Tornano le frontiere,forniture agroalimentari a rischio

sabato 21 marzo 2020


ZCZC3942/SXA XAI60429_SXA_QBXB R EST S0A QBXB >>>ANSA/ Operatori Ue denunciano 'effetto Brexit' e ripristino controlli (di Angelo Di Mambro) (ANSA) - BRUXELLES, MAR - Gli operatori del settore sono tutti d'accordo: le conseguenze del Covid-19 stanno mettendo a rischio anche il funzionamento della catena di approvvigionamento dei prodotti agroalimentari, la più integrata e capillare d'Europa. E il pericolo che le merci non arrivino a destinazione cresce di giorno in giorno. Sotto accusa è prima di tutto il ripristino dei controlli alle frontiere interne tra i Paesi dell'Unione. Camion con animali bloccati per ore al confine tra Germania e Polonia, alimenti che marciscono in un serpente di tir lungo 15 chilometri tra Slovenia e Croazia, mezzi che per entrare in Ungheria devono cambiare autista e il tragitto dal Portogallo alla Romania che è diventato più lungo e incerto che mai sono solo alcuni esempi di quanto sta accadendo. "Stiamo ricevendo segnalazioni di gravi interruzioni e ritardi delle consegne alimentari praticamente in tutti i Paesi (dodici, ndr) che hanno reintrodotto i controlli alle frontiere interne per far fronte all'epidemia di coronavirus", racconta Pekka Pesonen, segretario del Copa e Cogeca, le organizzazioni degli agricoltori e delle cooperative agroalimentari Ue. "Sperimentiamo cosa significa la nascita di controlli e dogane dove prima non c'erano, un anticipo di cosa potrebbe succedere tra Ue e Regno Unito dopo la Brexit", dice Pesonen con una punta di amarezza. E c'è chi, come in Italia il presidente dell'Alleanza cooperative agroalimentari Giorgio Mercuri, paventa il rischio di blocco. "I problemi, in campagna come negli stabilimenti produttivi, stanno aumentando di giorno in giorno, rendendo sempre più arduo riuscire a garantire ancora a lungo ai cittadini un'assoluta continuità nella fornitura di cibo", ha dichiarato. In un mercato dagli scambi fluidi, come è quello europeo dei prodotti agroalimentari, le scorte possono essere tenute al minimo poiché materie prime e prodotti arrivano dove servono e quando servono. "Con una logistica organizzata sul principio del just-in-time - riprende Pesonen - i ritardi significano danni a effetto domino su tutta la filiera". Danni che si sommano al calo della domanda dovuto alla chiusura di ristoranti e alberghi e alle difficoltà di reperimento della manodopera stagionale, soprattutto in Italia e Spagna. Senza dimenticare "pratiche sleali come le restrizioni sui prodotti senza alcun criterio scientifico e legale", sottolinea Pesonen. Per questo Copa e Cogeca, le associazioni di categoria dell'industria alimentare (FoodDrinkEurope) e operatori commerciali dell'agroalimentare (Celcaa) hanno scritto alla Commissione europea denunciando che le linee guida Ue del 16 marzo scorso sulla necessità di lasciar passare prodotti agricoli e alimentari alle frontiere non bastano. L'Ue dovrebbe "creare corsie preferenziali veloci per alimenti e imballaggi", affrontando con più decisione la carenza di manodopera e le pratiche sleali. Problemi che mercoledì prossimo saranno sul tavolo della riunione dei ministri dell'Agricoltura Ue, che si riuniranno in videoconferenza per parlare in generale dell'impatto del coronavirus su produttori e consumatori. "Sono necessarie azioni decisive ed efficaci per rispondere rapidamente a questa crisi", ha scritto il commissario Ue all'Agricoltura Janusz Wojciechowski in una lettera indirizzata ai ministri.(ANSA). YY5I Y Y 5 - T I 2 1 - M A R - 2 0 1 6:0 4 N N N