Immigrazione: da Lazio e Lombardia più ritorni volontari

martedì 9 giugno 2015



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Perdita del lavoro causa principale per scelta di tornare a casa
   (ANSA) - ROMA, 9 GIU - Più di 700 dal Lazio e dalla
Lombardia, 335 dal Piemonte, 298 dall'Emilia Romagna e 206 dal
Veneto: è dalle regioni d'Italia più ricche che i migranti
decidono di ripartire per tornare in patria dopo aver provato a
vivere e lavorare da noi. E il motivo per cui tramonta il loro
progetto migratorio è molto spesso la perdita del lavoro.
   E' quanto emerge dal bilancio - presentato oggi a Roma - dei
primi sei anni di attività della Rete Rirva, la Rete italiana
per il ritorno volontario assistito, un programma finanziato dal
Fondo europeo rimpatri che è cofinanziato dalla Commissione Ue e
dal Viminale. Il Ritorno Volontario Assistito (Rva) è una misura
che aiuta i migranti a tornare e reintegrarsi nel proprio Paese
d'origine in condizioni di sicurezza e con un'assistenza
adeguata, sia per l'organizzazione e il pagamento del viaggio
che per la reintegrazione sociale e lavorativa nel paese
d'origine con l'erogazione di beni e servizi.
   Sono numerosi i cittadini stranieri che tornano a casa dopo
un periodo di permanenza in Italia: secondo i dati Istat ogni
anno una media di 200 mila migranti iscritti in anagrafe si
cancellano. Tra questi, sempre più numerosi sono coloro che
decidono di tornare in patria facendo ricorso al programma del
Rva: si è passati infatti da 228 persone accompagnate nel 2009
ai 2.000 inizialmente previsti per il 2015, poi ridotti a 800
circa. Al 30 giugno 2014 un totale di 3.219 persone hanno
usufruito di questa misura; di questi, il 62% sono uomini.
Provengono da 86 Paesi ma circa la metà da Ecuador (542), Perù
(321), Tunisia (280) Marocco (239) e Brasile (204). Il 65% ha
ricevuto un supporto alla reintegrazione sociale e lavorativa
nel suo Paese. La perdita del lavoro senza possibilità di
ulteriore occupazione da parte di migranti con il permesso di
soggiorno per motivi di lavoro è la condizione più diffusa di
chi accede al Rva (45%).
   La Rete Rirva - della quale fanno parte soggetti del terzo
settore (68%) ed enti pubblici (32%) tra i quali 62 Comuni, 16
Consorzi di Comuni, 21 province, 8 Regioni, 10 Asl e 2
Prefetture - è promossa dal Consorzio Nazionale Idee in Rete
insieme a Consiglio Italiano per i Rifugiati, Oxfam, Ordine
degli  Assistenti sociali, cooperativa sociale Gea con il
sostegno dell'Ismu. Il suo obiettivo è promuovere un'attività di
informazione sul Ritorno Volontario Assistito diretta ai
migranti e di formazione per il personale dei servizi,
necessaria per garantire un sostegno adeguato a chi decide di
tornare nel Paese di origine. (ANSA).

     AB
09-GIU-15 09:31 NNN