Ocse: ridurre costi contratti fissi e giu' tetto uso contante

mercoledì 15 febbraio 2017



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(AGI) - Roma, 15 feb. - "Utilizzare il maggior gettito fiscale
per ridurre gradualmente gli oneri sociali sui contratti a
tempo indeterminato". E' una delle principali raccomandazioni
contenute nel rapporto dell'Ocse sull'Italia.
    L'organizzazione di Parigi invita inoltre il governo ad
"aumentare il gettito fiscale promuovendo misure volte a
incoraggiare l'adempimento spontaneo degli obblighi tributari,
investendo maggiormente nei sistemi di tecnologie
dell'informazione e nelle risorse umane, incrementando l'uso
della fatturazione elettronica e riducendo la soglia massima di
pagamento con denaro contante, e introducendo imposte sui beni
immobili basate su valori catastali aggiornati". (AGI)  
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Ocse: ridurre costi contratti fissi e giu' tetto uso contante (2)=
(AGI) - Roma, 15 feb. - In Italia, spiega l'Ocse, l'elevato
livello degli oneri sociali rappresenta circa il 13% del Pil e
il tasso dei contributi sociali a carico dei datori di lavoro
e' tra i piu' alti dei Paesi Ocse. Un calo permanente degli
oneri sociali consentirebbe, secondo l'organizzazione di
Parigi, di aumentare la crescita e l'occupazione nel medio e
lungo termine, accelerando la riduzione del rapporto tra debito
e Pil. Una riduzione degli oneri sociali a carico dei datori di
lavoro di 10 punti percentuali consentirebbe di aumentare il
Pil pro capite dell'1,6% dopo cinque anni (0,3% all'anno) e del
2% (0,2% all'anno) dopo 10. Il tasso di occupazione
registrerebbe inoltre un notevole aumento rispettivamente di 1
e 1,3 punti percentuali dopo 5 e 10 anni. Secondo l'Ocse, ad
esempio, se si incrementasse il gettito Iva migliorando il
sistema di riscossione e allargandone la base imponibile e
facendo cosi' aumentare il 'vat revenue ratio', pari al
rapporto tra Iva attualmente riscossa e quella che teoricamente
dovrebbe esser riscossa applicando l'aliquota standard
all'intera base imponibile potenziale e nel caso in cui tutte
le entrate fossero riscosse - fino alla media dei paesi
dell'Ocse (circa il 56%) consentirebbe di aumentare le entrate
Iva di circa il 50% (45 miliardi di euro), a consumi invariati.
Tali entrate fiscali sarebbero pari a oltre il 30% degli oneri
sociali versati dai datori di lavoro nel 2014 e sarebbero
nettamente superiori alle esenzioni degli oneri sociali per i
nuovi contratti a durata indeterminata per l'anno 2015 (solo
2,2 miliardi). (AGI)
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