alfonso - dal
momento che sono state la prima Regione a scommetterci. Non a
caso, - ha proseguito - proprio il pullulare delle idee delle
Università, del sistema delle imprese, dei clusters che ha saputo
generare la sinergia tra Università, imprese e classi dirigenti
marchigiane, ha dato luogo ai primi temi che poi hanno favorito
la collaborazione di questa parte dell'Adriatico con quella
dell'altra sponda. E' interessante constatare - ha ripreso
D'Alfonso - come da una vicenda distruttiva come la guerra si sia
generato un progetto di questa ambizione e si sia determinata
anche una certezza e cioè che non si può rimanere tal quali
eravamo nel '900 rispetto alle sfide del futuro". Il presidente
della Giunta regionale d'Abruzzo, Luciano d'Alfonso, ricordando i
numeri della Macroregione Adriatico-Jonica (9 milioni di bambini
fino ai 15 anni di età, 4 milioni di studenti universitari, 37
milioni le persone in cerca di occupazione, 10 milioni gli
anziani con un PIL complessivo che raggiunge quota 956 miliardi
di euro e 110 mila brevetti e innovazioni), ha ribadito il
concetto che "le infrastrutture sono ormai ben più lunghe dei
confini amministrativi: sia quelle della gomma che quelle
quell'acqua e del cielo. Così come le tematiche - ha aggiunto -
sono sempre più complesse. Un esempio? La difesa del mare
dall'aggressione delle piattaforme petrolifere ma anche le
questioni legate al diritto alla salute. Per cui, ragionare in
un'ottica solo regionalistica - ha detto D'Alfonso - corrisponde
ad una visione miope del futuro che non tiene conto, ad esempio
del fatto che le aspirazioni dei giovani come quelli del progetto
Erasmus che sono i primi sostenitori di questo allargamento di
frontiere. E' per questo - ha concluso il Presidente - che va
ripensata l'intera offerta formativa ed educativa che ormai
prescinde sia dai confini geografici che dalla collocazione dei
presidi istituzionali e di Governo". Al convegno di oggi sono
intervenuti anche il Rappresentante dell'Ambasciatore croato in
Italia, Iljia Zelalic,ed il presidente dell'Autorità portuale di
Civitavecchia, Pasqualino Monti.

Xab

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