+T -T


>>>ANSA/ Fondi Ue: Lombardia ed Emilia-Romagna prime per spesa

mercoledì 13 giugno 2018


ZCZC3547/SXA
OBX71764_SXA_QBXB
R POL S0A QBXB

Quarta la Calabria. Corsa per uso risorse entro 2018 se no perse
   (di Matteo Miglietta)
   (ANSA) - BRUXELLES, 12 GIU - La Lombardia e l'Emilia-Romagna
sono le prime della classe fra le regioni italiane nell'uso
delle risorse europee. Secondo gli ultimi dati relativi al Fondo
Ue di sviluppo regionale (al quale si aggiunge il Fondo sociale
in alcuni casi particolari), le due regioni sono le uniche a
dover ancora certificare alla Commissione Ue meno del 30%
dell'obiettivo fissato per il 2018. Entro il 31 dicembre,
infatti, la Lombardia dovrà assorbire 'solo' 24,5 milioni, pari
al 21,9% delle risorse, mentre all'Emilia-Romagna restano 16,4
milioni, il 26,7% del target 2018. Se non riusciranno a farlo,
loro come tutte le altre Regioni, rischiano di perdere i fondi
già stanziati.
  A Bruxelles si diffida dagli allarmismi e si confida
nell'ormai abituale accelerazione a ridosso della scadenza,
capace di scongiurare eventuali disimpegni. La complessità dei
controlli e la burocrazia, infatti, possono far sì che passino
molte settimane fra la spesa effettuata sul campo e l'invio
della richiesta di rimborso alla Commissione. Tuttavia, il
lavoro da fare é ancora molto, visto che entro l'anno l'Italia
deve assorbire quasi 2,8 miliardi di euro, il 47,4% dei 5,9
concordati per i 30 programmi nazionali e regionali che usano
soldi Fesr (dati al 19 maggio).
  Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, però, le
performance nell'assorbimento non spaccano più l'Italia in due
fra Nord e Sud, come accadeva in passato. Ai piedi del podio
occupato da Lombardia, Emilia-Romagna e Liguria, c'é infatti la
Calabria, con un residuo del 33,4% su ben 446 milioni. Rimangono
in fondo alla classifica, invece, altre regioni meridionali come
Basilicata, Abruzzo e Sicilia, che devono ancora assorbire circa
il 60% delle risorse. Fra gli ultimi della classe ci sono poi le
Province autonome di Trento e Bolzano, che scontano la
designazione tardiva delle autorità di gestione.
  E' un quadro fatto di luci e ombre anche quello dipinto dai
programmi nazionali. Il Pon Cultura guida la classifica con un
residuo del 18,5% (17,4 milioni), 'agevolato' dal fatto di
includere al suo interno grandi progetti come il restauro di
Pompei, cominciato già nello scorso periodo di programmazione.
Altri 5 programmi, però, devono ancora assorbire oltre la metà
delle risorse previste. Solo l'iniziativa per le Pmi ha già
superato il target 2018, ma si tratta di un programma
particolare che si avvale di strumenti finanziari, non di
rimborsi diretti.(ANSA).

     YRW-TI
13-GIU-18 18:42 NNN