>>>ANSA/ Alfano,fuori i rom che non accettano patto con Italia

giovedì 18 giugno 2015



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Maroni attacca, non in grado;Renzi col ministro,sta facendo bene
+++ AGGIORNA E SOSTITUISCE IL SERVIZIO TRASMESSO ALLE 19:51 +++
(ANSA) - ROMA, 18 GIU - "A Maroni vorrei dire che non ho
avocato a Palazzo Chigi alcuna gestione della questione
immigrazione, dal momento che il ministro Alfano sta lavorando e
ha lavorato meglio dei suoi predecessori". Matteo Renzi risponde
così al governatore della Lombardia che nel pomeriggio aveva
affermato di aver ricevuto dallo stesso premier una telefonata
con cui prendeva in carico la questione immigrati. Maroni aveva
sottolineato "bene, perchè il ministro dell'Interno ha
dimostrato di non essere in grado di gestirla".
Il presidente del Consiglio, quindi, sgombra il campo dagli
equivoci e spiega di aver dato disponibilità "ad incontrare le
Regioni", sottolineando che "su questo tema si dovrebbe smettere
di litigare e fare polemica e invece collaborare. Al lavoro,
spero insieme, in una battaglia che vede l'Italia, tutta intera,
impegnata su una sfida di portata storica".
Angelino Alfano oggi è tornato sull' accordo annunciato con
l' Anci per smantellare i campi nomadi irregolari. "Noi dovremo
buttare fuori, espellere dal territorio nazionale tutti quei Rom
che non vorranno sottoscrivere un patto con lo Stato italiano".
Mentre Franca Biondelli, sottosegretario al Lavoro e alle
politiche sociali, critica "un linguaggio politico impregnato di
pregiudizi e stereotipi nei confronti delle comunità Rom, Sinti
e Caminanti". "Noi faremo in modo - spiega Alfano - che quelli
che vorranno partecipare a un programma di assegnazione di
luoghi più civili nei quali vivere, dovranno appunto
sottoscrivere un patto con lo Stato, per emergere dalla
situazione in cui molti di loro si trovano. Chi non lo vorrà
fare, oltre ad abbandonare comunque i campi rom, dovrà essere
espulso. Noi rispetteremo tutte le leggi, ma pretenderemo
altrettanto da parte loro". I cittadini, aggiunge, "sono
stanchi, non ne possono più. Quindi questi campi li dobbiamo
assolutamente chiudere. Per farlo metteremo in campo tutta la
forza dello Stato e anche le risorse necessarie". Il
sottosegretario Biondelli annuncia "a breve la prima indagine
nazionale sul numero e la condizione degli insediamenti,
autorizzati e spontanei, di Rom, Sinti e Caminanti, che ha
coinvolto tutti i Comuni italiani al di sopra dei 15.000
abitanti. Un'indagine dalla quale si evince, tra l'altro, che
gli insediamenti precari e marginali sono più limitati di quanto
si pensi e riguardano soprattutto i grandi centri urbani". La
Lega, naturalmente, non vuole farsi sorpassare a destra da
Alfano "La nostra posizione - dice l'assessore al Bilancio della
Regione Lombardia, Massimo Garavaglia - è che sui campi rom
bisogna andare con le ruspe: sono un abuso e come tale bisogna
agire". Il governatore lombardo Roberto Maroni plaude al
"ravvedimento operoso del ministro Alfano, ma a condizione che i
Rom non vengano messi nelle case Aler scavalcando le
graduatorie". Il sindaco di Padova Massimo Bitonci si chiede se
quello del titolare del Viminale "sia solo un tentativo di
recuperare quel consenso che l'esecutivo sta perdendo giorno
dopo giorno. A Padova abbiamo numerosi campi da chiudere. La
gran parte, tuttavia, sono abitati da sinti o rom di nazionalità
italiana. Come pensa di espellerli, qualora non rispettassero il
suo patto, se non è in grado nemmeno di rimpatriare i
clandestini pluripregiudicati che invadono le nostre città?". I
radicali Riccardo Magi e Alessandro Capriccioli mettono in
guardia il ministro, le cui dichiarazioni, attaccano, "oltre a
denotare una certa confusione sull'argomento, prefigurano già
sanzioni da parte dell'Europa. Alfano - aggiungono - sembra
ignorare che una buona metà dei rom che vivono sul nostro
territorio hanno la cittadinanza italiana, di tal che le
paventate espulsioni altro non sono che parole completamente
prive di senso".(ANSA).

RED-NE
18-GIU-15 22:42 NNN